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ENGLISH | 04 06 2010 Sabato 5 giugno: Il robot mencicante della scuola Rosa Govone |
18 05 2010 Dal 25 maggio al 29 giugno: ODDS AND ENDS. Inaugurazione 25 maggio |
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04 06 2010 Sabato 5 giugno: Il robot mencicante della scuola Rosa Govone Isola Art Center e il Laboratorio artistico della scuola media “Rosa Govone” presentano IL ROBOT MENDICANTE | un progetto di Sašo Sedlaček Sabato 5 giugno dalle ore 9.30 alle ore 12.30 Festa della scuola media Rosa Govone, via Pepe, Milano La scuola, recentemente ristrutturata, ora possiede vari laboratori che dovranno essere attrezzati ma le casse scolastiche sono vuote e non sono previsti finanziamenti a breve, quindi i ragazzi "del pomeriggio" della scuola media Rosa Govone con Isola Art Center hanno costruito un "robottino mendicante" per raccogliere fondi destinati alle attrezzature dei laboratori. Il piccolo robot è stato costruito con scarti di computer, spazzatura elettronica e pezzi a buon mercato. L'idea è nata nel 2009, quando Isola Art Center ha presentato il "Beggar Robot 1.0", ideato dall'artista sloveno Sašo Sedlaček, ai ragazzi e agli insegnanti delle medie. Il robottino è piaciuto talmente tanto che i ragazzi con la collaborazione degli insegnanti hanno deciso di costruirne uno con l'aiuto di Isola Art Center. Il progetto è stato realizzato con l'aiuto dell’Associazione genitori Rosa Govone, Sottobosco, piattaforma per la progettazione culturale e Soundmetak. Infine ricordiamo che presso gli spazi Libreria Puerto de Libros (via Pollaiuolo 5) e Tantrika Shop (via Pollaiuolo 2) prosegue fino al 29 giugno (da martedì a sabato, ore 16.30 – 19.30) la mostra Horror Vacui – Occupare il Presente, curata da Aria Spinelli e Valerio Del Baviglio. Gli artisti Fabrizio Bellomo, Valentina Maggi, Maria Pecchioli e Mirko Smerdel si confrontano con il vuoto riempiendo gli spazi reclusi e proponendo nuovi immaginari per il quartiere Isola. Isola Art Center 339 6057 111 info@isolartcenter.org www.isolartcenter.org Progetti speciali/Il robot menicante/
18 05 2010 Dal 25 maggio al 29 giugno: ODDS AND ENDS. Inaugurazione 25 maggio Isola Art Center e NABA in collaborazione con Millepiani e Punto Rosso presentano ODDS AND ENDS 25 maggio - 29 giugno 2010 Libreria Puerto de Libros, via Pollaiuolo 5 / Punto rosso, via Pepe 14 - via Carmagnola, Milano Martedì 25 maggio alle ore 18 presso la Libreria Puerto de Libros inaugura la mostra Odds and Ends che raccoglie sedici prototipi di pubblicazioni realizzati dagli artisti e dai curatori del secondo anno del Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali della NABA: Anna Caterina Bleuler | Enrica Casalicchio | Massimiliano M. Cucciniello | Bercin Damgaci | Sara Errico | Rosie Eisor | Dario Leone | Serena Marconi | Giorgio Massoni | Daniella Andrea | Isamit Morales | Alessandro Pezzati | Sara Porcari | Linda Turri | Claudia Ventola | Gianmaria Zanda con la supervisione di Andrea Sala e Bert Theis. Nel corso della serata verrà inoltre presentato il secondo numero di Millepiani Urban, rivista dell’associazione culturale Millepiani, con saggi di Leonie Sandercock, Mike Davis, Tiziana Villani, Ubaldo Fadini e altri. Introducono Tiziana Villani, Sabine Reiff, Nomeda e Gedeminas Urbonas di Pro-test Lab di Vilnius. Presso Punto Rosso in via Pepe 14 per Isola Rosta Project 4, saranno presentati tre progetti su saracinesca realizzati dagli studenti del Liceo Artistico Caravaggio di Milano: Alice Boffa, Valentina Santinoli (2A); Margherita Canevari (2B); Niccolò Polimeno, Anita Rossi, Lucia Rho, Giulio Ferraro, Gaia Ciarla, Chiara Di Gennaro (3C); Susanna Castelli, Riccardo Sossella (5B), Daniele Rossi (1E); con il coordinamento dei docenti Rosetta Bianchi, Pasquale Campanella, Francesco Ceriani. Partecipa anche il Laboratorio Artistico D.V.A. con gli studenti Giammarco Coato, Denise Mitidieri, Leo Valentini, Amanda Maffei, Alessandro Turchet coordinati da Filippo Ballarin, Adele Bressa e Stefania Catanoso. Saranno in mostra anche i progetti non realizzati. Alle ore 20.30 lo stesso spazio del Punto Rosso ospiterà la proiezione del film Dalle terre di nessuno sulla trasformazione del quartiere di Bovisa del regista Elvio Annese (2009, 53’). A partire del 1976, per più di trent’anni, il regista ha documentato il passaggio da quartiere industriale a quartiere universitario, lavorando sempre da solo, e raccontando la vita delle persone che hanno subito i cambiamenti radicali della trasformazione urbana. Infine ricordiamo che presso gli spazi Libreria Puerto de Libros (via Pollaiuolo 5) e Tantrika Shop (via Pollaiuolo 2) prosegue fino al 29 giugno (da martedì a sabato, ore 16.30 – 19.30) la mostra Horror Vacui – Occupare il Presente, curata da Aria Spinelli e Valerio Del Baviglio. Gli artisti Fabrizio Bellomo, Valentina Maggi, Maria Pecchioli e Mirko Smerdel si confrontano con il vuoto riempiendo gli spazi reclusi e proponendo nuovi immaginari per il quartiere Isola. Odds and Ends>>
13 05 2010 Dal 8 maggio al 26 giugno: out&Theis: Galleria Contemporaneo Mestre out&Theis office for urban transformation&Bert Theis 8 maggio - 26 giugno Inaugurazione Sabato 8 maggio - h 18.00 In collaborazione con Federico Bianchi Contemporary Art – Milano, Lecco Bert Theis è forse uno dei più coerenti assertori di una funzione dell’arte come momento di relazione, pur senza mai rinunciare alla qualità del manufatto che di volta in volta viene proposto. La sua è una rivisitazione di momenti topici del modernismo: si pensi alla “Piattaforma suprematista” presentata a Tirana nel 2008 o alle recenti strutture presentate al Museo Pecci di Prato e ricavate dai progetti di Walter Gropius per un istituto di filosofia (“Building Philosophy”). Forme derivate dal linguaggio modernista, ma sempre attente a favorire una libera fruizione da parte delle persone, cioè ad essere in qualche modo strutture per accogliere, permettendo la pausa, il sedersi, lo sdraiarsi, l’osservare etc. Sono note le sue proposte (solo utopiste?) di restituire lo spazio urbano alla natura, lasciando che solo pochi edifici, marcanti la riconoscibilità delle città, emergano dal fitto addensarsi della vegetazione. La sua ricerca e produzione artistica si è intrecciata sempre più negli ultimi anni con l’attività di curatore e organizzatore di progetti pubblici in grado di promuovere l’auto-organizzazione della gente per la salvaguardia e qualificazione ‘dal basso’ dello spazio urbano, e per favorire in ogni modo una nuova idea di comunità e di convivialità. Nel 2002 Theis insieme ad altri ha creato una piattaforma aperta nel Quartiere Isola in zona Garibaldi a Milano, che promuove situazioni, conferenze, esposizioni, momenti di incontro e lavora con il comitato di quartiere. Si tratta di out, acronimo dall’inglese per indicare un ufficio auto-organizzato, dedicato alle trasformazioni urbane, che fa parte dei collettivi di Isola Art Center. Considerando le trasformazioni che vengono attualmente interessando la terraferma veneziana, la Galleria Contemporaneo coglie l’occasione di ospitare un nuovo progetto espositivo curato direttamente dall’artista, il quale, oltre a presentare i suoi lavori, ha incluso nella mostra materiali e contributi di altri componenti di out (office for urban transformation): Marco Vaglieri, Alice Pintus, Mariette Schiltz, Alberto Pesavento, Mara Ferreri, e Kings. Bert Theis (n. 1952 in Lussemburgo, vive a Milano e in Lussemburgo) Nel 2002 ha creato l’ufficio out (office for urban transformation) con sede a Milano e Mexico DF. Ha partecipato ad eventi d’arte internazionali come la Biennale di Venezia, 1995, Sculpture. Projects in Münster 1997, Arte all’Arte 1998, Manifesta 2 nel 1998, Biennale di Gwangju 2002, Biennale di Tirana 2003, Biennale di Busan 2006, Biennale di Taipei 2008. GALLERIA CONTEMPORANEO Mar-sab 15.30-19.30 chiuso la domenica e il lunedì P.tta Olivotti 2 – 30171 Mestre-Venezia http://www.galleriacontemporaneo.it/
16 04 2010 Dal 27 aprile al 29 giugno 2010: Horror Vacui - Occupare il presente Horror Vacui Occupare il presente 27 aprile – 29 giugno 2010 Un progetto di Isola Art Center a cura di Valerio Del Baglivo e Aria Spinelli inaugurazione martedì 27 aprile, ore 19.00 Fabrizio Bellomo | Valentina Maggi | Maria Pecchioli | Mirko Smerdel Libreria Puerto de Libros, via Pollaiuolo 5 e Tantrika Shop, via Pollaiolo 2 Martedì – sabato, ore 16.30 – 19.30 e su appuntamento Per ascoltare parte del progetto eseguire il download in questa pagina >>Bon Voyage. Se si desidera ascoltare tutte le tracce dell’audio-guida, prenotare un lettore mp3 in prestito al numero: 320 7238094 o chiederne la disponibilità al referente di Tantrika shop (via Pollaiuolo 2 Milano), sede espositiva del progetto e luogo di partenza della passeggiata narrata. ______________________________________________________________________ incontri e eventi, 28 aprile-4 maggio 2010, ore 19.00 Köken Ergun | Granaio | Gerald Raunig | Oliver Ressler e Dario Azzellini | Sottobosco | Total Recall Soundmetak, P.le Segrino 1 e Punto Rosso, via Pepe 14 ______________________________________________________________________ Horror Vacui – Occupare il Presente è un progetto che coinvolge artisti, curatori e abitanti nella realizzazione di vari eventi con l’intento di rispondere all’aggressiva speculazione edilizia che interessa il quartiere Isola. La volontà di riempire ogni porzione di spazio urbano libero con progetti edilizi imponenti sembra non collimare con la necessità di preservare un’identità di quartiere né tantomeno con quella di garantire un’effettiva vivibilità dell’area urbana in questione. A ben guardare questi processi di modellazione fisica del quartiere, sembrano organizzati intorno ad un impulsivo sentimento di horror vacui (orrore del vuoto) più che regolati da piani urbanistici sensati. L’azione incessante di costruzione, dunque, se da una parte è rivolta a riempire lo spazio urbano del quartiere, dall’altra produce un processo di gentrificazione che reca fratture più difficili da valutare. Un altro genere di vuoto s’insinua tra i residenti del quartiere Isola che ha a che vedere con la difficoltà a rapportarsi con quel territorio in continua trasformazione e, di conseguenza, con l’impossibilità di riconoscere il luogo nel quale si abita. Per far fronte a questo svuotamento Horror Vacui – Occupare il Presente propone uno sguardo bidirezionale tracciando da una parte una linea storica e attivando dall’altra una piattaforma temporanea di creazione, discussione e confronto tra diverse realtà. Gli artisti Fabrizio Bellomo, Valentina Maggi, Maria Pecchioli, Mirko Smerdel si confrontano con il vuoto riempiendo gli spazi reclusi e proponendo nuovi immaginari. Il filosofo e teorico Gerald Raunig presenta la sua pubblicazione Art and Revolution, Art and Activism in the Twentieth Century, e il suo nuovo libro A Thousand Machines. A Concise Philosophy of the Machine as Social Movement, entrambi pubblicati da MIT Press. Verrà proiettato Comuna en construccion, il nuovo lavoro video degli artisti Oliver Ressler e Dario Azzellini. La piattaforma artistica di Venezia Sottobosco organizza uno Showdesk di due giorni per dare la possibilità ad artisti giovani emergenti di presentare il proprio lavoro in pubblico. Il collettivo di Milano Bouganville promuove il suo celebre Granaio, un brunch durante il quale i ricavati andranno a finanziare un progetto d’artista votato dai partecipanti al pranzo stesso. Il giovane artista turco Köken Ergun presenta un progetto di video archivio in collaborazione con B'Tselem - The Israeli Information Center for Human Rights in the Occupied Territories. Infine l’ultimo giorno, verrà organizzata una passeggiata di quartiere con gli abitanti dal titolo Total Recall, invitando tutti gli artisti che hanno collaborato con l’Isola Art Center nel corso degli anni, con il fine di organizzare una cerimonia pubblica di rinominazione dei luoghi maggiormente colpiti dai processi di gentrificazione. Horror Vacui – Occupare il Presente ambisce ad invadere il vuoto rivitalizzando temporaneamente un quartiere caratterizzato da una forte dispersione sociale e che presenta sempre più i segni di una crisi d’identità con l’intento di rispondere all’aggressiva speculazione edilizia. Il progetto si svilupperà con un programma denso nell’arco di una settimana coinvolgendo artisti e curatori nella realizzazione di vari eventi per ripercorrere la storia recente e ripensare il futuro in modo critico. La mostra invece si estende per due mesi fino al 29 giugno. Info Isola Art Center 339 6057 111 info@isolartcenter.org www.isolartcenter.org valerio del baglivo valeriodelbaglivo@gmail.com aria spinelli aria.spinelli@gmail.com poiché il programma potrebbe subire ulteriori modifiche vi preghiamo di controllare il sito di Isola Art Center PROGRAMMA . martedi 27 – ore 19 si inaugura la settimana presentando i lavori di: Maria Pecchioli e Mirko Smerdel - presso Libreria Puerto de Libros in via Pollaiuolo 5 Fabrizio Bellomo e Valentina Maggi - presso Tantrika Shop in via Pollaiuolo 2 Orario: martedì – sabato, 16.30 – 19.30 e su appuntamento. . mercoledi 28/4 – ore 15-18 presso il Punto Rosso in via Pepe 14 La piattaforma d’arte Sottobosco è nata nel 2009 per la promozione del lavoro di giovani artisti e lo sviluppo di progetti artistici. Dal Marzo 2010 ha sede permanente presso il centro espositivo comunale Galleria Contemporaneo di Mestre. Con cadenza irregolare Sottobosco allestisce un desk in uno spazio, con un proiettore ed un pc, dove gli artisti hanno la possibilità di presentare il proprio lavoro, di incontrare un pubblico eterogeneo e di lasciare il proprio materiale in visione per essere inseriti nell'archivio. Durante l’evento settimanale Horror Vacui, Sottobosco promuoverà uno Showdesk presso il Punto Rosso in due diversi giorni. Artisti invitati: gruppo di ricerca artistica Trama21 | Andrea Kunkl e Giuseppe Fanizza | Katia Meneghini | Alessandro Nassiri | Thanos Zakopoulos . giovedì 29/4 – ore 19 presso Libreria Puerto de Libros in via Pollaiuolo 5 Il fiolosofo e teorico dell’arte Gerard Raunig presenterà il suo libro dal titolo «Art and Revolution, Art and Transversal Activism long the Twentieth Century» e la sua nuova pubblicazione «A Thousand Machines. A Concise Philosophy of the Machine as Social Movement» entrambi editi da MIT Press. Introducono Marco Scotini e Bert Theis. . venerdì 30/4 – ore 15-19 presso il Punto Rosso in via Pepe 14 Showdesk del collettivo Sottobosco con presentazione live di lavori d’artisti. . sabato 1/5 – ore 19 presso il Punto Rosso in via Pepe 14 A conclusione del May Day, verrà organizzata la prima proiezione in Italia dell’ultimo lavoro video di Oliver Ressler e Dario Azzellini dal titolo Comuna en construccion che narra dell’autorganizzazione di uno dei più problematici quartieri di Caracas in versione originale con traduzione audio in italiano - courtesy Galleria Artra, Milano, traduzione Africa Sunico. Introduce Nadia Riolo (studiosa delle Comunas di Caracas) . domenica 2/5 – ore 12-17 presso il Punto Rosso in via Pepe 14 Da quest’inverno il collettivo Bouganville organizza con cadenza mensile un pranzo domenicale molto speciale nel quale i ricavati delle entrate, sottratti i costi della spesa, servono per finanziare il progetto d’artista votato a maggioranza dai partecipanti. Il costo di ogni brunch è di 10 euro a persona ed il progetto prende il nome di Granaio. In occasione di Horror Vacui Bouganville organizzerà un Granaio al Punto Rosso. . lunedi 3/5 – ora 19 presso Soundmetak in P.le Segrino 1 Talk dell’artista Köken Ergun che presenterà un progetto di video archivio in collaborazione con B'Tselem - The Israeli Information Center for Human Rights in the Occupied Territories. Intervengono Alterazione Video, Aria Spinelli e altri invitati. . martedì 4/5 – ore 19,30 con partenza davanti al Punto Rosso (sarà distribuito vino) A conclusione della settimana, Totall Recall la passeggiata insieme agli abitanti nei luoghi maggiormente colpiti dai processi di gentrificazione con il fine di rinominarli attraverso piccole cerimonie pubbliche. Parteciperanno molti degli artisti che hanno collaborato con l’Isola Art Center in questi anni. dettagli dell'evento: Horror Vacui - per saperne di più e undo.net/enventinvideo
21 03 2010 Sabato 1 maggio, ore 19.00: film: Comuna Under Construction Sabato 1 maggio – ore 19 Punto Rosso - via Pepe 14 A conclusione del May Day, verrà organizzata la prima proiezione in Italia dell’ultimo lavoro video di Oliver Ressler e Dario Azzellini dal titolo Comuna en construccion che narra dell’autorganizzazione di uno dei più problematici quartieri di Caracas in versione originale con traduzione audio in italiano - courtesy Galleria Artra, Milano, traduzione Africa Sunico. Introduce Nadia Riolo (studiosa delle Comunas di Caracas) Comuna Under Construction Un film di Dario Azzellini e Oliver Ressler 94 min., 2010 "Dobbiamo decidere ciò che vogliamo per conto nostro.Chi più di noi conosce i nostri bisogni e ciò che sta accadendo nella nostra comunità" spiega con sicurezza la dottoressa Peréz. Vuole convincere la sua comunità, situata sulla collina dei quartieri poveri di Caracas, di fondare un Consejo Comunale (Consiglio Comunale). Gli abitanti del Venezuela prendono decisioni sulle loro questioni in più di 30.000 Consejos Comunales attraverso le assemblee collettive. Omayra è supportata dagli attivisti della vicina baraccopoli Emiliano Hernández, che già da tre anni ha un Consejo Comunal. Qui gli abitanti sono riusciti a ottenere un medico dal programma governativo Barrio Adentro, che visita tutti gratuitamente. Sono anche riusciti ad ottenerne denaro per ristrutturare le loro case e hanno sostituito una dozzina di capanne con i tetti fatti da lamiera di ferro, con case nuove. Tutte queste attività e molte altre sono state organizzate attraverso i Consejo Comunal. Attraverso auto-organizzazioni locali e politiche dal basso, sono stati costituiti diversi gruppi di lavoro che si fondano su argomenti auto-determinanti e per cui le decisioni sono prese nelle assemblee. Diversi Consejos Comunales possono formare un Comuna e infine queste ultime costituiscono una città comunale. Il film "Comuna Under Construction" segue gli sviluppi delle baraccopoli costruite su tutta la collina di Caracas e sulle vaste pianure bagnate di Barinas nella vicina campagna. I Consigli sono costruiti dal basso e affiancano le istituzioni esistenti, con l’intenzione di superare lo stato attuale delle cose attraverso l'auto-governo. In un’assemblea per la costruzione della città comunale, di Antonio José de Sucre, Ramon Virigay rappresentante dell'organizzazione dei contadini indipendenti Frente Nacional Campesino Ezequiel Zamora (FNCEZ) ricorda ai delegati partecipanti della Consejos Comunales "Anche se per il momento abbiamo bisogno delle agenzie governative, domani grazie al nostro sviluppo, dovremo renderci indipendenti. Non possiamo dipendere unicamente dallo Stato per sempre." I consigli, infatti, sono la costituzione stessa di strutture proprie di produzione e distribuzione che hanno l’obiettivo di raggiungere l'autonomia. Le assemblee sono un elemento centrale del film "Comuna Under Construction". Il film inizia nel Consejo Comunal Emiliano Hernández ben organizzato e situato in una delle baraccopoli di Caracas. Documenta le intenzioni di formare Comunas e una città comunale nelle zone rurali Barinas e poi si conclude con Petare, una gigantesca baraccopoli dell'agglomerato di Caracas, dove ci sono 29 Consejos Comunales intenzionate a costruire il Comuna di Maca. E’ veramente possibile unire Stato e autonomia? Ciascuno dei rappresentanti dei Comunales Consejos intervistati condivide esperienze positive e negative con le istituzioni. In un’assemblea a Petare l’attivista del movimento popolare Yusmeli Patiño incolpa un alto rappresentante del governo: "Stiamo perdendo la nostra credibilità a causa delle incompetenze delle istituzioni statali." Ma ci sono anche membri delle istituzioni che fanno un grande sforzo per aiutare queste basi a rendersi autonome nelle proprie decisioni. Il rapporto tra le basi e le istituzioni è caratterizzato sia da cooperazione che dal conflitto. Ma i Consejos Comunales hanno anche difficoltà interne, la partecipazione è qualcosa che si deve ancora imparare. Progressi e ostacoli segnano effettivamente il difficile processo di queste persone verso la presa del potere di decidere sulla propria vita e l'ambiente che li circonda. Versione originale in spagnolo, con sottotitoli in inglese e tedesco. Concetto, montaggio, produzione: Dario Azzellini e Oliver Ressler Riprese: Geiblinger Volkmar, Oliver Ressler Suono, montaggio del suono, capo editor: Rudi Gottsberger Assistente di produzione: Adriana Rivas Editing: Markus Koessl, David Grohe Borse di studio: Bundesministerium für Unterricht, Kunst und Kultur;Kulturabteilung der Stadt Wien, Umverteilen Stiftung; Rosa Luxemburg Stiftung, Hans der Solifond Böckler Stiftung; im die Linke Fraktion EU-Parlament; Bundestagsfraktion die Linke; eV Netzwerk. Guarda il film on line su http://www.ressler.at/comuna_under_construction/ Horror Vacui - per saperne di più
29 01 2010 3.2.2010: Charles Esche presenta Art and Social Change, Afterall,One Work Isola Art Center bookshop - Puerto de Libros Via Pollaiolo 5 Milano Mercoledi 3 febbraio 2010, ore 19.30 Charles Esche presenta le pubblicazioni Art and Social Change, Afterall e One Work. Introduzione di Marco Scotini e Bert Theis. Con questa serata prosegue il ciclo di riflessioni sul rapporto tra arte, società e politica organizzato da Isola Art Center con presentazioni, conferenze e discussioni, iniziato il 26 gennaio con la presentazione del reader di territoria 4. Charles Esche Critico e curatore, direttore del Van Abbemuseum di Eindhoven in Olanda, è visting theorist alla Reijksakademie di Amsterdam. Art and Social Change / a critical reader Il volume fu pubblicato nel 2007 da Will Bradley e Charles Esche con Tate Publishing & Afterall. Il desiderio di cambiare il mondo ha spesso portato diversi artisti a inserirsi nei movimenti sociali e a rompere con le istituzioni del sistema dell’arte. Il libro riunisce in 480 pagine una selezione internazionale di progetti d’artista, manifesti, testi teorici e dichiarazioni pubbliche centrate sull’impegno politico e sulla possibilità di cambiare la società. Gli approcci presentati sono molti e diversificati: dalla partecipazione di Gustave Courbet alla Comune di Parigi, dalla teoria di un’arte socialista di William Morris alle pratiche attiviste ibride associate al “movimento dei movimenti” della fine del ventesimo secolo; dall’impegno politico delle avanguardie moderniste al rifiuto del modernismo a favore della protesta, della critica, di esperimenti sociali utopici o di propaganda rivoluzionaria. Presente nel libro anche un testo di Christoph Schäfer del gruppo Park Fiction, che ha realizzato nel maggio 2009 il dipinto su saracinesca “Abbellimento strategico” per “Public Turbulence”, un evento di Isola Art Center. Sempre nel volume, sei saggi commissionati di Geeta Kapur, Lucy Lippard, John Milner, Gerald Raunig, Marina Vishmidt e Tirdad Zolghadr esplorano il contesto storico e la situazione contemporanea. Afterall è un associazione per la ricerca e la produzione editoriale con base a Londra, fondata nel 1998 da Charles Esche e Mark Lewis al Central Saint Martins College of Art and Design, University of the Arts London. Afterall concentra le sue attività nel campo dell’arte contemporanea, in relazione a contesti artistici, teorici e sociali più ampi. Afterall, a journal of art, context and enquiry fu lanciato nel 1999. La rivista offre delle analisi approfondite su lavori di vari artisti, insieme a saggi focalizzati sul contesto allargato all’interno del quale nascono questi lavori. http://www.afterall.org/ One work è una collana di piccoli volumi pubblicati da Afterall. In ogni libro un singolo autore analizza un’unica, significativa opera d’arte contemporanea. http://www.afterall.org/books/one.work/ http://www.afterall.org/
24 01 2010 26 gennaio-26 febbraio: Territoria 4. mostra, Libreria Puerto de Libros Dal 26 gennaio al 26 febbraio 2010: Territoria 4. Il grande balzo / The great Leap Isola Art Center ospitato da Libreria Puerto de Libros, via Pollaiuolo 5 26 gennaio 2010, ore 21.00 - Inaugurazione della mostra fotografica dei materiali realizzati per Territoria 4 di Paola di Bello e Wolfgang Träger - Aperitivo e presentazione del reader di Territoria 4. Il grande balzo/The great Leap, Pacini Editore, a cura di Bert Theis e Stefano Pezzato - Proiezione di Territoria 4, video documentario di Mariette Schiltz, 2009, 17'
21 01 2010 Careof e IAC: Martedi 26 gennaio, Territoria4, presentazione del reader C/0 CAREOF DOCVA VIAFARINI Territoria 4. Il grande balzo a cura di da Bert Theis e Stefano Pezzato Presentazione del libro e proiezione del video documentario Territoria 4 con Andrea Abati, Marco Bazzini, Marco Colombaioni, Paola Di Bello, Kings, gruppo museo aero solar, Stefano Pezzato, Mirko Smerdel, Sonia Soldani, Bert Theis martedì 26 gennaio 2010 ore 18.30 DOCVA, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano DOCVA presenta Territoria 4. Il grande balzo co-prodotto da Pacini Editore e Regione Toscana (2009). La pubblicazione, curata da Bert Theis e Stefano Pezzato, documenta i lavori, gli eventi e le installazioni realizzate per il progetto omonimo. Dalla selezione dei testi critici e dei racconti letterari, emerge una visione inedita e attuale del territorio pratese, che supera i confini locali per riflettere una più ampia situazione di disagio. La sfida del progetto è mettere a fuoco alcune contraddizioni nell’intento di stabilire sinergie tra elementi controversi e distinti: città e periferia, italiani e immigrati, ricerca innovativa e coinvolgimento popolare, risorse territoriali e proposte internazionali, eventi unici e processi diluiti nel tempo, sguardo locale e punto di vista globale. Territoria 4. Il grande balzo è un progetto d'arte contemporanea della Provincia di Prato curato da Bert Theis, con interventi degli artisti Andrea Abati, Alek O., Marco Colombaioni, Paola Di Bello, Jun Yang, Jiang Zhi, Kings, Kinkaleri, Kuang Yu Tsui, museo aero solar, Anri Sala, Saso Sedlacek, Mirko Smerdel, Xu Tan, Yang Jiechang, della curatrice Martina Köppel Yang, del filosofo Francesco Galluzzi, degli autori Vincenzo Latronico e Tina Salvadori Paz e del fotografo Wolfgang Träger. Programma della serata: DOCVA ore 18.30 - proiezione di Territoria 4, video documentario di Mariette Schiltz, 2009, 17' - incontro e discussione con Marco Bazzini, direttore Centro per l'arte contemporanaea Luigi Pecci, Prato, Stefano Pezzato, conservatore al Centro per l'arte contemporanaea Luigi Pecci, Prato, Sonia Soldani, dirigente alla cultura della Provincia di Prato, Bert Theis, curatore di Territoria 4 e gli artisti Andrea Abati, Marco Colombaioni, Paola Di Bello, Kings, gruppo museo aero solar, Mirko Smerdel Isola Art Center / Libreria Puerto de libros via Pollaiuolo 5, Milano ore 21.00 - Mostra fotografica dei materiali realizzati per Territoria 4 di Paola di Bello e Wolfgang Träger - Aperitivo e vendita del reader di Territoria 4. Il grande balzo --- info: Careof DOCVA Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano +39 02 3315800 careof@careof.org www.careof.org www.docva.org (immagine museo aero solar, Territoria 4, Seano/Prato, 2009. Foto di Renaud Codron ) con il contributo di Fa Fabbrica del Vapore / Fondazione Cariplo
19 01 2010 22 gennaio 2010: Tavola rotonda, Accademia di Belle Arti, Brera Art'è Laboratorio di idee del contemporaneo Accademia di Belle Arti di Brera – Milano Venerdi 22 gennaio 2010-01-19 ore 15.00, aula 44 “Nuovi modelli di organizzazione” Sono invitati: Wurmkos Isola Art Center / isolartcenter.org Brown Project Space / brownmagazine.it gli incontri sono organizzati da Marcella Anglani (docente di "Ultime tendenze nelle arti visive"), all'interno del progetto "Laboratorio di idee del contemporaneo".
28 11 2009 3 –19.12.2009: Isola Randagia, Liceo Artistico Caravaggio, Milano Isola Art Center presenta: ISOLA RANDAGIA 3 dicembre –19 dicembre 2009 un progetto di OsservatorioinOpera (Piero Almeoni, Paola Sabatti Bassini), Carmelo Mutalipassi, Valentina Maggi, Mila Popdimitrova, Kings (Federica Perazzoli, Daniele Innamorato), Barbara Frappi inaugurazione giovedì 3 dicembre 2009, ore 18.00 Liceo Artistico Caravaggio, via Prinetti, 47 – Milano orario: lunedì-venerdì 9.30/14.30 Dopo i fatti che hanno visto la demolizione della Stecca degli Artigiani, dei Giardini e l'inizio dei lavori che stanno sconvolgendo la stessa natura del quartiere Isola, cancellati i luoghi dell'incontro e della condivisione civile, quasi “randagia” nel suo stesso territorio, Isola Art Center insieme agli abitanti sta organizzandosi in una nuova forma per affermare il giusto diritto di decidere della qualità della loro vita, contro il potere economico e politico delle multinazionali. Nell'istallazione al Liceo Artistico “Caravaggio” di Milano, Isola Art Center presenta la sua nuova condizione che demarca il territorio, ricostruendo una delle azioni permanenti attualmente più significative realizzata dagli artisti sulle saracinesche dei negozi del quartiere. Isola Art Center abita il quartiere rendendo visibile la sua azione critica attraverso vari interventi che determinano così un percorso di informazione e di riflessione sullo stato attuale delle cose. Essere randagi significa così metaforicamente vivere in una nuova condizione errante, raminga, presente fuori dal branco. In occasione della mostra sarà pubblicato un flyer con le oprere su saracinesca di John Armleder, Kristine Alksne, Stefano Boccalini, Dafne Boggeri, Marco Colombaioni, Michelangelo Consani, Stina Fisch, Gaia Fugazza, Kings, Peter Kogler, Maija Kurseva, Alek O., Valentina Maggi e Sofia Scarano, Gabriele di Matteo, OsservatorioinOpera, Adrian Paci, Luca Pozzi, Dan Perjovschi, Mila Popdimitrova, Matteo Rubbi, Angelo Sarleti, Christoph Schäfer, Andreas Siekmann, Marco Vaglieri-out, Fani Zguro, Isola Art Center ha alle spalle sette anni di storia. Dal 2003, il Centro ha lavorato con il Forum Isola alla riconversione dell’edificio industriale della “Stecca degli artigiani” in un Centro per l’arte e il quartiere. Lo spazio della “Stecca” ha permesso ad artisti, critici, curatori, filosofi e abitanti di creare il luogo più dinamico di Milano nell’ambito della ricerca artistica contemporanea. Il Centro è tutt’oggi un laboratorio che offre all'arte contemporanea una piattaforma di sperimentazione, lavorando in una logica interdisciplinare, internazionale e al contempo radicata nel tessuto sociale locale, al fine di opporsi a decisioni politiche e urbanistiche negative per il quartiere. Dal 2001 gli abitanti si sono impegnati in un’intensa attività per difendere il loro unico vero spazio pubblico, la Stecca e i giardini adiacenti, destinato ad essere privatizzato. Lo stesso anno iniziano anche i primi interventi d’arte contemporanea. Nel 2002 negli spazi della Stecca nasce out, Ufficio per la Trasformazione Urbana, luogo di ritrovo di artisti, architetti, critici e curatori, nonché delle associazioni del quartiere. A partire dal 2003, Isola dell’Arte lavora per la creazione di un Centro per l’arte contemporanea. Durante gli anni, le opere di artisti come Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Tania Bruguera, Loris Cecchini, Gabriele Di Matteo, King’s, Luca Pancrazzi, Dan Perjovschi, Marjetica Potrc o Vedovamazzei, concepite per la struttura architettonica dell’edificio, entrano a far parte di una ideale “collezione permanente” del Centro. Isola Art Center viene ufficialmente inaugurato nell’aprile 2005 da Daniela Benelli, Assessore alla Cultura della Provincia di Milano. Oggi fa parte della rete inContemporanea, e comprende numerosi progetti culturali e sociali tra cui: Love Difference, OsservatorioinOpera, Werkstatt, Stazione Isola, Millepiani, Undo.net, Forum Isola. L’insieme di queste associazioni, con artisti come Tomas Saraceno, ha dato forma ad un progetto innovativo di un Centro per l'Arte e per il Quartiere nei giardini dell'Isola. Finora Isola Art Center ha organizzato 29 mostre con opere di più di 200 artisti, 13 progetti speciali e 28 incontri, che hanno portato all’Isola artisti dai 5 continenti, spesso ospitati dagli abitanti. Negli anni il Centro ha collaborato con docenti e studenti di numerose Accademie ed Università. Il Centro gode tutt’oggi di un notevole riconoscimento a livello internazionale ed è stato di recente invitato al Museo Mamco di Ginevra, alla Biennale di Istanbul, alla Biennale di Tirana e al Goldsmiths College di Londra. Nell’aprile 2007 il Comune di Milano e la multinazionale Hines hanno sgomberato Isola Art Center e tutti gli artigiani e le associazioni, dando inizio alla demolizione dell’edificio. L’operazione è servita a consegnare il fabbricato e i giardini alla multinazionale, che aspira a costruire edifici per un totale di 90 mila metri cubi. L’ultimo progetto, disegnato da Boeri Studio, prevede tra l’altro parcheggi sotterranei, residenze di lusso e due torri alberate chiamate “bosco verticale”, che si dovrebbero aggiungere a parcheggi, uffici e un’area commerciale di 30.000 metri cubi a costruire dal gruppo Ligresti. Il forte radicamento nel territorio ha permesso a Isola Art Center di sopravvivere allo sfratto e di continuare le attività scegliendo come spazio di azione il quartiere stesso. Ospiti di altri spazi, quali associazioni, negozi, spazi pubblici, si è creato un terreno di gioco delle partecipazioni che ha aperto nuove possibilità. info: 339 60 57 111 info@isolartcenter.org www.isolartcenter.org
16 11 2009 19 novembre 2009: rotor - Graz, Austria: What is going on in Milan? Participating in what is going on and what is changing in the Annenviertel. Learning about what moves other people Isola Art Center Discussione e presentazione con Bert Theis e Mariette Schiltz. Moderatore: Oliver Ressler Giovedi, 19 Novembre 2009, 20.00h rotor, Volksgartenstrasse 6a, Annenviertel, Graz Association for contemporary art www.rotor.mur.at www.steirischerherbst.at The Isola Art Center is an outstanding art initiative dealing with urban development and city district field work. Founded in 2001, the center operates in the Milan district of the same name – Isola. In 2003 a former factory building at the heart of the district was occupied and subsequently put to intensive cultural use. In 2007 the building was cleared falling prey to the intentions of the Milan city government and a Texan real estate development agency. Yet the activists didn’t bury their heads in the sand but decided to continue their work. Since then a number of projercts have been developed in cooperation with initiatives from the Isola district and beyond. ANNENVIERTEL! is supported by: Stadt Graz Kulturamt der Stadt Graz Kulturabteilung des Landes Steiermark BMUKK mur.at Culture Programme of the European Union steirischer herbst ANNENVIERTEL! is part of: THE ART OF URBAN INTERVENTION a project by rotor association for contemporary art/ Graz, University of J. E. Purkyne/ Usti nad Labem, [BLOK] – Local Base for cultural refreshment/ Zagreb (in collaboration with DeLVe | Institute for Duration, Location and Variables, Zagreb), The Blue House Foundation/ Amsterdam, Institute of Contemporary Art Sofia and NABA – New Academy of Fine Arts/ Milano. www.rotor.mur.at
05 11 2009 We Do It. Dal 12.11.-20.12. Kunstraum Klagenfurt, Austria kunstraum lakeside Lakeside Science & Technology Park GmbH Lakeside B02 | A-9020 Klagenfurt Mercoledì, 11. Novembre Lakeside Park, Klagenfurt Ore 18: Apertura della mostra »We do it.« introduzione del curatore Marco Scotini ed intervento dell'artista Bert Theis. con Adrian Paci, Andrea Sala, Bert Theis, Christoph Schäfer, Danilo Correale, Enzo Umbaca, Yang Jiechang, Maria Papadimitriou, Mariette Schiltz, Millepiani magazine, Museo aero solar (Tomas Saraceno), OUT (Office for Urban Transformation), Paola Di Bello, Stefano Boccalini, Undo.net, Wurmkos a cura di Marco Scotini assistente curatore Matteo Lucchetti »WE DO IT« Il quartiere di Isola in due inadeguati sistemi descrittivi. La città è il campo privilegiato dell’esercizio del potere. Ovunque procedure d’assoggettamento sono al lavoro (sui corpi, sul linguaggio e sui luoghi). Ma nulla di per sé è politico per il solo fatto che vi si esercitano rapporti di potere anche se ogni cosa, nella giusta occasione, può diventarlo. Il quartiere Isola da sette anni è, di fatto e dentro la città di Milano, uno spazio “politico”. Questo quartiere in breve tempo è diventato un campo di forze, di tensioni, di resistenza, di desideri e aspirazioni. Forse ereditando modelli dal proprio passato locale, l’Isola ha finito per rappresentare uno spazio che disturba le storie consolidate della città moderna: progetti speculativi, progetti di polizia spaziale, gentrificazione. La mostra We Do It, vuole riproporre una riarticolazione, attraverso una serie di documenti, della protesta condotta dall’azione antagonista. Il progetto intende illustrare in parallelo sia il piano dell’amministrazione (in fase di costruzione), sia quello di urbanistica parallela che è stato oggetto dell’opposizione. Il progetto, come suggerisce il sottotitolo – che cita il lavoro del 1974-75 di Martha Rosler nel quartiere di Bowery di New York – intende illustrare in parallelo sia il piano dell’amministrazione (in fase di costruzione), sia quello di urbanistica parallela che è stato oggetto dell’opposizione alla logica neo-liberista. A partire dal 2000 il quartiere Isola, zona circoscritta di abitazioni operaie nel cuore di Milano, è sottoposta ad un’operazione di gentrificazione attraverso la realizzazione di un piano urbanistico affidato alla multinazionale texana Hines. Da quel momento, il fulcro dell’azione antagonista al piano top-down dell’amministrazione, è stata una fabbrica abbandonata, residuo del passato industriale milanese, e occupata da varie associazione, che sono confluite nel progetto artistico di costituzione di un centro d’arte e comunitario, Isola Art Center. Alla cattiva coscienza dei pianificatori che hanno rimproverato di immobilismo l’azione antagonista promossa nel quartiere, l’Isola non ha avuto altro da mostrare se non una realtà in trasformazione, una nuova morfologia sociale multiculturale, storie di progressivo adattamento contestuale, una intenzionalità collettiva e progettuale fondata sull’autoorganizzazione. All’accusa di rivendicare una purezza ideologica originaria della propria comunità l’Isola, all’opposto, ha potuto e può solo controbattere di reclamare il diritto alla città come esigenza democratica “radicale” e di riaffermare l’esigenza dei gruppi e dei singoli di controllare e progettare attivamente la propria vita. Isola Art Center nasce e si muove in questi anni con la volontà di catalizzare la mobilitazione del quartiere e le forze in campo. E’ una piattaforma artistica aperta e indeterminata, pronta ad accogliere al suo interno un investimento progressivo di differenti soggetti: comitati degli abitanti, associazioni di quartiere, volontari, urbanisti, filosofi, critici, curatori oltre che - naturalmente - artisti. Isola Art Center pensa ad un centro d’arte e comunitario come dispositivo urbano. E, cioè, come servizio collettivo a scala urbana che intende attivare o sostenere occasioni di auto-empowerment della città. Per Isola Art Center, per dirlo con Rancière, “la logica della dimostrazione è [sempre stata] anche inevitabilmente una estetica della manifestazione”. kunstraum lakeside Christian Kravagna, Hedwig Saxenhuber | Curatori Anja Werkl | Coordinamento Lakeside Science & Technology Park GmbH Lakeside B02 | 9020 Klagenfurt T (+43-463) 22 88 22-20 M (+43-664) 83 99 305 F (+43-463) 22 88 22-10 www.lakeside-kunstraum.at Undo.net: Isola space Kunstaspekte.de ha scelto We do it tra le mostre più interessanti da vedere
25 10 2009 L'INDIANO IN GIARDINO Inaugurazione 29 ottobre ore 19.00 L'INDIANO IN GIARDINO progetto di Alek O. e Santo Tolone in collaborazione con Isola Art Center Inaugurazione giovedì 29 ottobre 2009, ore 19.00 29 ottobre – 1° novembre 2009 Inizio percorso Bar La Cantinetta, P.le Archinto, Milano con Pedro Barateiro, Dafne Boggeri, Marco Colombaioni, Camilla Candida Donzella, Alessandro Di Giampietro, Lucie Fontaine, Francesco Fossati, Matteo Rubbi, Manuel Scano, Mauro Vignando e Zhou Tao Un indiano pellerossa è in una limousine dagli interni neri. È nudo e la pelle dei sedili a contatto col suo corpo lo fa gelare: dalla sua bocca esce una nuvola di fiato che appanna i vetri. L'indiano sbuca dal tettuccio dell'auto e fugge via. Ricompare al centro di un cavedio adibito a magazzino per insegne luminose dismesse. L’indiano gira lentamente su se stesso, alza gli occhi e sopra la sua testa c’è uno squarcio geometrico di cielo. Allora risale le strette pareti che lo circondano, aggrappandosi con le mani e spingendo con i piedi, e se ne va. Scendendo distrattamente le scale di un laboratorio sotterraneo si ritrova l'indiano: questa volta blocca il passaggio alla stanza successiva. Con le braccia conserte sorride, obbliga i presenti alla convivenza in uno spazio minuscolo costituito da una breve rampa di scale. Alle prime luci dell'alba, in una piazza attorniata da palazzi silenziosi, un bar con tavolini rossi sul marciapiede diventa la ludoteca che avremmo rischiato di non avere. L'indiano aspetta seduto toccando piano le pedine di legno. Appoggia al muro la nuca coperta di piume e guarda il viso del suo compagno di giochi. Poi scrolla il capo e si sfrega le gambe con le mani. Si alza e inizia a correre, per fermarsi solo davanti a un autosalone con vetture di lusso dalle silhouette allungate: la cancellata aperta scopre un tappeto di auto strette una contro l'altra. Un indiano pellerossa è in una limousine dagli interni neri. L’indiano è il soggetto di una fantasia innocente e spericolata che entra nel nostro quotidiano; gli spazi dove compare sono tutto fuorché casuali. La disposizione dei luoghi, però, è imprevedibile: quasi fossero le stanze ricollocate di un museo saltato in aria. Si concentrano in poche vie, sparpagliate all’interno del quartiere Isola, un perimetro e una realtà con cui i due organizzatori - insieme ad altri artisti, alcuni dei quali coinvolti in questa collettiva - si sono già confrontati. L’esplosione di un ipotetico museo sembra essere anche la metafora per raccontare il nuovo approccio scelto per L’indiano in giardino. Annullata la figura del curatore, rimane soltanto la forza organizzativa unita alle opere degli undici artisti coinvolti che, in alcuni casi, lavorano insieme per la prima volta. Manuela Ravasio Orari di apertura 17:00 – 20:00 Sedi espositive, quartiere Isola, Milano P.le Archinto – bar La Cantinetta Via dal Verme, 2 – cavedio condominiale Via Pollaiuolo, 8 – autorimessa Mariani Via Lambertenghi, 25 – studio P.za Minniti – edicola Ambrosini Ringraziamo la partecipazione di Autoservizi Mariani, Bar La Cantinetta, Edicola Ambrosini, Falegnameria Clerici ed Insegne Longoni. Scarica la mappa
23 09 2009 26.09.09: Paola di Bello espone "ANNENVIERTEL! THE ART OF URBAN INTERVENTION" Exhibitions – Discussions – Workshops – Guided Tours – Neigbourhood Radio –Annenpost When? Saturday, September 26, 6 pm in the frame of steirischer herbst 2009 Where? rotor, Volksgartenstraße 6a, 8020 Graz • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • Paola Di Bello, "Framing the Community" Participating in what is going on and what is changing in the Annenviertel. Learning about what moves other people On September 26th we really get started in the ANNENVIERTEL! The launch of an intensive discussion of this neighbourhood of Graz around the Annenstraße linking the Lend and Gries districts is scheduled for this date. Residents and tradespeople, artists and scientists, activists and experts will explore one of the most exciting areas of Graz and discuss ongoing processes and changes. rotor, association for contemporary art based in the Volksgartenstraße 6a will provide the headquarters for this two-year project. Here is where you find exhibitions related to the subject, interesting evening events, an archive on art forms in public and social space, workshops – and, of course, all information on the project progression, the many satellite stations and all events organized in the ANNENVIERTEL! All information on the programme: Send an email to rotor@mur.at to subscribe the Email newsletter. • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • Till September 12 this exhibition can be seen at < rotor >: SELECTED: 10 YEARS OF ROTOR With more than 30 artists and a selection of works presented in these ten years which played a key role in the development of the programming. Many of these works of art could be produced in the frame of < rotor > projects – exhibitions here in Graz and abroad, in public space and in the frame of residency programs. Opening hours: MON – SAT, 10 am – 6 pm • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • The ANNENVIERTEL! kick-off is organized in cooperation with the steirischer herbst festival and with the support of the Culture Programme of the European Union ANNENVIERTEL! is supported by: Stadt Graz Kulturamt der Stadt Graz Kulturabteilung des Landes Steiermark BMUKK mur.at Culture Programme of the European Union steirischer herbst ANNENVIERTEL! is part of: THE ART OF URBAN INTERVENTION a project by < rotor > association for contemporary art/ Graz, University of J. E. Purkyne/ Usti nad Labem, [BLOK] – Local Base for cultural refreshment/ Zagreb (in collaboration with DeLVe | Institute for Duration, Location and Variables, Zagreb), The Blue House Foundation/ Amsterdam, Institute of Contemporary Art Sofia and NABA – New Academy of Fine Arts/ Milano. • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • < rotor > association for contemporary art Volksgartenstrasse 6a, 8020 Graz, Austria 0043 / 316 / 688306, rotor@mur.at www.rotor.mur.at "Framing the Community
23 09 2009 IAC e out alla Biennale di Tirana dal 25.09-22-10.09. The Symbolic Efficiency of the Frame T.I.C.A.B – Tirana International Contemporary Art Biannual EPISODE 2 Opening 25 September, City Walks 1 and 3 October, Tirana Dialogues from 3 ? 6 October Curated by: STEALTH.unlimited (Ana Dzokic and Marc Neelen) Of all the cities in the Balkans region, Tirana's recent development is maybe the most perplexing. In the last two decades, following the long period of Albania's self?isolation, this city grew from 250.000 to about 700.000 inhabitants and more than tripled in size ? a majority of which is built informally and without (much) plan. In an attempt to critically respond to the current development of Tirana ? through ‘wild’ urbanization, fast capital investment and set within the horizon of a neoliberal context – T.I.C.A.B – Tirana International Contemporary Art Biannual – this year expands beyond the field of visual arts, into the domain of architecture and processes of urbanization. By involving architects, artists, cultural workers, activists and journalists from the Western Balkans region and the wider global context, EPISODE 2 examines the deficiencies resulting from the highly individual and profit driven development of contemporary cities ? and points at alternatives that emerge from these cracks, opening the horizon to different contributions and involvement of citizen’s to what the future of our cities could be. EPISODE 2 manifests itself in four parts ? through an exhibition positioning key issues, practices and alternative approaches to the contemporary developments in the city; the Cities Log (chronology) of spatially important events, decisions and discussions in the cities of former Yugoslavia and Albania – which in turn serves as a backdrop for a set of public discussions ? Tirana Dialogues ? bringing practitioners from this region and a broad international context. And finally the production of the Tirana Guide to Parallel Urban Realities, made by local and international participants. For who comes to Tirana, one of the most exiting parts of the program might be the Tirana Dialogues ? from 3rd to 6th of October ? co?organised with Emiliano Gandolfi. Each of these discussions brings in dialogue two regional or globally active and socially engaged practitioners. The topics covered will range from a/o social and spatial neighbourhood interventions, architecture biennials as a tool for change, new and upcoming architecture and planning institutions, to new models of belonging. (See below for detailed information and list of participants.) The Biannual under the title "Symbolic Efficiency of the Frame" opens in three episodes, each one week after the other. Episode 1 is curated by Edi Muka and Joa Ljungberg (and opened 18th of September), while the Episode 2 has been conceived by STEALTH, Ana Dzokic and Marc Neelen (25th of September) and the last, Episode 3 by Corinne Diserens (2nd of October – the overall inauguration of the Biannual). The title refers to a passage in Slavoj Zizek's book "The Parallax View" where he describes how reality through the act of enframing turns into its own appearance. What possible "frames" can we use to enable a more multilayered reading of reality? How are we to read our overall current condition, recent past ? or our possible futures? T.I.C.A.B is organized by the Tirana Institute for Contemporary Art (T.I.C.A.) and will last until 22nd of October 2009. For a thorough list of participating artists, the Tirana Dialogues schedule, city walks, satellite events and other information, please check the Biennial's website: http://tica?albania.org/TICAB/ Exhibition contributors Alterazioni Video / Laurence Bonvin / Co?plan / Deadmalls.com / Detroit Unreal Estate Agency / Elemental / El Puente_Lab and Jenny Giraldo / Estudio Teddy Cruz / Bojan Fajfri? / Louize Ganz and Ines Linke / Interboro / Isola Art Centre and The Office for Urban Transformation / Kartun Development Group / MAP Office / Nebojša Milikic / Ou Ning / Leonard Qylafi / Streetfilms Tirana Dialogues public discussion series at Hotel Dajti ? 3rd to 6th of October co?organised with Emiliano Gandolfi. Saturday 3/10 [19.00h] Hands Over the City ? civil groups and investigative journalism for urban justice Teodor Celakoski (Right to the City, Zagreb) / Brankica Stankovi? & Miodrag ?vorovi? (Insider, RTV B92, Belgrade) Sunday 04/10 [17.30h] Activating the Local ? neighbourhood interventions for social engagement Nebojša Miliki? (cultural activist, Belgrade) / Doina Petrescu (Atelier d'Architecture Autogérée, Paris) [20.00h] Exposing the City of Tomorrow ? architecture biannuals as a tool for change Emiliano Gandolfi (11th Architecture Biennale Venice, 3rd Architecture Biennale Rotterdam) / Ou Ning (Shenzhen & Hong Kong Architecture Biennale) Monday 05/10 [17.30h] Urban Commons ? policies and public involvement for the inclusive city Emil Jurcan (Pulska grupa, Pula) / Aleksandra Kapetanovi? (Expeditio, Kotor) [20.00h] Printed Matters ? architecture magazines: media strategies and societal ambitions Fabrizio Gallanti (Abitare magazine, Milan) / Maroje Mrduljaš (Oris magazine, Zagreb) Tuesday 06/10 [17.30h] Shifting the Field of Action ? a new role for architecture and planning institutes Marko San?anin (Platforma 9.81, Zagreb) / Dritan Shutina (Co?Plan, Tirana) [20.00h] Building Participation ? making places for local empowerment Teddy Cruz (Estudio Teddy Cruz, San Diego) / Francisco Sanin (Syracuse University, New York ?Medellin, Colombia) Cities log with contributions from Belgrade, Kotor, Novi Sad, Podgorica, Prishtina, Pula, Skopje, Tirana and Zagreb, by: Besnik Aliaj / Branko Bela?evi?, Marko Mileti?, Dubravka Sekuli?, Jelena Stefanovi? / Dafne Berc / Teodor Celakoski / Valon Germizaj / Žakilina Gligorijevi? / Adelina Greca / Astrit Hajrullahu / Florina Jerliu / Aleksandra Kapetanovi? / Ivan Kucina / Ilir Murseli / Oliver Musovik / Divna Pen?i? / Petrit Selimi / Pulska grupa / Aneta Spaseska / Borislav Vuki?evi? and others ? designed with Ajdin Baši?. The Cities Log includes works by and documentation from Lorenz Aggermann, Eduard Freudmann, Can Gülcü / Sabine Bitter and Helmut Weber / Luise Donschen and Archis Interventions Prishtina / Fifth Park / First Archi Brigade / Insider B92 / Vladan Jeremi? and Rena Rädle / Civil Initiative Muzil / Right to the City, Zagreb. Tirana Guide to Parallel Urban Realities co?organised with Polis University Tirana, with: Ivan Kucina (Faculty of Architecture, Belgrade) / Endrit Marku (Polis University) / Gezim Qendro (Polis University) / Miguel Robles?Duran (Cohabitation Strategies, Rotterdam) / Piet Vollaard (ArchiNed, Rotterdam) / Aleksandar Zograf (cartoonist, Pancevo) and students Polis University, and Tirana City Walks 1st and 3rd of October with Marc Armengaud (AWP, Paris). TICA Tirana Institute of Contemporary Art
10 07 2009 22 maggio > 31 agosto: Urban Temporary Library alla Libreria Puerto de Libros, via Pollaiuolo, 5 URBAN TEMPORARY LIBRARY LIBRERIA PUERTO DE LIBROS, VIA POLLAIUOLO, 5 A CURA DI MICHELE D’AURIZIO 22 MAGGIO > 31 AGOSTO La Urban Temporary Library (Biblioteca Temporanea Urbana) è un archivio di circa 50 volumi che rappresentano alcune delle più emblematiche teorie sullo spazio urbano delineate nell’ultimo decennio. La Urban Temporary Library si propone di fornire alcune chiavi di lettura alla drastica trasformazione che coinvolge non solo il quartiere Isola ma l’intera città di Milano, e conseguentemente di suggerire strategie di dissenso nell’uso dello spazio urbano e di resistenza alle dinamiche di potere che sottendono qualsiasi tentativo di pianificazione urbana. Il recupero di un ruolo sociale dell’architettura è inderogabile. Le necessità e i desideri degli abitanti devono tornare a plasmare la città, la creatività a mediare l’esperienza delle strade cittadine. Coniugare gli interessi del capitale con i bisogni degli abitanti della città è possibile. La Urban Temporary Library è articolata in cinque percorsi tematici che ne agevolano la consultazione. Ad ogni percorso corrisponde un segnalibro di colore diverso. LA CITTÀ GLOBALE [SEGNALIBRO GIALLO] Quanto il fenomeno della globalizzazione ha influenzato lo sviluppo delle nostre città? Quali pratiche, linguaggi, immaginari ha generato nel contesto urbano? UTOPIE URBANE [SEGNALIBRO GRIGIO] Pianificazione urbana, riconversione, dismissione, smantellamento. La progettualità “visionaria” degli urbanisti ha sempre delineato positivamente lo sviluppo delle nostre città? Quando, dove e perché ne si è registrato il fallimento? Che fine ha fatto la responsabilità sociale dell’architetto? CITTÀ E POTERE [SEGNALIBRO VERDE] Quali forze regolano le nostre città? Quali logiche di potere la facciate degli edifici mascherano? Come la biopolitica agisce nello spazio urbano? L’IMMAGINE DELLA CITTÀ [SEGNALIBRO BLU] È bene costruire in nome dello “skyline”? Può il paesaggio urbano esaurirsi in una bidimensionalità da cartolina? Quanta verità c’è nelle campagne di comunicazione territoriale? USI ANTICONFORMISTI DELLO SPAZIO URBANO [SEGNALIBRO ROSSO] Cosa si può fare con e nelle nostre città? Quali sono le pratiche e le strategie che testimoniano che un utilizzo non normato dello spazio urbano è possibile? Che cos’è il guerrilla gardening? E il parkour? La Urban Temporary Library è presentata nel contesto “Public Turbolence / Disordine in Pubblico - Arte, Eventi, Incontri all’Isola, Milano”, un progetto promosso da Isola Art Center e a cura di Alberto Pesavento e Bert Theis. È stata costituita con l’aiuto di urbanisti, sociologi e attivisti urbani che sono stati invitati a suggerire i dieci titoli che più hanno influenzato il loro pensiero e lavoro. La Urban Temporary Library è stata resa possibile con il contributo della Libreria Puerto de Libros di Via Pollaiuolo, 5. Qui è ospitata e consultabile dal 22 maggio al 31 agosto 2009, dalle ore 10 alle ore 14 e dalle ore 15 alle ore 19. più info su Urban Temporary Library e Public Turbulence
08 06 2009 15.06.09 - 28.02.10: Bert Theis. Building Philosophy. Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci - Prato Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci - Prato Bert Theis. Building Philosophy Progetto speciale a cura di Stefano Pezzato e Marco Scotini Promosso da Regione Toscana e Comune di Prato Realizzato con il supporto della Provincia di Prato Nell'ambito del progetto Territoria #4 Lounge / Project Room, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci - Prato Inaugurazione: lunedì 15 giugno 2009, ore 18 Aperto tutti i giorni fino al 28 febbraio 2010, ore 10-19. Chiuso martedì Ingresso libero Il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta il primo progetto espositivo personale di Bert Theis in uno spazio museale italiano. Collegato a un'ampia rassegna territoriale curata dallo stesso artista. Bert Theis. Building Philosophy I lavori di Bert Theis sono concepiti come progetti simbolici, filosofici o utopici, disseminati in spazi dove l'arte può partecipare alla vita individuale e collettiva configurandosi quale luogo di riflessione, forma utilizzabile o situazione di socialità. Padiglioni, panchine, pedane, tribune, chioschi, container, ispirati tanto al minimalismo quanto all'architettura spontanea, si propongono come dispositivi aperti la cui interpretazione e destinazione d'uso è affidata all'iniziativa del pubblico: interventi che invitano alla sosta e al relax, che favoriscono pratiche di attivismo popolare e culturale ovvero - per usare le parole di Theis - opere audience specific, "dove l'indeterminatezza diviene sinonimo di pratica democratica". (Marco Scotini) Un analogo carattere d'indeterminatezza si trova in Building Philosophy, concetto mutuato da Réalisation de la philosophie di Guy Debord, introdotto da Theis nella sua esposizione alla Federico Bianchi Contemporary Art di Lecco nel 2008 e ora riproposto nel nuovo progetto di Prato. Il concetto si può tradurre come "costruire la filosofia", azione necessaria dovuta alla mancanza di una teoria adeguata alla crisi culturale contemporanea, oppure come "filosofia del costruire", realizzazione di "piattaforme" e altre strutture come il "laboratorio" di sperimentazione artistica e culturale Isola Art Center e l’ufficio per la trasformazione urbana out, promossi e coordinati dall'artista a partire dal 2001. La personale dell'artista a Prato si articola al piano terra del museo a partire dalla serie di Gropius Drifters (2008), otto moduli praticabili di legno che riprendono su scala ridotta la planimetria disegnata nel 1924 da Walter Gropius per un complesso di edifici mai costruiti, l’Accademia Internazionale di Filosofia di Erlangen in Germania, e saranno posti in dialogo con l'opera permanente di Sol LeWitt, Wall Drawing #736. Rectangles of Colour. La serie di cinque Mudam Drifters (2006), anch'essi riferibili a modelli di architettura modernista, sarà invece collocata negli spazi Lounge e Project Room insieme al fotomontaggio Le troisième système (2006), che riprende il disegno di Le Corbusier per un agglomerato urbano di tre milioni di abitanti con torri a croce, e all'installazione video Fuad Labord (2003), composta dalla visione speculare e metaforica della giungla urbana cresciuta nei terreni destinati alla cementificazione del quartiere Isola ripresa dal basso e dello spazio edificato senza verde di questa zona di Milano ripreso da un grattacielo. A questo si aggiunge la serie aggiornata di fotografie e fotomontaggi Isolartcenters (2008-09), intesa dall'artista come individuazione di spazi ideali per le attività dei progetti collettivi Isola Art Center e out avviati sempre nel quartiere Isola di Milano. "Un centro per l'arte e per un quartiere non è un edificio, ma un concetto, un programma. Chi ha pensato di distruggere Isola Art Center distruggendo l'edificio nel quale abbiamo lavorato dal 2003 al 2007 si è sbagliato. Il centro è esploso ma è vivo. I suoi spazi espositivi e di incontro sono distribuiti attraverso il quartiere Isola, ospitati da associazioni, negozi, un ristorante, le piazze, le saracinesche... La distruzione ha liberato l'immaginazione e i sogni". (Bert Theis) L'idea espressa così dall'artista è rappresentata in mostra dall'installazione Senza titolo (2008), struttura-tenda che richiama nella forma la "Stecca degli artigiani", sede originaria di Isola Art Center a Milano, che troverà collocazione nella piazza del teatro antistante la Lounge e il bar del museo come spazio ricettivo e d'accoglienza per il pubblico, ma anche come luogo di comunicazione, di incontro culturale e condivisione sociale. Il progetto di Theis per Territoria #4 In concomitanza con la realizzazione del suo progetto espositivo al Centro Pecci, Bert Theis è stato invitato a curare la nuova edizione di Territoria, la rassegna artistica diffusa nel territorio provinciale (Prato, Montemurlo, Carmignano e Cantagallo) in programma nei mesi di ottobre e novembre 2009. Theis ha quindi concepito un work in progress che mirerà a focalizzare alcuni elementi chiavi del territorio coinvolgendo artisti internazionali e italiani, architetti, filosofi, scrittori e strati della popolazione che di solito non entrano in contatto con l’arte contemporanea. Per l'occasione ha coniato una serie di slogan che sintetizzano i temi su cui si concentreranno le ricerche e gli interventi artistici di Territoria #4: "Capire il territorio. Sognare il territorio. Segnare il territorio". Note biografiche sull'artista Bert Theis è nato in Lussemburgo nel 1952. Da oltre quindici anni vive e lavora tra Milano e Lussemburgo. All'inizio degli anni Novanta, insieme ad altri artisti della sua generazione, si è affermato con lo sviluppo di strategie operative inserite in contesti urbani e legate a modalità relazionali. Ha quindi partecipato ai maggiori eventi artistici internazionali come la Biennale di Venezia (1995), Skulptur Projekte a Münster (1997), Arte all'Arte a Volterra e Manifesta 2 in Lussemburgo (1998), Melbourne International Biennial (1999), Biennale di Gwangju in Sud Corea (2002), Biennale di Tirana (2003), Shenzhen International Public Art Exhibition in Cina (2004), Emergency Biennale in Cecenia (2005), Biennale di Busan in Sud Corea (2006), Biennale di Istambul (2007), Biennale di Taipei a Taiwan (2008). Pubblicazione È in corso di realizzazione una nuova monografia dedicata a Bert Theis, in versione trilingue francese, inglese e italiana, coordinata da Judith Quentel - direttore artistico del Domaine Départemental de Chamarande (Francia), con saggi di Christian Bernard, Hou Hanru e Marco Scotini, e una discussione dell'artista con Vasif Kortun. Il volume sarà frutto della collaborazione europea fra Domaine Départemental de Chamarande, Mamco di Ginevra, Mudam di Lussemburgo e Centro Pecci di Prato. Info: www.centropecci.it www.isolartcenter.org Comunicazione: Dr. Silvia Bacci Mob. 338 6660784 silviabaccistampa@tiscali.it Scarica l'invito della mostra Il sito di Territoria 4 Scarica il giornale di Territoria 4
21 05 2009 Giovedi 21 e sabato 23 maggio: Il coro delle lamentele di Milano IL CORO DELLE LAMENTELE DI MILANO invita il quartiere di Isola ad esprimere le proprie lamentele GIOVEDì 21 MAGGIO alle ore 21:30 presso PUNTO ROSSO incontro con il coro della lamentele. Siete ufficialmente invitati ad unirvi al Coro delle Lamentele, che si esibirà pubblicamente all’interno del progetto PUBLIC TURBULENCE organizzato da Isola Art Center. In occasione dell'esibizione, prevista per il 23 maggio in Piazza Archinto, il Coro delle Lamentele ( prodotto da The Tune) chiede agli abitanti dell' Isola, e a tutti gli altri che vorranno unirsi, di prendere parte al progetto dedicato al quartiere dal Coro delle Lamentele di Milano, per il quale la canzone ideata e scritta dal coro verrà modificata aggiungendo una nuova strofa dedicata alle lamentele del quartiere Isola.vi aspettiamo numerosi! Per informazioni e adesioni: Ivan Merlo / 333 48 303 11 Matteo Lucchetti / 329 45 125 42 Alberto Pesavento / 346 39 985 71 Per saperne di più: http://www.isolartcenter.org/ http://www.youtube.com/user/LamentaMI Invito
15 05 2009 22,23,24,25 maggio - 31 agosto: Public Turbulence / Disordine in pubblico Isola Art Center in collaborazione con NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, Milano, presenta nell’ambito di inContemporanea 03, promosso dalla Provincia di Milano Public Turbulence/Disordine in pubblico Arte, eventi e incontri all’Isola, Milano a cura di Alberto Pesavento e Bert Theis 22, 23, 24, 25 maggio – 31 agosto 2009 Agenzia X, Stefano Boccalini, Park Fiction, Stina Fisch, Gaia Fugazza, Angelo Sarleti, Sašo Sedla?ek, HR Stamenov, Urbonas, Fani Zguro, Isola Art’s Club Band e altri ancora. Progetto speciale di artisti e curatori del Biennio specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali della NABA: Valentina Angeleri, Paolo Caffoni, Arianna Carcano (e Igor Muroni), Michele D’Aurizio, Anita Gazzani (e Luca Puglia), Matteo Lucchetti (e il coro delle lamentele a Milano), Valentina Maggi (e Sofia Scarano), Giulia Paciello, Mila Popdimitrova, Beto Shwafaty, Lorenzo Tamai. Tra cantieri messi finalmente sotto sequestro e progetti architettonici eco-insostenibili, gli abitanti, artisti e attivisti del quartiere Isola non si fermano, continuando a difendersi da progetti autoritari e da pericolosi processi di gentrification creativa. Propongono invece uno sguardo critico e un uso inappropriato degli spazi della città attraverso le attività di Isola Art Center, un centro per l'arte e il quartiere in costruzione permanente. Nelle giornate del 22, 23, 24, 25 maggio (e fino al 31 agosto) sono in programma interventi artistici, incontri e performance pensati per essere non soltanto visti ma anche attraversati dalla discussione, e basati sulla convinzione che quando si parla di pubblico non si debba intendere lo spettatore silenzioso e inerme di fronte a quanto avviene ogni giorno. Un robot mendicante gira per le strade dell’Isola fermandosi a parlare e chiedendo l’elemosina, mentre un treno devia misteriosamente dal suo percorso per apparire tra i palazzi. Una via del quartiere diventa una guida per usare gli spazi della città in modo anticonvenzionale: le librerie diventano anche biblioteche, i negozi si trasformano in posti dove si può anche non comprare niente, trovandovi invece esempi su come difendersi dalla privatizzazione dello spazio pubblico e protestare, anche cantando in coro la propria lamentela o portandosi dietro una panchina, dove sedersi per ascoltare la band di un Club che si rivela poi essere una semplice osteria. Una logica di disordine comune e di leggero spostamento dei significati e delle convenzioni sociali a cui siamo abituati. Isola Art Center è una piattaforma aperta e un laboratorio che combina le attività e i desideri degli abitanti dell’ Isola con la ricerca artistica contemporanea. Sgomberato dalla Stecca degli Artigiani nel 2007, è il frutto di quasi dieci anni di impegno nella difesa del proprio quartiere da parte di abitanti, artisti, ricercatori e attivisti. Un insieme di persone che restano convinte di poter arrestare o limitare il più possibile, anche attraverso l’uso di tattiche non convenzionali, la distruzione degli spazi pubblici del quartiere e la loro riconversione in luoghi di consumo o terreni di speculazione immobiliare. Oggi Isola Art Center è ospitato da Soundmetak, Piazzale Segrino 1/ Tantrika Shop, Via Pollaiuolo 2 / Puerto de Libros, Via Pollaiuolo 5 / Osterialnove, Via Thaon de Revel 9 / Punto Rosso, Via Pepe 14 / dalle vie e piazze dell’Isola e dalla Naba, via Darwin 20. info: 346 39 98 571 / 339 60 57 111 info@isolartcenter.org www.isolartcenter.org master@naba.it www.naba.it Scarica il programma di Public Turbulence
05 05 2009 Mercoledi 6 maggio, ore 18.30-21.30 Fondazione Corrente Incontro: Extra Expo - modelli sostenibili. La Fondazione Corrente è lieta d'invitarla, Mercoledi 6 maggio, ore 18.30-21.30 Serata di chiusura dell'esposizione: Expossible? Un'altra Expo è possibile? Incontro: Extra Expo - modelli sostenibili. Intervengono: Bert Theis e Mariette Schiltz per il progetto Isola Art Center; Vincenzo Chiarandà e Anna Stuart per il progetto Undo.net; Steve Piccolo "Chinatown Temporary Art Museum". Mostra e ciclo di incontri a cura di Jacopo Muzio, con lavori di Alessandro Busci, Maurizio Galimberti, Gianni Maffi, Pier Paolo Maggini, Toni Nicolini, Claudio Onorato, Marco Pho Grassi, Steve Piccolo, Walter Trecchi. La mostra resterà aperta durante la sua ultima serata. www.fondazionecorrente.org Fondazione Corrente via Carlo Porta, 5 20121 Milano tel e fax 02-6572627 ma-gio: 9-1230 e 15-18.30
05 05 2009 incontemporanea 09 Numero tre, 8,9,10 maggio, Triennale di Milano Isola Art Center è un laboratorio che combina le attività e i desideri degli abitanti del quartiere Isola con la ricerca artistica contemporanea. 8/9/10 maggio 2009 NOI SIAMO QUI inCONTEMPORANEA '09 - Numero TRE Triennale di Milano Viale Alemagna 6 10.30/2o.30 Isola Multipla Con il progetto Isola Multipla vogliamo dare spazio alle voci e allo sguardo, ai commenti e alle riflessioni di chi ha visto e vede le vicende artistiche, sociali e politiche del quartiere Isola da dentro e da fuori. Il conflitto tra società immobiliari, autorità politiche e abitanti organizzati in comitati e associazioni non è finito: continua a non essere accettata la politica di distruzione dei luoghi e di speculazione immobiliare ai danni del quartiere. Isola Art Center, a differenza di altre associazioni, ha fatto sin dal 2001 la scelta di sviluppare progetti d’arte contemporanea in sintonia con gli abitanti che difendono il proprio spazio pubblico e si oppongono alla gentrification del loro quartiere. Un’esperienza locale ma seguita con molta attenzione anche all’estero e che merita di essere documentata e discussa per capire quanto sta succedendo in modo approfondito: perché l’arte contemporanea può anche scegliere di non prestarsi ad essere sfruttata come decorazione o strumento di persuasione dell’opinione pubblica nei processi di trasformazione urbana, al solo scopo di cambiare la varietà sociale di quartieri popolari in zone in cui a convivere sono solamente residenze di lusso e classe media creativa. Isola Multipla prevede la presentazione simultanea di un gran numero di contributi video. Per questo “feedback” collettivo ci proponiamo di intervistare abitanti, artisti, curatori internazionali e personalità della cultura milanese. Chiederemo a ciascuno un racconto e una riflessione a partire dalla loro esperienza personale all’Isola. Queste voci multiple costituiranno un archivio importante per la storia recente del quartiere e della città. Oltre ai volti delle persone intervistate, le loro parole saranno accompagnate da immagini d’archivio dell’Isola e delle attività svolte. Le interviste saranno divise per gruppi e proiettate in loop su una serie di monitor. Oltre all’evento espositivo di inCONTEMPORANEA numero 3, ci sarà anche una presentazione nel quartiere Isola durante il weekend del 23/24 maggio, per raggiungere gli abitanti che non frequentano eventi artistici. Tutto il lavoro di ripresa e di produzione è svolto collettivamente da artisti, ricercatori e abitanti del quartiere Isola e di Isola Art Center. PROSSIMI APPUNTAMENTI: Sabato 23 maggio, ore 19.30: Banda Putiferio con Operai e Polaroid e presentazione del “Robot mendicante” di Sašo Sedla?ek, Soundmetak, Piazzale Segrino 1, Milano Dal 24 maggio: “Public Turbulence” mostra e eventi all’Isola con Park Fiktion - Urbonas - Sašo Sedla?ek - Stina Fisch - Paula Mueller – HR Stamenov - progetto speciale a cura di Alek O. e Santo Tolone. Incontri a cura di Agenzia X Lunedi 25 maggio, ore 18.30: Strategie urbane a confronto, incontro con Park Fiktion, Urbonas e Isola Art Center, Naba, via C. Darwin 20, Milano Con il contributo di Isola Art Center tel : 339 60 57 111 info@isolartcenter.org www.isolartcenter.org
04 04 2009 Venerdi 24 aprile: Open care, Open day. Il restauro del site-specific. Opere dall'Isola Art, via Piranesi 10 Venerdi 24 aprile 2009 OPEN CARE, OPEN DAY Il RESTAURO DEL SITE-SPECIFIC: OPERE DALL’ISOLA ART CENTER. Opere di Gabriele di Matteo, Alessandro di Giampietro, Bert Theis, Luca Pancrazzi, Loris Cecchini, Dan Perjovschi, King’s, Alek O., Paola Di Bello, Alice Pintus, out-Office for Urban Transformation, Guy Debord / Mara Ferreri, Enzo De Cotiis. In occasione della giornata di apertura al pubblico, nel Laboratorio di conservazione e restauro di dipinti e opere polimateriche, Open Care ospita una mostra di opere della collezione dell’Isola Art Center recuperate dalla Stecca degli Artigiani. Isola Art Center è un centro per l’arte e le attività del quartiere Isola a Milano creato nel 2003 da artisti, curatori, ricercatori e abitanti. Nel 2007 il centro è stato sgomberato e l’edificio della Stecca degli Artigiani è stato demolito. L’accertamento delle responsabilità e il risarcimento di questi danni sono tuttora in discussione. In quell’occasione, alcune opere che erano state realizzate negli anni sono state distrutte, altre danneggiate e altre ancora sono state salvate. Open Care è stata impegnata nelle operazioni “di salvataggio”. Alcuni interventi artistici integrati alla struttura dell’edificio sono stati recuperati con la tecnica dello strappo e successivamente restaurati. Altri lavori si trovano in deposito presso i caveau della società in attesa della decisione sull’eventualità di restaurarli. La presentazione viene completata da una serie di fotografie che mostrano l’edificio dove la collezione era collocata in origine come parte del sogno collettivo di un quartiere di poter dare vita a un centro per l’arte e per gli abitanti (www.isolartcenter.org). Isola Art Center continua la sua attività in altri spazi pubblici e privati del quartiere, ospitato da associazioni, negozi e ristoranti. Il centro usa anche le saracinesche di questi spazi per la realizzazione di opere di artisti italiani ed internazionali. Antonella Crippa responsabile art consulting Open Care - Servizi per l'arte Via Piranesi 10 - 20137 Milano Tel. 02.7398255 - Fax 02.7398298 antonella.crippa@opencare.it
17 03 2009 Lunedi 4 maggio: Dal museo alla strada. Arte e conflitti in un quartiere a Milano, GAP Bologna gAP – GIOVANI PER L’ARTE PUBBLICA APPUNTAMENTI SPAZIO gAP Dal museo alla strada. Isola Art Center: arte contemporanea e conflitti in un quartiere di Milano intervengono: Alek O. , artista Marco Colombaioni, artista Matteo Mascheroni, artista Alberto Pesavento, ufficio out In occasione dell' incontro, alcuni tra gli artisti che più hanno contribuito alle attività di Isola Art Center, provano a raccontare la loro esperienza e al tempo stesso quella delle varie fasi di organizzazione di un centro per l'arte contemporanea indipendente. L'uso di un luogo in abbandono, la cui presenza era di importanza strategica per un quartiere, l'Isola, minacciato da piani urbanistici tuttora contestati, così come la struttura aperta data alla piattaforma di critici, artisti, curatori e abitanti, ha fatto sì che Isola Art Center sia ora sempre più riconosciuto come un esempio tra i più significativi in assoluto per ripensare il rapporto tra arte, istituzioni artistiche e conflitti urbani. Dal 2003, Isola Art Center è stato un centro per l'arte contemporanea in un luogo precario, un spazio condiviso da abitanti e artisti secondo logiche non compartimentate e in tempi recenti una sorta di "museo senza museo", dove le attività si svolgono nelle strade, nei negozi e nei palazzi del quartiere, in assenza di uno spazio esclusivo. Il lavoro degli artisti, insieme a quello dell'ufficio out, sarà anche presentato con una selezione di video e immagini. Isola Art Center Isola Art Center ha alle spalle sette anni di storia. Dal 2003, il Centro ha lavorato con il Forum Isola alla riconversione dell’edificio industriale della “Stecca degli artigiani” in un Centro per l’arte e il quartiere. Lo spazio della “Stecca” ha permesso ad artisti, critici, curatori, filosofi e abitanti di creare il luogo più dinamico di Milano nell’ambito della ricerca artistica contemporanea. Il Centro è tutt’oggi un laboratorio che offre all'arte contemporanea una piattaforma di sperimentazione, lavorando in una logica interdisciplinare, internazionale e al contempo radicata nel tessuto sociale locale, al fine di opporsi a decisioni politiche e urbanistiche negative per il quartiere. Dal 2001 gli abitanti si sono impegnati in un’intensa attività per difendere il loro unico vero spazio pubblico, la Stecca e i giardini adiacenti, destinato ad essere privatizzato. Lo stesso anno iniziano anche i primi interventi d’arte contemporanea. Nel 2002 negli spazi della Stecca nasce out, Ufficio per la Trasformazione Urbana, luogo di ritrovo di artisti, architetti, critici e curatori, nonché delle associazioni del quartiere. A partire dal 2003, Isola dell’Arte lavora per la creazione di un Centro per l’arte contemporanea. Durante gli anni, le opere di artisti come Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Tania Bruguera, Loris Cecchini, Gabriele Di Matteo, King’s, Luca Pancrazzi, Dan Perjovschi, Marjetica Potrc o Vedovamazzei, concepite per la struttura architettonica dell’edificio, entrano a far parte di una ideale “collezione permanente” del Centro. Isola Art Center viene ufficialmente inaugurato nell’aprile 2005 da Daniela Benelli, Assessore alla Cultura della Provincia di Milano. Oggi fa parte della rete inContemporanea, e ospita numerosi progetti culturali e sociali tra cui: Love Difference, Osservatorio inOpera, Werkstatt, Stazione Isola, Millepiani, Undo.net, Forum Isola. L’insieme di queste associazioni, con artisti come Tomas Saraceno, ha dato forma ad un progetto innovativo di un Centro per l'Arte e per il Quartiere nei giardini dell'Isola. Finora Isola Art Center ha organizzato 29 mostre con opere di più di 200 artisti, 13 progetti speciali e 28 incontri, che hanno portato all’Isola artisti dai 5 continenti, spesso ospitati dagli abitanti. Negli anni il Centro ha collaborato con docenti e studenti di numerose Accademie ed Università. Il Centro gode tutt’oggi di un notevole riconoscimento a livello internazionale ed è stato di recente invitato al Museo Mamco di Ginevra, alla Biennale di Istanbul e al Goldsmiths College di Londra. Nell’aprile 2007 il Comune di Milano e la multinazionale Hines hanno sgomberato Isola Art Center e tutti gli artigiani e le associazioni, dando inizio alla demolizione dell’edificio. L’operazione è servita a consegnare il fabbricato e i giardini alla multinazionale, che aspira a costruire edifici per un totale di 90 mila metri cubi. L’ultimo progetto, disegnato da Boeri Studio, prevede tra l’altro parcheggi sotterranei, residenze di lusso e due torri alberate chiamate “bosco verticale”, che si dovrebbero aggiungere a parcheggi, uffici e un’area commerciale di 30 metri cubi a costruire dal gruppo Ligresti. Il forte radicamento nel territorio ha permesso a Isola Art Center di sopravvivere allo sfratto e di continuare le attività scegliendo come spazio di azione il quartiere stesso. Ospiti di altri spazi, quali associazioni, negozi, spazi pubblici, si è creato un terreno di gioco delle partecipazioni che ha aperto nuove possibilità. Bert Theis, Vincenzo Latronico 2008 ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: CONTAINER. Laboratorio osservatorio di Arte Pubblica progetto a cura di Mili Romano e di Gino Gianuizzi,con il sostegno di: Interporto, Comune di Bologna, Istituto Gramsci, Istituto Beni Culturali, Quartiere San Donato, neon>campobase Laboratorio dinamico sul territorio e segnale di “lavori in corso”, spazio di produzione e pratica di public art, CONTAINER osservatorio-laboratorio mobile di arte pubblica è stato operativo nel corso dell’anno 2007-2008 all’interno del progetto “Sposta il tuo centro. Quartiere San Donato. Città di Città”. Sua caratteristica è stata la trasversalità e esso si è offerto al progetto come tramite con la strada e le varie zone del quartiere, riferimento all’esterno non solo per gli artisti coinvolti nel progetto ma per tutti gli abitanti delle sue varie aree e per tutti i laboratori che al progetto più generale hanno contribuito come generatori di energie di ricerca propulsiva (Piazza delle Culture; Conoscenza del quartiere; La qualità dell’abitare nell’edilizia pubblica; Le narrazioni; Un quartiere in trasformazione; Il verde urbano in San Donato; Nuovi sguardi sull’architettura; Il sito web). Tutti gli interventi artistici sono stati progettati come strumento di avvicinamento/conoscenza e avvio di un processo di riflessione e trasformazione antropologico-sociale dello spazio metropolitano, a partire dai suoi caratteri essenziali e dalle sue peculiarità. Loro premessa fondamentale è stata che l’esperienza artistica, concepita non più soltanto come intervento meramente decorativo o di “intrattenimento”, si è potuta affermare come un utile sussidio alla “trasformazione” partecipata del territorio: per ingenerare la consapevolezza di una qualità urbana più alta, primo passo verso la valorizzazione dell’identità del luogo e del senso di appartenenza. Maria Pia Cinque, Cuoghi Corsello, Cinzia Delnevo, Emilio Fantin, Anna Ferraro, Mili Romano, Monika Stemmer, Adriana Torregrossa, Donatella Acciaro, Alberta Pellacani sono stati gli artisti coinvolti nell’iniziativa, hanno attivato questo percorso attraverso progetti artistici nati dalla preliminare conoscenza del contesto urbanistico e sociale. CONTAINER/LABORATORIO MOBILE si è trasformato, nei mesi di aprile e maggio 2008 in un modulo didattico teorico/pratico, con sede presso l’Accademia di Belle Arti e al Container, orientato alla presentazione dei diversi metodi di approccio dell’arte allo spazio metropolitano e al paesaggio e il cui fine è stato lo studio, l’osservazione e la progettazione nella città. Dopo il primo posizionamento nell’area antistante la vecchia sede del quartiere, in via San Donato 68, il CONTAINER si è spostato a fine gennaio in Piazza Costituzione in occasione di ARTEFIERA e come evento di ARTEFIERA OFF; dal 3 marzo fino al 5 maggio è stato localizzato nell’area antistante la biblioteca Luigi Spina non lontano dal “Virgolone” del Pilastro; per poi arrivare alla sua ultima tappa nel parco John Lennon all’ombra del Centro Interculturale Massimo Zonarelli. Dal museo alla strada. Isola Art Center: arte contemporanea e conflitti in un quartiere di Milano intervengono: Alek O. , artista Marco Colombaioni, artista Matteo Mascheroni, artista Alberto Pesavento, ufficio out In occasione dell' incontro, alcuni tra gli artisti che più hanno contribuito alle attività di Isola Art Center, provano a raccontare la loro esperienza e al tempo stesso quella delle varie fasi di organizzazione di un centro per l'arte contemporanea indipendente. L'uso di un luogo in abbandono, la cui presenza era di importanza strategica per un quartiere, l'Isola, minacciato da piani urbanistici tuttora contestati, così come la struttura aperta data alla piattaforma di critici, artisti, curatori e abitanti, ha fatto sì che Isola Art Center sia ora sempre più riconosciuto come un esempio tra i più significativi in assoluto per ripensare il rapporto tra arte, istituzioni artistiche e conflitti urbani. Dal 2003, Isola Art Center è stato un centro per l'arte contemporanea in un luogo precario, un spazio condiviso da abitanti e artisti secondo logiche non compartimentate e in tempi recenti una sorta di "museo senza museo", dove le attività si svolgono nelle strade, nei negozi e nei palazzi del quartiere, in assenza di uno spazio esclusivo. Il lavoro degli artisti, insieme a quello dell'ufficio out, sarà anche presentato con una selezione di video e immagini. Isola Art Center Isola Art Center ha alle spalle sette anni di storia. Dal 2003, il Centro ha lavorato con il Forum Isola alla riconversione dell’edificio industriale della “Stecca degli artigiani” in un Centro per l’arte e il quartiere. Lo spazio della “Stecca” ha permesso ad artisti, critici, curatori, filosofi e abitanti di creare il luogo più dinamico di Milano nell’ambito della ricerca artistica contemporanea. Il Centro è tutt’oggi un laboratorio che offre all'arte contemporanea una piattaforma di sperimentazione, lavorando in una logica interdisciplinare, internazionale e al contempo radicata nel tessuto sociale locale, al fine di opporsi a decisioni politiche e urbanistiche negative per il quartiere. Dal 2001 gli abitanti si sono impegnati in un’intensa attività per difendere il loro unico vero spazio pubblico, la Stecca e i giardini adiacenti, destinato ad essere privatizzato. Lo stesso anno iniziano anche i primi interventi d’arte contemporanea. Nel 2002 negli spazi della Stecca nasce out, Ufficio per la Trasformazione Urbana, luogo di ritrovo di artisti, architetti, critici e curatori, nonché delle associazioni del quartiere. A partire dal 2003, Isola dell’Arte lavora per la creazione di un Centro per l’arte contemporanea. Durante gli anni, le opere di artisti come Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Tania Bruguera, Loris Cecchini, Gabriele Di Matteo, King’s, Luca Pancrazzi, Dan Perjovschi, Marjetica Potrc o Vedovamazzei, concepite per la struttura architettonica dell’edificio, entrano a far parte di una ideale “collezione permanente” del Centro. Isola Art Center viene ufficialmente inaugurato nell’aprile 2005 da Daniela Benelli, Assessore alla Cultura della Provincia di Milano. Oggi fa parte della rete inContemporanea, e ospita numerosi progetti culturali e sociali tra cui: Love Difference, Osservatorio inOpera, Werkstatt, Stazione Isola, Millepiani, Undo.net, Forum Isola. L’insieme di queste associazioni, con artisti come Tomas Saraceno, ha dato forma ad un progetto innovativo di un Centro per l'Arte e per il Quartiere nei giardini dell'Isola. Finora Isola Art Center ha organizzato 29 mostre con opere di più di 200 artisti, 13 progetti speciali e 28 incontri, che hanno portato all’Isola artisti dai 5 continenti, spesso ospitati dagli abitanti. Negli anni il Centro ha collaborato con docenti e studenti di numerose Accademie ed Università. Il Centro gode tutt’oggi di un notevole riconoscimento a livello internazionale ed è stato di recente invitato al Museo Mamco di Ginevra, alla Biennale di Istanbul e al Goldsmiths College di Londra. Nell’aprile 2007 il Comune di Milano e la multinazionale Hines hanno sgomberato Isola Art Center e tutti gli artigiani e le associazioni, dando inizio alla demolizione dell’edificio. L’operazione è servita a consegnare il fabbricato e i giardini alla multinazionale, che aspira a costruire edifici per un totale di 90 mila metri cubi. L’ultimo progetto, disegnato da Boeri Studio, prevede tra l’altro parcheggi sotterranei, residenze di lusso e due torri alberate chiamate “bosco verticale”, che si dovrebbero aggiungere a parcheggi, uffici e un’area commerciale di 30 metri cubi a costruire dal gruppo Ligresti. Il forte radicamento nel territorio ha permesso a Isola Art Center di sopravvivere allo sfratto e di continuare le attività scegliendo come spazio di azione il quartiere stesso. Ospiti di altri spazi, quali associazioni, negozi, spazi pubblici, si è creato un terreno di gioco delle partecipazioni che ha aperto nuove possibilità. Bert Theis, Vincenzo Latronico 2008
16 03 2009 Sabato 21 marzo 09: Galleria Stiftelsen 3,14, Bergen, Norvegia: Presentazione out e Isola Art Center Galerie Stiftelsen 3,14 • Vågsallmenningen 12 - 5014 BERGEN • Norvegia S O F T M A N I P U L AT I O N WHO IS AFRAID OF THE NEW NOW? 20.03. - 03.05.09 con ALEXANDRA CROITORU & ST / KÖKEN ERGUN / SAGI GRONER / PER HASSELBERG / SASKIA HOLMKVIST / ANDREJA KULUN?I? / JULIA MELTZER & DAVID THORNE / CARLOS MOTTA / RABIH MROUÉ / AN-MY LÊ / FERHAT ÖZGÜR / JENNY PERLIN / LISI RASKIN / BERT THEIS / MÅNS WRANGE / CAREY YOUNG / KATARINA ZDJELAR / ARTUR ŽMIJEWSKI GREGORY WHITEHEAD ”PROJECT JERICHO” In collaborazione con Lydgalleriet Inaugurazione venerdi 20 marzo ore 18.00 Sabato 21 marzo ore 15.00: - Discussione con i curatori Enrico Lunghi & Zoran Eric - Presentazione di Isola Art Center, Milano con Bert Theis & Marco Vaglieri “Soft Manipulation: Who is afraid of the new now?” mostra curata da Maria Lind, Enrico Lunghi, Zoran Eric. In collaborazione con Casino Luxembourg - Forum d´Art Contemporain.
17 02 2009 Domenica 22 febbraio 2009 al Casino Luxembourg: Isola Art's Club Band e Vincenzo Latronico Domenica 22 febbraio 2009, ore 11.00: Isola Art’s Club Band (Xabier Iriondo, Steve Piccolo, Gak Sato) (performance musicale) e Vincenzo Latronico (racconto). Casino Luxembourg, Forum d’art contemporain in occasione della mostra Soft Manipulation. Who is Afraid of the New Now?, a cura di Zoran Eri?, Maria Lind, Enrico Lunghi.
22 11 2008 25.11.2008 - 28.02.2009: Taipei-Beirut-Madrid-Berlin-Isola. Rassegna video all'Isola TAIPEI–BEIRUT–MADRID-BERLINO-ISOLA Video di: Kuang-Yu Tsui, Ziad Antar, Democracia, Nevin Aladag, Manuel Scano, Matteo Rubbi Inaugurazione sabato 22 novembre, dalle ore 18.00 Tantrika Shop, Via Pollaiuolo 2 / Soundmetak, Piazzale Segrino 1 25 novembre 2008–28 febbraio 2009 martedì – sabato 15.30 – 19.30 Proiezione-tavola rotonda-cena domenica 23 novembre, 18.00 - 23.00 Osterialnove, via Thaon de Revel 9 intervengono Anna Daneri, Mario Gorni, Marco Scotini, Anna Stuart e Vincenzo Chiarandá, Tiziana Villani Dopo la privatizzazione dei giardini dell’Isola e la distruzione della Stecca degli artigiani nell’aprile 2007, Isola Art Center non si è fermato. Il Centro continua a sviluppare il progetto di un Centro per l’Arte e il Quartiere in collaborazione con il Forum Isola e le associazioni dell’Isola in diversi spazi pubblici e privati del quartiere. A Tantrika Shop e Soundmetak che insieme a Punto Rosso hanno già ospitato in passato progetti di Isola Art Center si aggiunge adesso un nuovo indirizzo: l’Osterialnove sarà la sede di una proiezione unica della rassegna e di una discussione pubblica sulle opere video. TAIPEI–BEIRUT–MADRID-BERLINO-ISOLA è una rassegna di video che in gran parte sono in mostra alla Biennale di Taipei curata da Vasif Kortun e Manray Hsu. Tutti gli artisti presentati si confrontano -scegliendo modalità differenti- con la vita in città, spesso dedicando un’attenzione particolare agli aspetti sonori e alla musica. TAIPEI: I video colmi di auto-ironia di Kuang-Yu Tsui, artista taiwanese, già presente alla Biennale di Venezia del 2005, ci mostrano il suo autore come una specie di Buster Keaton contemporaneo, a confronto con oggetti e paesaggi urbani dei nostri giorni. Spesso i titoli e i concetti espressi nei suoi video rimandano alla tradizione taiwanese. In Taiparis York del 2008 invece l’artista affronta in modo sorprendente alcuni simboli culturali occidentali trapiantati nello spazio pubblico del suo paese come la statua della libertà, la Torre Eiffel o l’Arco di Trionfo di Parigi. BEIRUT: I due video Wa e Tambourro dell’artista libanese Ziad Antar, parlano in modo intimo della vita dentro le quattro mura domestiche. I protagonisti, due bambini nel primo video, un uomo sotto la doccia nel secondo, non usano le parole ma il ritmo e la musica per comunicarci i loro sentimenti. MADRID: Tutt’altra cosa il video Welfare State/Smashing the Ghetto del gruppo Democracia, formato da Pablo Espana e Iván Lopez, che ci mostrano la distruzione di un campo Rom nella periferia di Madrid come uno spettacolo o una allucinante festa di distruzione. BERLINO: L’artista turca Nevin Aladag va alla ricerca di ragazzi turchi che frequentano un centro sociale e li fa cantare in piena notte delle canzoni del loro paese di origine. Gira in macchina un quartiere di periferia facendo suonare un’armonica dal vento e fa ballare diversi modelli di automobile al ritmo frenetico di una musica araba. ISOLA: I due artisti emergenti Matteo Rubbi e Manuel Scano, che vivono nel quartiere, da anni lavorano con Isola Art Center. Il video del primo osserva con attenzione l’autista dell’ambasciatrice americana a Tirana, mentre il secondo ci presenta due sue video-performance di una poetica liberatrice quasi neo-dada. La tavola rotonda del 23 novembre all’Osterialnove sarà legata alla rassegna dei video ed è aperta al pubblico: vede la partecipazione di Anna Daneri, critica e curatrice, Fondazione Antonio Ratti, Mario Gorni, curatore dell’archivio video del C/O, Marco Scotini, critico e curatore, Anna Stuart e Vincenzo Chiarandá, UnDo.Net, network per l’arte contemporanea, Tiziana Villani, filosofo, direttrice di millepiani. __________________________________________________________________ info: 339 60 57 111 info@isolartcenter.org www.isolartcenter.org
22 11 2008 Giovedi 20 novembre: neon>campobase Bologna: Playlist, presentazione del video Isola nostra Giovedì 20 novembre 2008, 19.30 PLAYLIST Alberto Pesavento - ufficio Out presenta del video "Isola nostra" Bert Theis, Vincenzo Latronico Isola Art Center ha alle spalle sette anni di storia. Dal 2003, il Centro ha lavorato con il Forum Isola alla riconversione dell’edificio industriale della “Stecca degli artigiani” in un Centro per l’arte e il quartiere. Lo spazio della “Stecca” ha permesso ad artisti, critici, curatori, filosofi e abitanti di creare il luogo più dinamico di Milano nell’ambito della ricerca artistica contemporanea. Il Centro è tutt’oggi un laboratorio che offre all'arte contemporanea una piattaforma di sperimentazione, lavorando in una logica interdisciplinare, internazionale e al contempo radicata nel tessuto sociale locale, al fine di opporsi a decisioni politiche e urbanistiche negative per il quartiere. Dal 2001 gli abitanti si sono impegnati in un’intensa attività per difendere il loro unico vero spazio pubblico, la Stecca e i giardini adiacenti, destinato ad essere privatizzato. Lo stesso anno iniziano anche i primi interventi d’arte contemporanea. Nel 2002 negli spazi della Stecca nasce out, Ufficio per la Trasformazione Urbana, luogo di ritrovo di artisti, architetti, critici e curatori, nonché delle associazioni del quartiere. A partire dal 2003, Isola dell’Arte lavora per la creazione di un Centro per l’arte contemporanea. Durante gli anni, le opere di artisti come Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Tania Bruguera, Loris Cecchini, Gabriele Di Matteo, King’s, Luca Pancrazzi, Dan Perjovschi, Marjetica Potrc o Vedovamazzei, concepite per la struttura architettonica dell’edificio, entrano a far parte di una ideale “collezione permanente” del Centro. Isola Art Center viene ufficialmente inaugurato nell’aprile 2005 dall’Assessore alla Cultura della Provincia di Milano. Oggi fa parte della rete inContemporanea, e ha ospitato importanti progetti culturali e sociali tra cui: Love Difference, Osservatorio inOpera, Werkstatt, Stazione Isola, Millepiani, Undo.net, Forum Isola. L’insieme di queste associazioni, con artisti come Tomas Saraceno, ha dato forma ad un progetto innovativo di un Centro per l'Arte e per il Quartiere nei giardini dell'Isola. Finora Isola Art Center ha organizzato 29 mostre con opere di più di 200 artisti, 13 progetti speciali e 28 incontri, che hanno portato all’Isola artisti dai 5 continenti, spesso ospitati dagli abitanti. Negli anni il Centro ha collaborato con docenti e studenti di numerose Accademie ed Università. Il Centro gode tutt’oggi di un notevole riconoscimento a livello internazionale ed è stato di recente invitato al Museo Mamco di Ginevra, alla Biennale di Istanbul e al Goldsmiths College di Londra. Nell’aprile 2007 il Comune di Milano e la multinazionale Hines hanno sgomberato Isola Art Center e tutti gli artigiani e le associazioni, dando inizio alla demolizione dell’edificio, che ha causato la distruzione e il danneggiamento di numerose opere d’arte. L’operazione è servita a consegnare il palazzo e i giardini alla multinazionale, che aspira a costruire edifici per un totale di 90 mila metri cubi. L’ultimo progetto, disegnato da Boeri Studio, prevede tra l’altro parcheggi sotterranei, residenze di lusso e due torri alberate chiamate “bosco verticale”. I cittadini dell’Isola hanno presentato cinque ricorsi al TAR Lombardia, che ha annullato il permesso di costruire un’area commerciale di 30.000 metri cubi sui giardini concesso al gruppo Ligresti. L’associazione ChiamaMilano, in sinergia con le organizzazioni del quartiere ha presentato la proposta alternativa “Il Parco Possibile”, approvata poi dal Consiglio di Zona 9. Il forte radicamento nel territorio ci ha permesso di sopravvivere allo sfratto e di continuare le attività scegliendo come spazio di azione il quartiere stesso. Ospiti di altri spazi, quali associazioni, negozi, spazi pubblici, si è creato un terreno di gioco delle partecipazioni che ha aperto nuove possibilità. Il braccio di ferro tra abitanti e artisti da una parte, e Comune di Milano e operatori privati dall’altra non è finito e nessuno può ancora dire quali saranno gli esiti finali. Fino a giugno si susseguiranno, tra le altre, le PLAYLIST di: 2video-Undo.net,Lelio Aiello, Martina Angelotti, Antonio Arevalo, Katia Baraldi, Valentina Bernabei, Francesca Boenzi, Elena Bordignon + Mattia Matteucci, Andrea Bruciati, Lorenzo Bruni, Marta Casati, Barbara Casavecchia, Federica Cimatti, Valentina Ciuffi, Roberto Daolio, Emanuele De Donno, Giacinto Di Pietrantonio, Patrizia Ferri, Maurizio Finotto, Raffaele Gavarro, Ilaria Gianni, Lorenzo Giusti, Eléonore Grassi, Elio Grazioli, Antonio Grulli, Cecilia Guida, Teresa Iannotta, Caterina Iaquinta, Denis Isaia, Kings & GBK, Andrea Lissoni, Luca Lo Pinto, Angela Madesani, Massimo Marchetti, Barbara Meneghel, Samuele Menin, Fabiola Naldi, Emanuela Nobile Mino, Marinella Paderni, Emanuele Piccardo, Lorenza Pignatti, Alessandra Pioselli, Caterina Riva, Valentina Sansone, Marco Senaldi, Marcello Smarrelli, Carla Subrizi, Lorenzo Taiuti, Pier Luigi Tazzi, Roberta Tenconi, Veronica Valentini, Elvira Vannini, Alberto Zanchetta. PLAYLIST è un work in progress, la lista dei curatori è in continuo aggiornamento. neon>campobase info@neoncampobase.com www.neoncampobase.com +39 051 5877068 skype neoncampobase
13 10 2008 Domenica 26 Ottobre 2008: Isola Nostra al This Is Not A Gateway Festival, London Isola nostra Un documentario che racconta la lotta di Isola Art Center a Milano che, insieme alle associazioni di quartiere, si impegna a salvare il quartiere dalla speculazione edilizia. Dopo la proiezione segue una discussione con Mara Ferreri, membro di Isola Art Centre Domenica 26/ Space 1 15:00-17:00 This Is Not A Gateway Festival è un evento di tre giorni in Dalston, Londra, che cerca nuovi modi di indagare le città e la trasformazione globale delle condizioni urbane. Nuovi attori europei dai campi del film, della fotografia, letteratura, teoria critica, performance, geografia, architettura e pianificazione si riuniscono per rivelare la conoscenza sulle città 'dal basso'. Il festival si compone di oltre 40 eventi distinti tra cui dibattiti, proiezioni di film, seminari, simposi, mostre e passeggiate. Il programma comprende attività da oltre 100 urbanisti emergenti provenienti da tutta Europa. Gli eventi si svolgono nei bar, studi d’architetti, vetrine di negozi, ma anche nelle strade e piazze di Dalston. Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti al pubblico. www.thisisnotagateway.net 24-26 ottobre 2008 Deepa Naik e Trenton Oldfield tel: + 44 (0) 7 932 558 515 e-mail: deepa@thisisnotagateway.net / trenton@thisisnotagateway.net web: www.thisisnotagateway.net
13 10 2008 4-14 ottobre 2008: Museo aero solar al Walker Art Center, Minneapolis Museo Aero Solar è un pallone alimentato dall’ energia solare costruito interamente riutilizzando i comuni sacchetti di plastica, raccolti e aggiunti ogni volta che il Museo viaggia e viene ospitato da un continente all’altro cambiandone così tecniche, forma e colori, e che aumenta di dimensione ad ogni volo. Museo Aero Solar sfida il controllo militare del cielo e propone una diversa condivisione dello spazio e dell’energia, anomala e sostenibile al tempo stesso. Tomas Saraceno, spesso insieme allo staff di Isola Art Center, continua tuttora a portarne avanti la costruzione e a farlo volare, con l'aiuto e l'inventiva degli abitanti locali. E' stato realizzato interamente per la prima volta in occasione della mostra SituazionIsola, curata da Marco Biraghi, Maurizio Bortolotti, e Bert Theis nella primavera del 2007, e in seguito in Colombia, Francia, Svizzera, Albania. Nell'ottobre del 2008 è invitato negli Stati Uniti dal Walker Art Center di Minneapolis. Programma: Saturday, October 4, 10 AM - 3 PM Free First Saturday at the Walker Art Center, 1750 Hennepin Avenue Monday, October 6 (everyday until Thursday), starting at 10 AM 1250 Hennepin Avenue Wednesday, October 8, 1 PM Conversation at the MCAD, 2501 Stevens Avenue South Friday, October 10, 10 AM Blake School, 511 Kenwood Parkway (Gym) Saturday, October 11, early morning Display of museo aero solar outside the Walker Art Center Sunday, October 12, early morning We'll try to fly the museo, early in the morning, somewhere in Minnesota (depending on the weather) Tuesday, October 14, 5.30 PM Conversation Cafe Scientifique: Art and Aeronautics Nomad World Pub, 501 Cedar Avenue South Don't try this at home. Try it open air, with good weather and some experience. Do it with your comrades and away from electricity lines! Museo aero solar Alberto Pesavento http://www.museoaerosolar.org www.youtube.com/aerosolar aerosolar@gmail.com
15 07 2008 12-14 luglio 2008: Arte, Società e Spazio Urbano. International Guerrilla Festival PIAZZALE SEGRINO: VIDEO: LABORATORIO MOBILE PERGOLA: h 22.00 VIDEO: Plaza Real Foundation Raphael Copper & Li Qiu Qiu PIAZZA MINNITI: h. 22.30 VIDEO: Zhenchen Liu, Mariette Schiltz & Bert Theis CAVALCAVIA BUSSA: h 23.00 CONCERTO : Ilmionomenonhaimportanza B_Team - DJ & VJ Set Comunicato stampa Milano,12-14 Luglio 2008 ARTE, SOCIETÀ E SPAZIO URBANO: APPRODA A MILANO LA II EDIZIONE DEL IGVFEST Un viaggio itinerante di tre serate nei quartieri di Corso Como, di Chinatown (via Paolo Sarpi) e di Isola, i video di artisti milanesi e internazionali proiettati su edifici, strade e piazze che trasformano la città in uno schermo vivo. L'International Guerrilla Video Festival (IGVFest) è un festival itinerante che integra la video arte con lo spazio urbano e sociale. Nato su iniziativa del curatore americano Jason Waite il festival ha fatto tappa a Firenze nel 2006 e, dopo l'avventura milanese, si trasferisce a Dublino e a Shanghai nel 2009. Uno degli obiettivi del festival è di creare un dialogo costante con la comunità a partire dai video, focalizzandosi sulle problematiche sociali più impellenti, quali la mancanza di comunicazione o le presenze umane invisibili di quell'area. Il festival, aperto ad artisti locali e internazionali, intende allargare i confini della discussione inglobando prospettive di altre comunità che vivono circostanze simili ma da qualche altra parte del mondo. L'edizione del 2008 a Milano avrà luogo in tre differenti quartieri in tre serate (a partire dalle ore 21,30):la prima, il 12 luglio, il festival sarà in Corso Como, la seconda a Chinatown (in via Paolo Sarpi) e la terza a Isola. I lavori degli artisti hanno relazioni tematiche specifiche rispetto ai luoghi in cui vengono mostrati, coinvolgendo e attivando una riflessione sull'unicità del contesto architettonico, storico e interpersonale di ciascuna zona in cui in festival si muove.In questo senso con il festival si sposta il mezzo tecnologicamente complesso del video al di fuori dellesituazioni istituzionali riposizionandolo nello spazio pubblico come mezzo aperto e riflessivo. Artisti: 3P=3Players, 21bis, Alterazione Video, Anti-Advertising Agency & Graffiti Research Lab, Zhao Bandi, Raphael Copper & Li Qiu Qiu, Wu Ershan, Shu Haolun, Qiu Jun, Labratorio Mobile, Zhenchen Liu, Francesca Montà & Marthe van Dessel, Plaza Real Foundation, Mariette Schiltz & Bert Theis, Nadja Schrade, Jonathan Trayner, Marco Villani, Fiona Whitty, Chen Zhong. Il GPU (Guerrilla Projector Unit), un'unità autonoma e trasportabile, faciliterà l'incursione nello spazio pubblico, trasformandolo in un terreno fertile per la sperimentazione verso nuove possibilità nella relazione tra arte e società. Come si partecipa.La mappa con gli itinerari dei luoghi che saranno teatro delle proiezioni delle tre serate è scaricabile dal sito: www.igvfest.com. Le persone potranno presentarsi direttamente nei luoghi preferiti. Il viaggio tra i quartieri di Chinatown e Isola sarà accompagnato del gruppo musicale ilmionomenonhaimportanza che interverrà con un set mobile e amplificato suonando con diversi musicisti dei quartieri. Il festival è organizzato con la collaborazione di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, Unidee-Università delle Idee, Isola Art Center, centro sociale La Pergola, Intelligent Alternative (Pechino). Info: +39 333 7658678: e-mail: igvfest@gmail.com: sito web: www.igvfest.com
04 07 2008 Venerdi 4 luglio, ore 11.00-15.00: out al Museo Guggenheim Bilbao 4 luglio ore 11.00 - 15.00: OUT invita a partecipare all’installazione „Sin titulo (lo prometió), 2002 di Rirkrit Tiravanija, esposta al Museo Guggenheim di Bilbao. Program: 12:00: Presentation of the Schindler House and the work of out – Office for Urban Transformation 12:30: IN/OUT (official urbanism/marginal urbanism. Public discussion: Renaud Codron, Lorenzo Rocha, Fabrice Mafolo, Pascal Lecailletel 13:30: ISOLA NOSTRA video by Mariette Schiltz and Bert Theis produced by out for Istanbul Biennial 2007 target="_blank">http://es.youtube.com/watch?v=FC7mVOwiKAQ
27 06 2008 26 giugno - 27 luglio: Backpackers - Passaggi urbani, Ass. Culturale Borgovico, 33, Como Naba – Visual Arts and Curatorial Studies Backpackers – Passaggi urbani Andris Brinkmanis, Gliulia Casula, Danilo Correale, Simone Mair, Lorenzo Mariani, Svarnet, Maria Pecchioli, Dario Pecoraro, Anja Puntari, Mirko Smerdel, Aria Spinelli, Eugenia Vanni. A cura di Bert Theis e Marco Scotini Associazione Culturale Borgovico 33 26 giugno – 27 luglio 2008 inaugurazione 26 giugno ore 19 “La città è il campo privilegiato dell’esercizio del potere. Ovunque procedure d’assoggettamento sono al lavoro (sui corpi, sui linguaggi e sui luoghi). Ma nulla di per sé è politico per il solo fatto che vi si esercitano rapporti di potere anche se ogni cosa, nella giusta occasione, può diventarlo” (Marco Scotini) Quando l’arte entra nella sfera pubblica si trasforma in uno spazio d’attivazione di tattiche di comunicazione e di forme di collettivizzazione che cercano di rendere evidenti i rapporti di potere già costituiti. In questo senso, il processo artistico si sposta sul dialogo e sul dibattito così come sulle relazioni umane che si formano immaginando nuovi usi sociali dello spazio. Nel processo di globalizazzione l’omologazione della trasformazione urbana porta ad una frattura fra gli interessi dei gestori dei capitali e della speculazione urbana e gli abitanti dei territori in via di sviluppo. In questo contesto l’arte diventa una forma di attivazione e dissenso nei confronti di restrizioni che spesso si allontanano dalle situazioni reali della vita quotidiana. Il punto di partenza della mostra Backpackers - Passagi Urbani è l’esperienza dell’Isola Art Center, associazione di artisti e curatori nata nel 2001, che è stata al centro di attività sulla rivendicazione dello spazio pubblico all’interno del quartiere Isola di Milano. In questa mostra gli artisti si confrontano con il contesto urbano e con le forme di radicamento e mobilità, di appartenenza temporanea, e di funzionalità provvisoria, con l’intento di comprendere le dinamiche che caratterizzano il divenire urbano. A partire dalla storia dei movimenti del ’68 fino ad arrivare alla attuale ri-appropriazione degli spazi pubblici, la mostra è una possibile lettura dell’emergenza sociale in una società in continua trasformazione. La mostra, oltre ad essere essa stessa itinerante, è stata concepita per essere inserita in un display mobile e adattabile alle esigenze dello spazio espositivo. Presso l’Associazione Culturale Borgovico 33 si è cercato di mantenere l’idea del passaggio e della mobilità attraverso la creazione di “Isole” espositive, portando lo spettatore a diventare egli stesso il “viaggiatore”. Il Backpack (zaino) ha una funzione sia metaforica che pratica. Usato come mezzo di trasporto dei lavori in mostra per le prossime tappe nazionali e internazionali, lo zaino è già un indicatore della condizione umana contemporanea, costretta ad una continua mobilità e ridefinizione. Danilo Correale e Dario Pecoraro lavorano sull’Isola Art Center, come luogo d’arte e di lotta politica. Francesco Rapacciuolo e Mirko Smerdel, ragionando sullo spazio architettonico, portano lo spettatore ad una rivisitazione e interpretazione della sua evoluzione visiva. Andris Brinkmanis, Giulia Casula, Lorenzo Mariani e Svarnet parlano del concetto di quartiere come comunità, nei suoi servizi e nelle sue funzioni. Maria Pecchioli affronta metaforicamente la questione storica della lotta sociale. Anja Puntari riflette sui segni delle metropoli contemporanee. Eugenia Vanni e Simone Mair si spostano sul concetto del viaggio, sia come ricordo che come esperienza. Aria Spinelli propone un dibattito aperto ai partecipanti sulle tematiche in questione. . La mostra è il risultato di un anno di lavoro accademico degli studenti del secondo anno del Biennio in Visual Arts e Curatorial Studies della NABA_Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano, condotto da Bert Theis, con interventi di Carlos Garaicoa, Atelier d’Architecture Autogérée (aaa), Andrea Sala, Barbara Fassler. Gli artisti hanno lavorato in un interstizio spaziale urbano come quello del quartiere Isola, visto con cantiere d’idee e di progetti. Aria Spinelli Con il patrocinio di Associazione Borgovico 33, Como Backpackers 26 giugno - 27 luglio 2008 Coordinamento: Domenico Berardinelli, Giulia Pitzolu Associazione Borgovico 33 – Via Borgovico 33, Como more info: Giulia Pitzolu Da lunedì a giovedì, su appuntamento tel. +39 02.97.372.264 Da venerdì a domenica, dalle 15.00 alle 19.00 mail: master@naba.it info@bv33.org - www.bv33.org tel. +39 031 576029 - fax +39 031 3385220
27 06 2008 5 luglio - 3 agosto 2008: Pubbliche Interferenze, Archivio Cavellini Onlus, Brescia, Fondazione Cominelli, Cisano ARCHIVIO CAVELLINI onlus Via Milano 110, 25126 Brescia Tel/ Fax 030.280200 – 030.3757401 cavellini@alice.it www.cavellini.org Fondazione Cominelli Cisano di San Felice del Benaco, Brescia Con il Patrocinio della Provincia di Brescia – Assessorato alla Cultura e al Turismo Comunicato stampa Dal 5 luglio al 3 agosto 2008 opening sabato 5 luglio 18:00 – 21:00 PUBBLICHE INTERFERENZE Piattaforma di scambio tra pratiche artistiche e curatoriali nello spazio pubblico Artisti: Luciana Andreani, Stefano Boccalini, Annalisa Cattani, OsservatorioinOpera (Piero Almeoni, Paola Sabatti Bassini, Roberta Sisti), Suzie Wong (Giusi Campisi, Flavia Belleri, con la collaborazione di Juliane Blasi) Associazioni: ISOLA ART CENTER, CRAC, DARTH, CLUSTER ARCHIVE PROJECT Nell'ambito di PROGETTOUTOPIA, la manifestazione organizzata dall’Archivio Cavellini negli spazi di Palazzo Cominelli a Cisano di San Felice del Benaco (BS) sul lago di Garda, sede dell’omonima Fondazione, viene ospitata la mostra “PUBBLICHE INTERFERENZE” a cura di OsservatorioinOpera e di Elvira Vannini. “Un display per l'elaborazione di progetti site-specific per la produzione e la verifica di idee, ipotesi e strategie di azione nello spazio pubblico. Un format che individua una posizione metodologica, rispetto alla multiformità di direzioni e derive, modelli d'interpretazione intorno all'arte pubblica e focalizza un clima di lavoro a carattere laboratoriale, declinato attraverso un'esposizione documentaria di alcune realtà associative indipendenti che occuperanno gli ambienti del primo piano della Fondazione Cominelli e una serie di interventi artistici in location esterne e cittadine. La costruzione di uno spazio per la comunità, l'alleanza tra pratiche artistiche e processi di mutamento sociale, le nuove forme di controllo e diffusione, definibili in termini di moltitudine del potere e del dissenso, la ridefinizione politica dell'agire estetico – si traducono in nuove modalità di appropriazione della sfera pubblica. New genre pubblic art era stato già definito da Suzanne Lacy come un modello democratico di comunicazione basato su processi collaborativi e partecipativi. Ridefinire la sfera pubblica come il luogo in cui appaiono e scompaiono forme temporanee di partecipazione, ipotesi urbane, modelli di socialità. Le trasformazioni sociali e gli scenari prodotti dalla globalizzazione creano spazi conflittuali, tensioni, desideri, attivano politiche dal basso, portano a una continua ridefinizione dello spazio dell'arte nella società attuale, partono da un assunto politico. Se Vito Acconci segnalava il pericolo dell'ingerenza di “un'agenzia governativa”, Pubbliche Interferenze non cerca alcun consenso o alleanza coi sistemi di potere, ma agisce direttamente in contesti sociali e comunitari. E nel passaggio da un momento autoriale e produttivo, individuale, a uno collettivo i progetti per Cisano aprono e accettano una dimensione problematica e assumono uno sguardo critico verso la realtà. Pubbliche Interferenze non focalizza un tema ma piuttosto un processualità comune tra gli artisti, i curatori e i teorici invitati”. Elvira Vannini Nelle stanze del primo piano verranno allestiti quattro ambienti che espongono alcune modalità d’intervento nell’ambito di una pratica artistica che si dichiara sensibile ai processi di cambiamento sociale. Ognuna delle quattro situazioni associative e curatoriali testimonia un differente processo operativo in relazione agli intenti e al diverso contesto in cui agisce: – ISOLA ART CENTER è un collettivo di più persone impegnate in un’intensa attività per difendere, nella zona Garibaldi di Milano, il loro unico vero spazio pubblico, la Stecca (ora abbattuta) e i giardini adiacenti, destinato ad essere privatizzato. Lo spazio della “Stecca” ha permesso ad artisti, critici, curatori, filosofi e abitanti di creare il luogo più dinamico di Milano nell’ambito della ricerca artistica contemporanea. Anche senza fissa dimora il Centro è tutt’oggi un laboratorio che offre all'arte contemporanea una piattaforma di sperimentazione, lavorando in una logica interdisciplinare, internazionale e al contempo radicata nel tessuto sociale locale, al fine di opporsi a decisioni politiche e urbanistiche negative per il quartiere; – CRAC. Centro Ricerca Arte Contemporanea è attivo dal 2003 all’interno del Liceo Artistico Statale “Bruno Munari” di Cremona e si configura come un progetto che tenta di coniugare e saldare la pratica didattica con la ricerca delle arti visive Il Centro si pone come punto di riferimento per l’organizzazione di momenti d’incontro-formazione per giovani studenti e docenti che collaborano con artisti, curatori ed operatori culturali esperti di arte contemporanea, al fine di creare momenti comuni di studio, confronto e dialogo. Altro obiettivo fondamentale del progetto CRAC è l’attivazione di progetti con le realtà territoriali della città, come necessario radicamento nel contesto, nella storia, nei soggetti, nelle tradizioni, in situazioni specifiche di vissuto. – DARTH è una associazione di artisti-curatori che da tre anni svolge attività di ricerca, organizzando incontri e alcuni eventi espositivi, in particolare incontri a porte chiuse che ogni volta prevedono l’invito di un ospite. Scopo principale di darth è divulgare l'arte contemporanea: organizzare seminari, tavole rotonde, mostre, scambi con altre associazioni di tipo artistico, in Italia e all'estero, nonché pubblicare testi connessi alle attività svolte. – CLUSTER ARCHIVE PROJECT di Elvira Vannini e Maria Giovanna Mancini è un dispositivo dialogico e processuale, in progress, di contenuti audio, video e cartacei che verranno aggiornati durante lo svolgimento dell'evento, fino ad arrivare ad una sorta di assembling magazines collettivo, vicino ai circuiti dell'auto-produzione e dell'auto-distribuzione della scena musicale underground. Un catalizzatore di esperienze in network con altri curatori invitati ad esprimere il proprio punto di vista. Un archivio consultabile che raccoglierà appunti, dialoghi, interviste e progetti, per tracciare una cartografia delle diverse posizioni critiche e curatoriali intorno allo spazio pubblico e le sue rappresentazioni. Pubbliche Interferenze, oltre alla mostra documentaria, si sviluppa soprattutto attraverso un insieme di eventi esterni e progetti site-specific che si succederanno in due momenti distinti durante tutto lo svolgimento della manifestazione, in un work in progress continuo che tenterà di coinvolgere gli abitanti di Cisano con diverse forme di collaborazione, con la necessità di porre a confronto diverse esperienze e riflessioni comuni nella pratica dell'arte pubblica. Dai lavori relazionali ai progetti community-based, si cerca un'intermittenza con il pubblico e il contesto locale definendo aree funzionali comuni. Calendario degli EVENTI ESTERNI: Opening#1 sabato 5 luglio 2008 dalle ore 18,00 alle 21 Stefano Boccalini, ALBUM DI FAMIGLIA – AGENDA DI CISANO: le immagini private degli abitanti di Cisano, legate all’intima memoria di un evento significativo diventeranno parte di un “album di famiglia” pubblico. E’ la richiesta di un gesto che si qualifica nella direzione di un’immagine comunitaria. (Work in progress) Luciana Andreani, DISCOVERING CISANO: una camper-residenza-mobile nel paese di Cisano sul Garda per sondare, indagare, conoscere il luogo. (Work in progress) OsservatorioinOpera, (Piero Almeoni, Paola Sabatti Bassini, Roberta Sisti) PASSAGGIO BERNARDINO: un antico percorso a lago viene ripulito e reso percorribile, un’azione invisibile e inutile che si rende necessaria nello scenario di un luogo assente. (Work in progress) Progetto Utopia, L’ARTE È DI TUTTI: picnic sul prato e un palcoscenico aperto alla fantasia di chiunque voglia mettersi in gioco. Opening#2: sabato 27 settembre 2008 dalle ore 11 no stop. Luciana Andreani, DISCOVERING CISANO: una camper-residenza-mobile nel paese di Cisano sul Garda per sondare, indagare, conoscere il luogo. OsservatorioinOpera, (Piero Almeoni, Paola Sabatti Bassini, Roberta Sisti) PASSAGGIO BERNARDINO: apertura di un antico percorso a lago ripulito e reso percorribile, un’azione invisibile e inutile che si rende necessaria nello scenario di un luogo assente. Suzie Wong (Giusi Campisi, Flavia Belleri) con la collaborazione di Juliane Blasi per il sonoro, PANORAMA: paesaggio di voci dal mondo del lavoro, ascoltate all’interno di due auto parcheggiate con vista panoramica sul lago. Annalisa Cattani, ORAZIO E NOVELLA: una residenza di tre giorni in cui impostare dialoghi socratici attorno ad alcuni temi ricorrenti in campo artistico e dintorni, con una serie di ospiti e con gli abitanti di Cisano. Stefano Boccalini, ALBUM DI FAMIGLIA – AGENDA DI CISANO: le immagini private degli abitanti di Cisano, legate all’intima memoria di un evento significativo diventate parte di un “album di famiglia” pubblico vengono distribuite agli abitanti di Cisano. E’ la richiesta di un gesto che si qualifica nella direzione di un’immagine comunitaria. A conclusione del programma si terrà un incontro pubblico per analizzare, discutere e trarre riflessioni dall’esperienza di arte pubblica proposta a Cisano, a cura di Elvira Vannini e Maria Giovanna Mancini. ARCHIVIO CAVELLINI onlus Via Milano 110, 25121 Brescia Tel/ Fax 030 280200, 030 3757401 cavellini@alice.it www.cavellini.org Fondazione Cominelli Cisano , San Felice del Benaco, BS Referenti per la parte organizzativa Valentina Marciano (347 2315989) e Benedetta Merola (333 2088012) PROGETTOUTOPIA seconda parte Dal 5 luglio al 3 agosto 2008 Inaugurazione sabato 5 luglio dalle ore 18,00 alle 21,00 La collezione di arte postale dell’ARCHIVIO CAVELLINI composta da più di duemila invii internazionali ricevuti durante gli anni Settanta da Guglielmo Achille Cavellini come risposta alle sollecitazioni del suo radicale lavoro sul sistema dell’arte viene posta come incipit a questa visione dell’arte come progetto sociale. Circa duecento esempi di queste opere viaggianti rimangono esposti al secondo piano del palazzo per tutta la durata della mostra. “Pubbliche Interferenze” sarà un laboratorio di ascolto e di osservazione della realtà e dei processi di cambiamento sociale.
21 05 2008 25-29 maggio: Global Island Backpack Spazio Espositivo Tantrika Domenica 25 maggio 2008 dalle 11.00 alle 17.00 Spazio Espositivo Tantrika Via Antonio Pollaiolo 2, Milano Isola Art Center e NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano presentano Global Island Backpack Mostra del Biennio specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali, NABA curata da Marco Scotini e Bert Theis Danilo Correale, Dario Pecoraro, Giancarlo Di Fede, Francesco Rapacciuolo, Mirko Smerdel, Andris Brinkmanis, Giulia Casula, Lorenzo Mariani, Valeria Muledda, Maria Pecchioli, Anja Puntari, Eugenia Vanni e Simone Mair. Global Island Backpack è una mostra di giovani artisti, curata da Marco Scotini e Bert Theis, in collaborazione con Carlos Garaicoa, Barbara Fässler e Andrea Sala, che riflette su una nuova lettura del concetto di globalizzazione e trasformazione urbana. Nonostante l’aumento della velocità del processo di globalizzazione, l’attenzione del mondo culturale si sposta molto spesso sul locale e la sua specificità. La società contemporanea, lontana dall’omologazione, tende paradossalmente alla frattura e frammentazione in situazioni varie e diverse, come delle piccole isole. La democratizzazione della mobilità e la nascita della generazione del “low cost” portano alla creazione di un nuovo nomadismo, composto di persone d’etnie, razze, età diverse, che “viaggiano” tra queste isole vaganti. All’interno di questo contesto, l’Isola, quartiere storico di Milano, in cui le tensioni sociali aumentano in attesa delle future trasformazioni urbane, è stato preso come punto di partenza, e in particolare, l’esperienza dell’Isola Art Center, che ha segnato per anni le attività culturali artistiche, sia a livello locale che internazionale. Gli artisti in mostra riflettono partendo proprio dalla trasformazione urbana del quartiere milanese. Danilo Correale e Dario Pecoraro lavorano sull’Isola Art Center, come luogo d’arte e di lotta politica. Giancarlo Di Fede, Francesco Rapacciuolo e Mirko Smerdel, ragionando sullo spazio architettonico, portano lo spettatore ad una rivisitazione e interpretazione della sua evoluzione visiva. Andris Brinkmanis, Giulia Casula, Lorenzo Mariani e Valeria Muledda parlano del concetto di quartiere come comunità, sia nella precarietà che nella condivisione, che nella lettura e nella musica. Mentre Maria Pecchioli affronta metaforicamente la questione storica della lotta sociale attraverso il suo vissuto familiare, Anja Puntari riflette sull’invisibilità dell’individuo nelle grandi metropoli contemporanee. Eugenia Vanni e Simone Mair si spostano sul concetto di viaggio, sia come ricordo che come esperienza. La mostra, oltre ad essere essa stessa itinerante, è stata anche concepita per essere inserita in un display mobile e adattabile alle esigenze sia del trasporto che dello spazio espositivo. In questo senso, è stato scelto lo zaino, backpack in inglese, sia a livello di simbolico che pratico. La presentazione pubblica di Global Island Backpack che si terrà allo Spazio Espositivo Tantrika domenica 25 maggio dalle 11 alle 17, è la prima delle varie tappe italiane e internazionali. La mostra sarà affiancata da una performance collettiva degli abitanti del quartiere Isola, ovvero la creazione di un giardino di un giorno e un picnic per tutti in Piazza Minniti, da diverse performance musicali e da visite guidate alla mostra “Verde Permanente/Permanent Green” sulle saracinesche del quartiere. Aria Spinelli Global Island Backpack – 25-29 maggio 2008 Spazio Espositivo Tantrika – Via Antonio Pollaiuolo 2, Milano Domenica 25 maggio h. 11-17 – 26-29 maggio su appuntamento Info: 339 60 57 111 / 339 78 19 346 info@isolartcenter.org / www.isolartcenter.org / master@naba.it / www.naba.it
14 05 2008 23-24-25 maggio: Triennale di Milano Isola Art Center ospitato da inContemporanea numero due Isola Art Center ospitato da Incontemporanea Triennale di Milano Viale Alemagna 6, Milano 23-24-25 maggio 2008 ingresso libero New Museum un progetto di KINGS a cura di Alessandra Poggianti Isola Art Center, in occasione di inContemporanea, l’evento promosso dalla Provincia di Milano, presenta New Museum, un progetto dei Kings (Daniele Innamorato e Federica Perazzoli) a cura di Alessandra Poggianti. New Museum è una scritta al neon lunga 10 metri realizzata nel 2006 per il tetto de La Stecca degli artigiani, ex sede di Isola Art Center. Il progetto si appropria di quella che Henri Lefebvre chiama la “logica della visualizzazione”, ribaltandola: non solo annuncia al quartiere l’esistenza di un Centro per l’arte, legittimandone la sua clandestina presenza, ma si propone anche di far entrare nel regno della visione - conquistando lo spettatore - uno spazio architettonico precario e temporaneo e su cui pesa tutta l’arroganza delle logiche di banalizzazione e omologazione dello spazio sociale. Poco dopo, infatti, quello spazio viene distrutto e New Museum inizia un “bracconaggio”. Oggi, ospite di inContemporanea, cambia la sua funzione: non segnala più l’esistenza di uno spazio, piuttosto indica un momento di transizione, una fase di ri-adeguamento delle tattiche di lavoro che Isola Art Center sta affrontando. Perso, infatti, lo spazio di rappresentazione le attività si spostano direttamente nello spazio urbano, il quartiere Isola. Ospite di altri spazi, quali associazioni, negozi, spazi pubblici, crea una rete di solidarietà e un terreno su cui ri-inventare i rapporti tra corpo individuale e corpo sociale, ma anche un modo per ri-pensare allo spazio pubblico come spazio d’azione, capace di innescare un processo di cambiamento della struttura sociale in un organismo generatore di creatività. Presentazione del pieghevole realizzato per inContemporanea 2. A cura di Mariette Schiltz. Progetto grafico: Tommaso Garner. Testi di: Alberto Pesavento, Marco Scotini, Bert Theis, Vincenzo Latronico, Luis Miguel Selvelli, Alessandra Poggianti. Traduzioni: Vincenzo Latronico, Luis Miguel Selvelli. Foto: Simona Barbagallo, Stefano Boccalini, Kings, out, Alberto Pesavento, Tomas Saraceno, Fabrizio Stipari, Bert Theis. Foto immagine poster: Maria Vittoria Trovato, e Urban Blooz Project, “Interférences”, pirataggio pubblicitario realizzato in occasione della mostra SituazionIsola, Isola Art Center, Milano, 2007. >Picnic, Arte e Musica nel giardino di un giorno Domenica 25 aprile 2008, dalle ore 11 - piazza Minniti, Milano Il Forum Isola in collaborazione con Isola Art Center organizza una intera giornata dedicata alla creazione collettiva di un giardino temporaneo dove sarà imbandito un picnic. Nell’arco della giornata è prevista l’inaugurazione di una mostra di giovani artisti della NABA e la “visita guidata” al progetto Verde permanente / Permanent Green. per inContemporanea con il contributo della Provincia di Milano ...New Museum www.Incontemporanea.it
29 04 2008 11 maggio 2008: TERRE DI MEZZO ONLUS Visita guidata al quartiere Isola “L'ISOLA” vissuta e immaginata dagli isolani Insieme nelle Terre di Mezzo Onlus organizza una visita guidata al quartiere Isola, per conoscere e raccontare una delle zone più calde della città, per capire com'era e come sarà. Ma soprattutto immaginare l'Isola come la vorrebbero gli abitanti, attraverso il contributo di guide che vivono e sono attive nel quartiere. Partendo da Piazza Minniti, il percorso della visita si snoderà tra via Borsieri, via Confalonieri – De Castillia (giardini e cantiere dell'ex “Stecca degli artigiani”) e via Volturno, dando particolare rilievo alle varie voci che costituiscono i comitati di quartiere. Bert Theis, ideatore di Isola Art Center, presenterà il progetto espositivo “Verde Permanente /Permanet Green”, un'esperienza artistica che prende posizione sulla problematica dell'ambiente ed “esce per strada” utilizzando le saracinesche di negozi e associazioni del quartiere, in opposizione al “verde provvisorio”. Interverranno inoltre Alberto Pesavento di “Forum Isola” e rappresentanti dell'”Associazione Genitori F. Confalonieri” e del Comitato “I Mille”. Al termine della visita, tutti i partecipanti avranno la possibilità di assistere, presso la sede di Punto Rosso - Isola Art Center, alla proiezione del film “Isola Nostra”, presentato alla Biennale di Istanbul 2007. La pellicola, che raccoglie materiale inedito, è diviso in sei capitoli e racconta gli ultimi sei anni di storia e lotta del quartiere. Sarà presente la regista e autrice Mariette Schiltz. INFORMAZIONI UTILI: La visita è in programma per domenica 11 maggio ore 15.00, partenza da Piazza Tito Minniti. La partecipazione è gratuita, ma con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti: tel. 02.58118328 cell. 338.6555516 mail volontarimilano@terre.it NOTE: Ogni anno l'associazione Insieme nelle Terre di Mezzo, organizza le “Visite guidate alla città nascosta” in luoghi - o con guide - che non fanno parte dei circuiti turistici tradizionali. In ogni edizione viene affrontato un diverso tema, dalla disabilità all'immigrazione, dall'emarginazione all'ambiente. Le “visite guidate alla città nascosta” sono quindi un'iniziativa di turismo responsabile alla portata di tutti, destinata in primo luogo a chi a Milano ci vive. Una riscoperta del quotidiano, il gusto di incontrare realtà e persone che spesso si sfiorano soltanto. L’associazione Insieme nelle Terre di Mezzo onlus è nata nel 2003 per affiancare il giornale di strada “Terre di mezzo” nelle sue attività culturali e d’aiuto ai venditori. Ha sede a Milano e a Roma. Info: www.terre.it INSIEME NELLE TERRE DI MEZZO ONLUS Sede legale: Via Calatafimi, 10 – 20122 Milano – Tel. 02-58118328 Fax 02-83390251 Codice Fiscale 03952400962 – Conto corrente BPM Agenzia 7, IBAN: T46E0558401607000000048785 "Iscritta al Registro Regionale delle organizzazioni di volontariato, - sezione provinciale di Milano con decreto n.241/2003 del 17/12/2003" Locandina TERRE DI MEZZO ONLUS
05 04 2008 13 aprile - 31 luglio 2008: VERDE PERMANENTE / PERMANENT GREEN Isola Art Center e Forum Isola presentano VERDE PERMANENTE/PERMANENT GREEN 13 aprile - 31 luglio 2008 Arte per le strade dell’Isola in difesa dei giardini e del quartiere Opere su saracinesca, video, interventi all’aperto a cura di Bert Theis "Verde Permanente/Permanent Green" è un progetto espositivo strutturato in diversi spazi amici che, dopo la distruzione della sede originaria, la Stecca degli Artigiani, stanno ospitando le attività del Centro attivando una vera e propria rete di solidarietà. Non solo, "Verde Permanente /Permanent Green" esce per strada, utilizzando circa venti saracinesche di negozi e associazioni del quartiere come supporto per progetti di artisti proposti insieme ad altri centri d’arte internazionali. Con questa serie di interventi prende forma un progetto il cui titolo allude all’unico verde pubblico del quartiere, un polmone indispensabile che recentemente è stato privatizzato. La mostra raccoglie una serie di esperienze artistiche che in diverso modo prendono posizione sulla problematica dell’ ambiente, minacciato dalla cementificazione selvaggia. Una questione che sta a cuore all’intera Milano e a molti abitanti dell’Isola, tanto che le associazioni di quartiere continuano a battersi per il “Parco possibile”, ovvero un progetto che riconosca i giardini al quartiere e crei un Centro per l’Arte e il Quartiere. Primi risultati positivi di questa mobilitazione sono stati ottenuti in Consiglio di Zona 9, presso il TAR Tribunale Amministrativo Regionale e in Consiglio di Stato. Insomma, il “Verde provvisorio”, come è stato registrato e definito dal Comune di Milano, deve diventare “Verde permanente”. Video Fikret Atay, Kurdistan/Turchia: “Tinica”, video 7’32”, 2004 Minouk Lim, Corea: “New Town Ghost”, video 10'28", 2005 Sound Metak, Piazzale Segrino 1 martedì-sabato 15.30-19.30 Inaugurazione: giovedi 10 Aprile 2008, dalle 18.30 I due video già presentati alla 10. Biennale di Istanbul nel 2007 si confrontano con una crescita urbana frenetica nella quale la vita e i desideri dei singoli abitanti contano poco. Questo vale per Batman in Turchia, come per Seoul in Corea come per Milano in Italia: torri e cemento invadono gli spazi verdi. Saracinesche Alek O., Kristine Alksne, Stefano Arienti, John Armleder, Dafne Boggeri, Michelangelo Consani, Stina Fisch, Gaia Fugazza, Kings, Peter Kogler, Maija Kurseva, Gabriele di Matteo, Osservatorio inOpera, Adrian Paci, Luca Pozzi, Matteo Rubbi, Marco Vaglieri - out, Werkstatt, Fani Zguro Via Thaon Di Revel / Via Lambertenghi / Via Pollaiuolo / Via della Pergola / Piazza Minniti /Via Pastrengo / Via Pepe / Via Borsieri / Via Sebenico. Inaugurazione: Spazio Espositivo Tantrika, via Pollaiuolo 2, domenica 13 aprile dalle 11.00 Seconda edizione di Isola Rosta Project, questa volta si presenta come un evento diffuso in diverse strade del quartiere. Artisti italiani ed internazionali hanno progettato sulle saracinesche di una ventina di negozi ed associazioni dei disegni di grande formato. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di professionisti e istituzioni internazionali nonché la solidarietà degli abitanti dell’Isola. Progetto speciale Con-senso di Luciana Andreani a cura di Giacomo Bazzani Domenica 13 aprile, ore 13.00 in Piazza Minniti Un evento artistico che vede coinvolti gli abitanti del quartiere Isola con l'obiettivo di costruire uno spazio di discussione pubblica sulle forme contemporanee del consumo ed il loro impatto sulle scelte urbanistiche di una città. I giardini dell’Isola sono inaccessibili e la Stecca degli artigiani è distrutta. All’Isola mancano spazi aggregativi per gli abitanti che sono costretti ad incontrarsi e sviluppare le loro attività per strada. Ringraziamo Latvian Center for Contemporary Art, Riga / Mamco, Ginevra / Casino Forum d’art contemporain, Lussemburgo / Galleria Chantal Crousel, Parigi / NABA, Milano /Vasif Kortun, Istanbul / Manu Park, Gwangju. con il patrocinio della Provincia di Milano
05 04 2008 Giovedi 10 Aprile 2008, dalle 18.30: Video da Sound Metak, Piazzale Segrino 1. ISOLA ART CENTER e FORUM ISOLA presentano 13 aprile - 31 luglio 2008 VERDE PERMANENTE / PERMANENT GREEN Arte per le strade dell’Isola in difesa dei giardini e del quartiere Opere su saracinesca, video, interventi all’aperto. a cura di Bert Theis ____________________________________________________________________ Video da Sound Metak, Piazza Segrino 2 Fikret Atay, Minouk Lim martedì-sabato 15.30-19.30 Inaugurazione giovedi 10 Aprile 2008, dalle 18.30 _____________________________________________________________________ Fikret Atay “Tinica“ 2004 Video 7’32“ Tinica (2004) mostra un ragazzo in cima alla collina che domina la città di Batman, che prepara con la massima cura una batteria improvvisata con lattine vuote, bottiglie e coperchi. Offre un assolo mozzafiato a un panorama urbano lontano e indifferente. Alla fine manda lo strumento giù per la collina a suon di calci, con il massimo distacco. Lattine e bottiglie rotolano lungo la discesa dirette verso la città, per depositarsi infine fra gli altri rifiuti ai suoi piedi. Le bacchette sono lanciate non alle mani ansiose dei fan, ma, con disprezzo, a una città che si è mostrata sorda. _____________________________________________________________________ Minouk Lim “New Town Ghost” 2005 Video 10'28" Installazione Video (dimensioni variabili) Il video mostra una ragazza che si esibisce come batterista in cima a un camion. I capelli corti e lo sguardo indomito manifestano la sua aggressività. Gira per le strada di Yeongdeungpo, una zona di Seul che per oltre un secolo è stata un’importante area industriale, e che di recente è stata votata a diventare una “New Town” all’interno di un progetto di riqualificazione del Comune di Seul. Yeongdeungpo è un simbolo – non solo per Minouk Lim, ma per tutta una generazione di coreani. Lim trasforma la percezione dello spazio in una forma distopica di speranza, una credenza – a posteriori sarcastica – in un futuro migliore, una specie di resistenza al cambiamento. Nel corso del suo giro, la ragazza usa un megafono per leggere un testo sul nuovo centro commerciale, sui complessi residenziali e l’economia della ‘nuova città fantasma’. Nuovi fantasmi e nuove case per ospitarli… Adnan Uildiz (estratto dal catalogo della mostra “An Atlas of An Event”, Lisbona, 2007 http://www.soundmetak.com
14 03 2008 Mercoledì 19 marzo 2008: Isola Art Center presenta 3 lavori di Paola Di Bello Isola Art Center presenta 3 lavori di Paola Di Bello Tantrika Shop Spazio Espositivo Via Pollaiuolo 2, Milano, MM Garibaldi mercoledì 19 marzo 2008 ore 18.00 – 21.00 Framing the Community, 2006 Strip, via de Castillia e via Confalonieri, 2007 L'Isola-Che-Non-C'è, 2007 Tantrika Shop in via Pollaiolo 2 ospita per il tempo di una serata tre lavori recenti di Paola Di Bello, creati nel contesto della situazione conflittuale del quartiere Isola. Framing the Community consiste in una cinquantina di ritratti di famiglie dell’Isola realizzate all’interno della “Stecca degli Artigiani”, oggi distrutta, mentre Strip documenta la situazione dei giardini e della “Stecca” un anno fa. L'Isola-Che-Non-C'è è un progetto che rivendica l’accesso libero ai giardini di via Confalonieri per mamme e bambini. Il progetto fotografico di Paola Di Bello è una sorta di tassonomia eclettica delle aree del disagio urbano contemporaneo: dai quartieri operai italiani, come l’Isola, alle favelas di São Paulo, dai campi nomadi suburbani dei Rom alle zone squatters di Tokyo. E’ difficile isolare una sola immagine dalle campionature fotografiche che la raccolgono. Non perché i singoli elementi hanno un carattere seriale ma perché ogni volta sono determinati da un diverso insieme che ha una natura spaziale. Ogni insieme è come un quadro organizzato, coerente, frammentato in costellazioni variabili, in sezioni territoriali, in immagini differentemente componibili come in un puzzle perechiano o in una mappa borgesiana. In questo senso quella di Paola Di Bello è una sorta di geo-fotografia della città globale. Per anni Isola Art Center ha lavorato con il Forum Isola alla riconversione dell’edificio della “Stecca degli artigiani” in un Centro per l’arte e il quartiere. Isola Art Center è tutt’oggi un laboratorio che offre all'arte contemporanea una piattaforma di sperimentazione, lavorando in una logica interdisciplinare, internazionale e allo stesso tempo radicata nel tessuto sociale locale, con l’obiettivo ultimo di opporsi a decisioni politiche e urbanistiche negative per il quartiere. Ad aprile 2007 il Comune di Milano attraverso le Forze dell’Ordine e la multinazionale Hines hanno sgomberato Isola Art Center e tutti gli artigiani e le associazioni rimaste, dando poi inizio alla demolizione dell’edificio della “Stecca”. L’operazione è servita a consegnare il manufatto e i giardini nelle mani della multinazionale, che aspira a costruire edifici per un totale di 90 mila metri cubi. Il progetto è però contestato dalle associazioni del quartiere Isola, da alcuni ricorsi al TAR e dal progetto alternativo “Il Parco Possibile” approvato in Consiglio di Zona 9.Il forte radicamento nel territorio ha permesso ad Isola Art Center di sopravvivere allo sfratto della “Stecca” e di continuare le sue attività ospite di altri spazi del quartiere, come l’associazione culturale Punto Rosso, Sound Metak e Tantrika Shop. Si ringraziano Federico Bianchi Arte Contemporanea e Marco Scotini
10 03 2008 15.2. - 5.4.08: OUT (Office for urban Transformation) alla Galerie Erna Hecey, Bruxelles OUT (Office for urban Transformation) alla Galerie Erna Hecey, Bruxelles. OUT - Office for urban Transformation è lo studio che l’artista Bert Theis fonda a Milano nel 2002 come “servizio” collettivo a scala urbana". Comunicato stampa: Erna Hecey Gallery is pleased to present the exhibition Platforms and Aggregations by Luxembourg artist Bert Theis (°1952; lives and works in Milan and Luxembourg). Bert Theis constructed his system of artistic thoughts and actions entirely on the enquiry of the relationship between art and public space, between the “art object” as a personal proposal to the public space and the intervention of the public through their active participation in the making of the final sense of the work. In the meantime, Bert Theis’ proposal has always been specific – site specific and, in his words: “audience specific”, while a big picture of the position of public art in urban space has developed. While urban spaces are gradually privatised due to the introduction of both global capital and new technology, Bert Theis seeks to propose alternatives to balance out such a tendency and hence revitalise urban life itself. The exhibition Platforms and Aggregations will present an assembly of models, photographs and video of Bert Theis’ interventions, often adapting the form of platforms, in various public spaces and art institutions throughout the world. These platforms are painted white, expanding into public spaces, embracing the interventions of the public. They are tangible and physical, results of deliberately planned occupations of urban territories with strategies of minimalist and even immaterial transformations of the given conditions. They are discrete, firmly anti-spectacular. They provide, in turn, the best spaces for spectacular events ranging from meditation, games, dances, concerts to all kinds of everyday activities. However, these activities have never been planned and organised by the artist. Instead, they are improvised and realised by the public with passion and spontaneous inspirations. This is particularly remarkable because it incarnates perfectly the logic of self-organisation and self-governance: the most decisive element in the creation of sustainable urban societies which is at the very centre of Bert Theis’ artistic concept. Besides he likes to call his work philosophic. They are systematically informed by philosophic works and guide the audience to reflect “philosophically” on life. In addition Bert Theis presents his photomontages of the city, a place that is our essential Umwelt, but at the same time completely denaturalised. A different city is nevertheless possible. In these photomontages Bert Theis operates an ecologic deconstruction of metropolises like Paris, Milan and Münster. These cities are completely invaded by dense vegetation, except for skyscrapers, church steeples, monuments, etc. As such it seems that Bert Theis converts the modern metaphor of the urban jungle. Also included in this exhibition is the research institution OUT - Office for Urban Transformation, created by Bert Theis and his colleagues of the Isola (Art) Project Milan. The aim is to look for solutions of “sustainable urbanism”. They have come up with the notion of “Telecity” intending to substitute the conventional image of the city as a “concrete jungle” with an innovative and humane “digital jungle”. More significantly they put forward, alongside with new technologies and ecology, new administrational forms - new communities along with self-governance - in order to make the new urban life really relevant and hence sustainable. This is Bert Theis’ third solo exhibition at Erna Hecey Gallery. Bert Theis has realised some remarkable projects at the Venice Biennial, Venice, Italy (1995); Skulptur Projekte, Münster, Germany (1997); Manifesta 2, Casino Luxembourg, Luxembourg (1998); the Gwangju Biennial, Gwangju, Korea (2002); the 5th Shenzhen Public Art Exhibition, Shenzhen, China (2003); the 2nd Tirana Biennale, Tirana, Albania (2003); BOZAR, Brussels, Belgium (2005); MUDAM, Fondation Musée d’Art Moderne, Luxembourg (2006); Busan Biennial, Busan, Korea (2006); Domaine départemental de Chamarande, France (2006/2007), the 10th Istanbul Biennial, Istanbul, Turkey (2007) and MAMCO, Musée d’art moderne et contemporain, Geneva, Switzerland (2007). Per informazione:http://www.ernahecey.com/
28 01 2008 Venerdi 1 febbraio: Strada per strada. Evento speciale presso Associazione culturale Punto Rosso Isola Art Center www.isolartcenter.org info@isolartcenter.org info: 339.6057111 ospitato da Associazione culturale Punto Rosso Via Pepe 14, Milano, MM Garibaldi Venerdì 1 febbraio 2008 ore 19.00 – 22.00 STRADA PER STRADA Lavorando da anni nel quartiere Isola di Milano, in una situazione di conflitto prolungato tra abitanti, autorità politiche e operatori immobiliari che ha portato anche alla cancellazione dei suoi spazi, Isola Art Center continua a dare attenzione e visibilità a ricerche artistiche e teoriche che mettano in luce motivi di crisi e nuove possibilità del vivere urbano, ricominciando proprio dalle strade. Lo spazio della strada, dominato dal controllo, è paradossalmente quello in cui vi è ancora l’opportunità per forme di azione innovativa. Per inaugurare la stagione 2008 Isola Art Center propone un evento speciale con: - un incontro con l’artista cubano Carlos Garaicoa - la presentazione del numero 33 della rivista filosofica millepiani - la proiezione di “Street by Street” di Fani Zguro - Isola Rosta Project 1 sulle saracinesche di Punto Rosso, prorogato fino al 1 marzo 2008. > Carlos Garaicoa Incontro con l’artista cubano, intervengono i curatori Roberto Pinto e Marco Scotini. Si ringrazia NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, Milano. " La storia di un posto è scritta nelle sue strade. Non devi stare a leggere libri per venire a sapere cos'è successo là. Quindi la domanda principale che mi faccio è: come scopri una città?" Carlos Garaicoa è nato a L’Avana nel 1967. Vive e lavora a l’Avana e a Madrid.. La sua ricerca artistica si è concentrata sin dall’inizio sull’architettura e la città. L’artista è noto in campo internazionale per le sue partecipazioni alla Biennale di L’Avana, Cuba (V, VI e VII), alla Biennale di São Paulo, Brasile (XXIV e XXVI) e a Documenta XI (Kassel, 1997). Dall’inizio degli anni Novanta in poi le sue opere sono state spesso presentate al pubblico in importanti istituzioni: Centro Wilfredo Lam and Fundación Ludwig de Cuba, L’Avana; Institute of Contemporary Art, Boston; Kunsthalle, Vienna; Museo de Arte Reina Sofía, Madrid, e Vancouver Art Gallery, Canada. In Italia il suo lavoro è stato mostrato al Castello di Rivoli di Torino, alla Galleria Continua di San Gimignano, e nel 2005 alla Biennale di Venezia e a Isola Art Center, Milano. > millepiani 33 Per un’ecologia politica, contro l’economia del valore. Presentazione del nuovo numero della rivista, dedicato ad André Gorz con Tiziana Villani e Alessandro Rudelli. La crisi della sfera della soggettività contemporanea ci pone dinanzi un compito improrogabile, che deve considerare in tutta la sua ampiezza le condizioni di impoverimento e degrado cui soggiacciono le esistenze. Il predominio di un’ideologia volta a considerare l’uomo come una cosa atta unicamente a produrre ricchezza e ingannevoli sottolineature, che decantano il primato dell’uomo-impresa, la cui capacità di «autovalorizzazione» sarebbe unicamente spendibile nel circuito della produzione-merce-consumo, spiegano senza ambiguità la tristezza, la volgarità e la violenza che contrassegnano inequivocabilmente il nostro presente. Le trasformazioni tecnologiche, sociali ed economiche sono, come si è visto in diversi numeri di millepiani, «trasformazioni di senso», che richiedono non solo un’analisi critica, ma anche modalità di interpretazione e pratiche diverse da quelle imperanti. millepiani 33 contiene testi di André Gorz e interventi di Christian Bernard, Giacomo Bazzani, Davide Calenda, Saverio Caponi, Ubaldo Fadini, Luca Greco, Roberto Marchesini, Patrizia Mello, Luca Mori, Daniela Piana, Stefano Righetti, Felix Stadler, Simone Vertucci, Tiziana Villani. L’immagine in copertina è di Bert Theis. > Fani Zguro, “Street by Street”, video, 9 min, 2007 Il video, inedito in Italia, è stato girato nelle strade di Tirana. Con quest’opera l'artista albanese ha vinto la quattordicesima edizione del Premio Onufri, organizzato dalla Galleria Nazionale delle Arti di Tirana nel 2007 e curato da Ervin Hatibi e Rubens Shima. "Ritornando a Tirana quello che mi fa impressione da sempre è la differenza della mia città rispetto ai posti da dove arrivo... la prima cosa che ti colpisce è la luce fortissima. A Tirana ogni movimento funziona grazie ai riflessi di ognuno e laddove canta il muezzin, nello stesso tempo un campanile dà il meglio di sé...laddove i cani randagi si grattano non-stop, il turista può trovare un buon pranzo…" Fani Zguro vive e lavora tra Tirana e Milano. Nel 2007 i suoi lavori sono stati in mostra a Milano (Galleria Unorossodue, MiArt ), Modena ("Lo Schermo Ansioso", a cura di Matteo Chini e Bruno Muzzolini), Tirana (Galleria Nazionale delle Arti, Tirana Institute for Contemporary Art, 5th Tirana International Film Festival) e Pristina (Mulliqi International Prize, Kosovo). Nello stesso anno partecipa ad "Absolute Beginners" (Isola Art Center), una mostra che presentava anche i primissimi lavori di Jakup Ferri, Armand Lulaj e Anri Sala. E’ il direttore di Tirana Art Center, che presenterà il 16 Febbraio 2008 a Tirana "museo aero solar", un pallone ad energia solare creato e disegnato dagli abitanti con Tomas Saraceno, inizialmente realizzato da Isola Art Center nel quartiere Isola di Milano. > Isola Rosta Project 1 prorogato fino all’ 1 Marzo Marco Colombaioni, Dan Perjovschi, Andreas Siekmann, Marco Vaglieri Rosta era il nome dell’agenzia di telegrafia russa, che dal 1919 esponeva nelle sue vetrine manifesti prodotti ad hoc da artisti come Vladimir Majakowski e molti altri. Isola Rosta Project 1 propone disegni di grande formato sulle saracinesche di Punto Rosso. I disegni trattano delle vicende e dei rischi che il quartiere Isola e dei rischi che il quartiere Isola sta correndo con i progetti urbanistici che Saskia Sassen, in una recente intervista, ha riassunto così: “Troppo dislocamento, troppo potere che spinge i più deboli fuori”. ...and Isola goes Toscana Strong end weak end nella città che sale a cura di Pierluigi Tazzi Dryphoto Arte Contemporanea, via Pugliesi 23, Prato, 19 gennaio - 14 marzo 2008 Dopo aver partecipato con gli interventi di Luciana Andreani, Alberto Pesavento e Rafaela Trevisan alla tavola rotonda tenutasi in occasione di Gecekondu, evento conclusivo di Networking Toscana 2006-2007, il 18 gennaio al Cango di Firenze, Isola Art Center presenta il suo lavoro alla Dryphoto Arte Contemporanea di Prato. Nella città toscana saranno ospitati alcuni lavori video: Isola Nostra, 2007 di Mariette Schiltz presentato all’ultima Biennale di Istanbul, e la documentazione video dei due progetti dell’artista Stefano Boccalini, Stone Island, 2007 e Wild Island – Archivi 2.0.2002. Sarà inoltre presentato il sito web del Centro www.isolartcenter.org
28 01 2008 19 gennaio - 14 marzo: Isola Art Center alla Galleria Dryphoto arte contemporanea, Prato 19/20 gennaio 2008: STRONG END WEAK END NELLA CITTÀ CHE SALE, Prato, dal 19.1. al 14 3.2008 STRONG END WEAK END NELLA CITTÀ CHE SALE a cura di Pier Luigi Tazzi con l'organizzazione di DRYPHOTO arte contemporanea e il contributo della Regione Toscana e dell'Assessorato alla Cultura della Província di Prato. 19 gennaio 2008: 9,30: piazza Stazione, apertura 10,00 – 11,30: studi: Emanuele Becheri; Franco Menicagli 11,30 – 13,00: Auditorium del Centro per l’arte contemporanea L. Pecci: convegno Prato: una situazione? con Paola Giugni, Assessore alle Politiche culturali della Provincia di Prato; Marco Bazzini, direttore artistico del Centro per l’arte contemporanea L. Pecci; Pier Luigi Tazzi, curatore STRONG END WEAK END NELLA CITTÁ CHE SALE; Saretto Cincinelli; Alessandro Sarri; Lorenzo Giusti 14,30 – 17,30: laboratori: Laboratorio di arte urbana senza dimora fissa; Loris Cecchini 18,30: inaugurazioni: Galleria Enrico Fornello; Project Gentili; Dryphoto arte contemporanea 20,30: teatro e dintorni: Teatro Metastasio, Il Laboratorio di Prato (prima sessione) 20 gennaio 2008: 11,30 – 17,00: Auditorium del Centro per l’arte contemporanea L. Pecci: convegno Prato, una situazione con la partecipazione di: Irene Gorelli, Assessore alle Politiche sociali e giovanili e alle Politiche della pace della Provincia di Prato; Eleonora Maffei, Prefetto di Prato; Andrea Frattani, Assessore alla multiculturalità del Comune di Prato; Lina Iervasi, dirigente dell’ufficio immigrazione e vice Questore della Questura di Prato; Francesco Toccafondi, responsabile politiche dell’immigrazione CGIL di Prato; Gabriella Melighetti, segretario generale CISL di Prato; Annalisa Nocentini, segretario generale UIL di Prato; Lin Yexiang; Ye Huiming; Fatiha Rawdi; Zamira Canaj; Qamil Zejnati; Nicoleta Badiu; Noreen Arshad; Chantal Abi; Jean-Jacques Ilunga. 13,00 – 14,30: Centro per l’arte contemporanea L. Pecci, inaugurazione: spaziorazmataz 17,00: teatro e dintorni: Spazio K / Kinkaleri 18,00: studio Massimo Barzagli 19,00: laboratorio Officina Giovani Dryphoto arte contemporanea Via Pugliesi 23 - 59100 Prato Tel. - Fax +39 0574604939 Email info@dryphoto.it www.dryphoto.it ISOLA ART CENTER Inaugurazione sabato 19 gennaio ore 19, fino al 14 marzo 2008. Orario dal mercoledì al venerdì dalle ore 17 alle 19,30 e su appuntamento. Dryphoto arte contemporanea, via Pugliesi 23, Prato. Dryphoto arte contemporanea, attivo dal 1981, negli ultimi anni si è interessato sempre di più alle pratiche ed espressioni artistiche che guardano verso l'esterno, causano domande. Privilegia i progetti artistici che mettono in questione i meccanismi di produzione, la ricezione e/o la costruzione della cultura nella nostra società come pratica speculativa. Porta l'attenzione attraverso l'arte su particolari sviluppi nella società e privilegia chi con la propria pratica artistica mette in evidenza, fra i vari temi, i fallimenti delle promesse delle democrazie liberali. Per queste ragioni Dryphoto arte contemporanea ospita nei locali di via Pugliesi nr. 23 alcuni lavori di Isola Art Center sperando anche di poter così dare un contributo affinché il progetto possa continuare ad esistere. Nella prima sala dello spazio il video dell’Associazione Isola Art Center Isola nostra, 2007 presentato all’ultima Biennale di Istanbul, e nella seconda due video dell’artista Stefano Boccalini Stone Island, 2007 e Wild Island – Archivi 2.0., 2002. Isola nostra di Mariette Schiltz racconta la storia di Isola Art Center, delle persone e delle associazioni che attraverso diverse iniziative collettive hanno lavorato al progetto. In Stone Island, 2007 Stefano Boccalini continua il lavoro con gli abitanti del quartiere con una doppia narrazione quella delle persone intervistate e quella della ripresa che mostra lo spazio vissuto nel quartiere. Wild Island, 2002 mostra Stefano Boccalini e gli abitanti del quartiere che si sono uniti per ribadire la necessità di difendere degli spazi di aggregazione che sarebbero andati distrutti creando un orto giardino comunitario nei giardini adiacenti alla Ex Stecca degli Artigiani. “L'Associazione Isola dell'Arte si costituisce nel 2003 come risultato dei progetti di arte contemporanea iniziati all'Isola nel 2001. L'associazione viene creata da una trentina di artisti, critici, editori e direttori di musei. L'obiettivo è di lavorare con le associazioni di quartiere per la difesa degli spazi pubblici dell'Isola e per promuovere e realizzare un centro per l'arte nel secondo piano della Stecca degli artigiani. A questo scopo viene lanciata una petizione al comune di Milano, che raccoglie più di mille firme all'Isola, nel mondo dell'arte e della cultura a Milano, in Italia e nel mondo. La Stecca degli artigiani è una fabbrica dismessa di proprietà comunale situata tra i due giardini di Via Confalonieri, in parte affittata ad artigiani e associazioni ed in parte occupata da individui, artigiani ed associazioni. Dal 2003, l'Associazione Isola dell'Arte organizza mostre, conferenze e incontri al secondo piano della Stecca degli artigiani. La programmazione mira ad un livello di qualità internazionale: Il progetto della "Biennale di Cecenia", le mostre "Artchitecture of change", "Revolution is on hold", "The People`s Choice" o "Women shi gaibian" portano all'Isola artisti dai 5 continenti. Isola Art Center viene inaugurato in aprile 2005 dall'Assessore alla cultura della Provincia di Milano, Daniela Benelli. Nello stesso tempo si creano delle collaborazioni con docenti di università e accademie: Politecnico di Milano, accademia di Brera, Accademia Carrara di Bergamo, Nuova Accademia di Belle arti di Milano, Istituto Europeo di Design. Per alcune mostre il centro d'arte riceve finanziamenti dalla Provincia di Milano, mentre il sito www.isolartcenter.org viene creato grazie all'aiuto della American Center Foundation di New York. Per la sua programmazione il centro ospita in permanenza un certo numero di progetti culturali e sociali: Love Difference, legato alla Fondazione Pistoletto, Città dell'Arte, Osservatorio in Opera, che si occupa di opere d'arte distrutte, Stazione Isola, che sta preparando una guida del quartiere Isola, Sugoe, un laboratorio di giovani artisti e designer, OUT, l'ufficio per la trasformazione urbana formato da artisti, architetti, designer e altri studiosi, Millepiani, un gruppo di filosofi che edita la rivista dello stesso nome, Undo.net, il progetto italiano di arte contemporaneo più importante su internet, Forum Isola, l'espressione rappresentativa del quartiere Isola composto dall'Associazione Isola dell'Arte, Comitato "I Mille", e dall' Associazione Genitori "F. Confalonieri". Finora Isola Art Center ha organizzato 27 mostre con opere di più di 200 artisti italiani ed internazionali, 13 progetti speciali e 25 conferenze, documentati sul sito di Isola Art Center. Nell'aprile del 2007 Isola Art Center viene sgomberato dalla polizia con un pretesto e l'edificio comincia ad essere demolito, fino alla completa distruzione alla fine del 2007. Isola Art Center continua le sue attività nel quartiere Isola rinunciando per ora ad avere un suo spazio fisico, e utilizzando di volta in volta strade e altri luoghi del quartiere.” (Isola Art Center)
28 01 2008 Gecekondu. Spazi di azione, Cango, Firenze Networking Gecekondu 18 gennnaio 2008 Cango, Firenze via santa maria 25 ore 12>24 a cura di Giacomo Bazzani programma: ore 12>24: Gecekondu. Spazi di azione _exhibition con: Guerrilla Girls, Jens Haaning, Mario Rizzi, Social Impact, The Yes Men, Isola Art Center e gli artisti di Networking 2006-2007 12_Conferenza stampa 13>18: Rassegna video no-stop: autorganizzazione territoriale e micropratiche di azione contemporanee 18: Presentazione del libro: Coming Conflicts. Pratiche artistiche nei luoghi di conflitto manuale di Networking 2006/2007, a cura di Giacomo Bazzani Tavola rotonda con: Isola Art Center , Milano Francesca Manuelli, della comunità di base di Le Piagge Firenze, autrice di Le piagge. Storia di un quartiere senza storia. Marco Scotini , curatore indipendente, direttore del dipartimento di arti visive di NABA 19.30: Sfilata di abiti dei pronto moda cinesi di Prato 20: Corso professionale per lavavetri: ultima lezione e consegna diplomi 21: Concerto del coro Live Your Life 22>24: The Yes Men film rking La parola "Gecekondu" è un termine turco che letteralmente significa: "è successo di notte". Le sue radici affondano nella mitologia che narra che ogni abitante che fosse riuscito a tirar su quattro mura e un tetto nell'arco di una notte avrebbe avuto il pieno diritto ad abitare legittimamente e legalmente quella casa. Oggi il termine è venuto piuttosto ad indicare un modello urbanistico di crescita delle città in maniera spontanea ed autorganizzata. La fisionomia odierna delle città turche è dovuta in buona parte a questo tipo di modello insediativo fatto di un progressivo inurbamento della popolazione autorganizzatosi in maniera spontanea di fronte all'impossibilità delle politiche statali di risolvere il problema della casa e dell'espansione urbana. Ma tale modello di espansione non coincide necessariamente con processi di emarginazione sociale, ma contiene in sé anche connotazioni positive che riguardano la capacità di creare modelli di comunità innovativi, politiche pubbliche autorganizzate e nuove capacità e forme di azioni politiche collettive. Di fronte alla crisi delle forme tradizionali della rappresentazione e della rappresentanza quali sono le forme dell'azione sociale in grado di mantenere un forte legame con gli ambiti sociali 'emergenti'? Quali le strategie e i metodi capaci di incidere su di un ordine del discorso che promette uguali possibilità ma che poi concede sempre di meno? È possibile configurare un ambito dell'azione sociale in grado instaurare sistemi di relazione dai caratteri non-escludenti e aperti alla ridistribuzione del potere decisionale? Con Corso professionale per Lavavetri Gruppo 11 spine abita i semafori della città di Firenze con un corso teorico e pratico per diventare lavavetri professionali. Ambiti sociali gerarchicamente separati che trovano una nuova pragmatica percorribile, come nel progetto Postfordist reality realizzato con gli operai dell'azienda Piaggio di Pontedera attraverso una nuova mappatura delle forme del conflitto nella sfera del lavoro. Forme di conflitto contemporaneo che spesso includono l'idea di identità e la capacità di rappresentarsi in parametri riconoscibili ed accettabili: con Beauty center. Vuoi diventare cinese? Veronica Castiglioni, Mauro Moriconi, Virginia Panichi e Massimiliano Turco presentano una ricerca che riguarda il modo in cui gli adolescenti cinesi di Prato vedono o immaginano se stessi. Se la possibilità di immaginare forme di appartenenze e di identità nuove crea legami sociali inaspettati, questi si strutturano anche attraverso un nuovo modo di pensare la realtà urbana: con Proposte architettoniche per Firenze, Margherita Isola asporta dalle immagini stereotipate della città di Firenze i suoi monumenti più famosi. Kilroy, con il progetto Via Libero Lastrucci, dà forma e legittimità a chi non trova visibilità nello spazio pubblico contemporaneo. Via Libero Lastrucci, una via intitolata al fondatore dell'albergo dei poveri, è una strada inesistente a Firenze ma con la quale l'anagrafe fiorentina riempie il campo vuoto dell'indirizzo sui documenti di identità dei senza casa di Firenze. Kilroy, riproducendo una targa simile a quelle che denotano le strade di Firenze con l'indicazione di Via Libero Lastrucci, è andato ad installarla nei luoghi dove i senza casa realmente vivono in città. Una città fatta di relazioni in costruzione, come nel progetto-sfilata Confezione identità che mette in passerella gli abiti creati nei pronto moda cinesi di Prato oppure in La terza nave di Andrea Lunardi, Anna Galetta e Silvia Giannini, il racconto del quartiere Santo Spirito che ospita la mostra realizzato attraverso l'incontro-scambio tra un anziano artista che abita il quartiere e gli autori. Possibilità di abitare la città come quelle presentate con Hikmet il turco di Cemilè Kaptan o strategie per modificare le forme di relazione vigenti come nel progetto E55 // On The Situation of Sex Worker Along the E55 di Social Impact, indagine e manuale di autoaiuto realizzato con le lavoratrici del sesso sulla E55, l'arteria stradale dell'Europa centrale o con il progetto 110 ROMa, magazine rom per la città di Livorno. Queste, come le altre tra le oltre quaranta opere presenti in mostra descrivono forme e strategie di azione che, partendo da una determinata realtà territoriale, propongono strategie di intervento ad ampio raggio. La rassegna si conclude con la videoproiezione del film di The Yes Men, la storia-documento di come due artisti-attivisti newyorkesi sono riusciti a beffare "i più potenti criminali del mondo". con: Guerrilla Girls, Jens Haaning, Mario Rizzi, Social Impact, The Yes Men, Isola Art Center Anonymous Art Group, Luciana Andreani, Michele Aquila, Francesca Banchelli, Silvia Barattini, Simona Baronti, Gaia Bartolini, Filippo Basetti, Vanni Bassetti, Silvia Basso, Antonio Bencini Farina, Luca Benelli, Elena Bertoni, Laura Calligari, Hugo Camargo Ferreira, Sabina Caponi, Veronica Castiglioni, Francesca Catastini, Alessandro Cicerale, Chiara Cinelli, Giacomo Colozzo Vannucchi, Cristiano Coppi, Giuseppe De Grazia, Filippo Del Bubba, Sandro Del Pistoia, Martina Dinato, Stefania Donno, Federica Fabbriciani, Matilde Falini, Haakon Faste, Lucrezia Ferrari, Anna Galetta, Silvia Giannini, Claudia Giglio, Lek Gjeloshi, Silvia Grilli, Gruppo 11 spine, Chiara Guarducci, Barbara Guerrieri, Margherita Isola, Cemile Kaptan, Kilroy, Joela Laghi, Olson Lamaj, Andrea Lunardi, Manola Maiani, Manuela Mancioppi, Nicola Martini, Schejla Massellucci, Marco Mazzi, Massimiliano Meoni, Rachel Morellet, Elisabetta Mori, Mauro Moriconi, Silvia Noferi, Virginia Panichi, Laura Piazzi, Enrico Pieraccioli, Antonella Piga, Giusy Pirrotta, Alessandro Ratti, Duccio Ricciardelli, Erica Sagona, Pasquale Scalzi, Lapo Simeoni, Emanuele Spano, Luca Squarcialupi, Marco Strappato, Arianna Subri, Laura Tinti, Emanuele Tumminelli, Massimiliano Turco, Unlab, Giordano Vanacore... www.integrationandconflict.net Networking è promosso da: Provincia di Arezzo - Assessorato alle Politiche Giovanili Comune di Firenze - Assessorato alla Cultura Comune di Livorno - Assessorato alle Culture, Beni culturali e Spettacolo Comune di Monsummano Terme - Assessorato alla Cultura Comune di Pontedera - Assessorato alla Cultura Comune di Prato - Assessorato alla Cultura e Politiche giovanili Comune di Seravezza - Assessorato alla Cultura _____________________________________________________________________ Arte, integrazione, conflitto Lettera aperta a Gecekondu Non è la prima volta che siamo invitati a rendere conto dell’esperienza di Isola Art Center, soprattutto dopo gli avvenimenti che hanno portato alla chiusura del centro, e ancora una volta troviamo delle difficoltà nel raccontarci. Quando si tratta di riassumere una storia si finisce sempre con la sensazione di aver mancato quelli che sono i suoi caratteri essenziali. Preferiremmo quindi cercare, partendo dalla nostra esperienza, alcuni punti critici e strategici che ruotano intorno ai due concetti di integrazione e conflitto, e dunque di entrare nel problema della loro articolazione e compresenza negli stessi contesti e pratiche artistiche. Il problema di base, per una pratica artistica che voglia contribuire a determinare le condizioni per un conflitto, è quello di riuscire a evitare o cambiare l’ordine del discorso prestabilito e il suo linguaggio. Il tentativo di non essere assorbiti in una logica che richiede agli artisti di parlare e occuparsi esclusivamente di arte, e agli abitanti di limitarsi a semplici richieste e opposizioni formali, ha portato alla creazione di un unico luogo auto-organizzato da abitanti e artisti. Riunire ciò che viene abitualmente dato per separato, è per noi una forma di opposizione efficace all’integrazione vigente. Più che costituire un vero e proprio modello di pratica artistica che agisce all’interno di un territorio contestato, questa esperienza potrebbe essere un esempio da cui muovere per una ridefinizione dei rapporti tra arte e contesti di trasformazione o riqualificazione urbana, ma questa volta in opposizione diretta a quelle istituzioni politiche e culturali che solitamente sono le prime a supportare una presenza dell’arte in queste situazioni. Abbiamo dovuto tenere sempre ben presente che ad ogni pratica conflittuale, persino a quelle che partono dalle premesse più radicali, si presentano costantemente occasioni d’integrazione al sistema contro il quale vorrebbero agire e proprio sotto forma di apparenti risorse per il conflitto stesso. L’arte che si limita a presentare e rappresentare al pubblico dell’arte situazioni conflittuali o di resistenza, sembra sempre più integrarsi a quegli stessi modelli che vorrebbe rifiutare, rafforzandoli. Probabilmente invece, la scelta più radicale all’interno del nostro lavoro è data nella modalità elastica con la quale in tutti questi anni si è resa possibile la creazione e la fruizione delle opere. Decidere di lavorare per lungo tempo in uno spazio difficile senza peraltro disporre di stabili risorse economiche, significa per noi porsi radicalmente nella condizione di chi deve riuscire a conservare la sua specifica vitalità. Muoversi in uno spazio, fare in modo che resti un luogo aperto, avere un posto di cui prendersi cura attraverso il fare. L’uso di uno spazio può essere conflittuale quando è il risultato di un diverso impiego del tempo, ovvero là dove nasce una possibilità autentica di contrapporsi ai modelli esistenti. Periodicamente si cerca da più parti di mettere l’arte nella posizione di ciò che può creare qualcosa di nuovo o comunque di suggerirlo: espressioni e relazioni nuove. E nuove pratiche conflittuali. Bisognerà allora garantire anche le condizioni di base perchè questo avvenga, se non vorremo deludere le nostre stesse aspettative. Affidare all’arte la trasformazione conflittuale delle nostre condizioni sociali e di vita è assegnarle un compito eccessivo, ma è proprio questa sproporzione a rendere la posta in gioco una volta ancora interessante. Isola Art Center, 18.01.2008
15 12 2007 23 ottobre 2007: Il Consiglio di Stato conferma la decisione del TAR Lombardia Il Consiglio di Stato conferma la decisione del TAR Lombardia di fermare la costruzione di un edificio di 14 piani ad uso uffici, parcheggi, e area commerciale e di una strada sui giardini dell’Isola. Il 19 febbraio 2008 il Consiglio di Stato dovrà decidere se confermare le sentenze del TAR che hanno annullato sia la delibera del Consiglio Comunale che il permesso di costruire.
17 10 2007 Lunedi 29 ottobre 2007, 18.30-22.00 presso l’Associazione Culturale Punto Rosso, Isola Rosta Project1 Isola Art Center www.isolartcenter.org info@isolartcenter.org info: 339.6057111 Lunedì 29 ottobre 2007, 18.30-22.00, presso l’Associazione Culturale Punto Rosso Via Pepe 14, angolo Via Carmagnola , MM2 Garibaldi (Isola) Dopo quattro anni di attività al secondo piano de La Stecca degli Artigiani, dove artisti, curatori, filosofi e associazioni dell’Isola hanno lavorato per creare un centro per l’arte e il quartiere, Isola Art Center cambia sede. In seguito alla quasi completa distruzione della Stecca e alla conseguente perdita degli spazi espositivi e sociali, Isola Art Center continua la propria mobilitazione direttamente negli spazi del quartiere, che diventa luogo di lavoro e di esposizione. La programmazione ricomincia con un doppio evento ospitato dall’associazione culturale Punto Rosso, che mette a disposizione le sue saracinesche come spazio espositivo e la sala conferenze per la proiezione del video-documentario “Isola Nostra”. Se il video ripercorre una storia recente che farebbe comodo ignorare o rendere invisibile, Isola Rosta project 1 è l’evento che apre a saracinesche chiuse, un segno di protesta contro una politica della cancellazione dei luoghi, ma anche contro il tentativo di occultare un progetto artistico e sociale nato e cresciuto dalle esigenze e dai saperi messi in campo in un piccolo quartiere, ma con lo sguardo rivolto al mondo. Isola Art Center e il Forum Isola presentano: Isola Nostra Un video di Mariette Schiltz, 2007, 60’ In anteprima italiana verrà proiettato il video sull’Isola in mostra alla Biennale di Istanbul 2007. Il film racconta gli ultimi 6 anni di storia e di lotta del quartiere, ed è diviso in sei capitoli: Il quartiere, il suo spazio pubblico della Stecca e dei giardini, i progetti urbanistici calati dall’alto, la reazione delle associazioni del quartiere Isola, l’arte contemporanea in questo processo, il conflitto tra Comune, immobiliaristi e quartiere, e per finire gli ultimi avvenimenti di quest’estate. Il film prende chiaramente posizione in favore delle rivendicazioni degli abitanti e riunisce per la prima volta molto materiale documentario inedito. A partire da martedi 30 ottobre, il video sara' visibile in maniera permanente su UnDo.Net a questo indirizzo: http://undo.net/eventinvideo/63 Isola Rosta Project 1 ottobre-dicembre 2007 Marco Colombaioni, Dan Perjovschi, Andreas Siekmann, Marco Vaglieri (out) Rosta era il nome dell’agenzia di telegrafia russa, che dal 1919 esponeva nelle sue vetrine manifesti prodotti ad hoc da artisti come Vladimir Majakowski e molti altri. Isola Rosta Project 1 propone disegni di grande formato sulle saracinesche dei locali di Punto Rosso, prodotti da artisti italiani e internazionali. Il disegno profetico sulla distruzione della Stecca degli artigiani di Marco Colombaioni è stato esposto per la prima volta a marzo 2005 nell’ufficio out. Marco Vaglieri in un disegno fatto sempre per l’ufficio out nel 2005 anticipava a sua volta una situazione verificatasi nel 2007, quando sono stati presentati i progetti di due torri da costruire sui giardini dell’Isola. Una serie di disegni dell’artista di Bucarest Dan Perjovschi erano stati riportati sulla parete della caffetteria di Isola Art Center nel 2005 da Adrian Paci per la mostra “Revolution is on hold”, da lui curata. Questi disegni sono stati distrutti –insieme ad altre opere- quando la ditta di costruzione incaricata dalla multinazionale Hines ha demolito senza dare spiegazioni le pareti interne della Stecca. Dan Perjovschi, che dopo una personale al MOMA di New York è anche uno degli artisti invitati alla Biennale di Venezia di quest’anno, presenta per Isola Rosta Project 1 nuovi disegni inediti che commentano gli ultimi avvenimenti all’Isola. Andreas Siekmann, che è l’unico artista che quest’anno era presente sia a Documenta 12 che a Skulptur.Projects in Münster, presenta due immagini grafiche riguardanti la gentrification dei quartieri popolari, che vengono trasformati in quartieri per ceti sociali alti. È questo il rischio che corre l’Isola con i nuovi progetti urbanistici, che l’importante sociologa Saskia Sassen in una recente intervista ha commentato così: “Troppo dislocamento, troppo potere che spinge i più deboli fuori”.
04 09 2007 Il TAR Lombardia ha accolto il ricorso dei cittadini dell'Isola. Con sentenze in data 24 Luglio 2007 il TAR Lombardia ha accolto i ricorsi dei cittadini del quartiere Isola ed ha annullato: - la delibera del Consiglio comunale del 19-10-2004 - il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Milano nell' Ottobre 2006. Le sentenze riguardano il Piano Integrato di Recupero Isola-De Castillia relativo alla costruzione di un edificio ad uso uffici di 14 piani, un' area commerciale al piano terra, 4 piani fuori terra e 3 piani entro terra ad uso parcheggi. L'area interessata e' confinante con i giardini di Via Confalonieri.
07 07 2007 Isola Art Center ospitato a Scandicci: Storytellers dal 10-14 luglio Storytellers Parco e Castello dell’Acciaiolo, Scandicci 10-14 luglio ‘07 opening h. 21.00-24.00 francesco carone benny chirco ofri cnaani isola art center deborah ligorio sara rossi antonio rovaldi italo zuffi a cura di pietro gaglianò Il titolo della mostra è la traduzione letterale di cantastorie, un termine in cui coincidono il ruolo del narratore e quello del viaggiatore, personaggi entrambi mobili, legati al mito arcaico della genesi del mondo sociale: oggi gli artisti sono i lettori sottili delle nuove realtà geopolitiche. L’evocazione dunque è diretta alla capacità narrativa che è insita negli strumenti dell'espressione contemporanea: una dimensione che non desidera la complicità del pubblico, né cerca di intrattenerlo; l’arte tesaurizza un accumulo virtuoso di valori, sottratti dall'esperienza volatile, e li restituisce, raccontando così la realtà. La mostra raduna artisti il cui lavoro si percepisce come una storia, raccontata con diversi linguaggi che spaziano dal piglio documentario alla fantasia onirica. In particolare vengono proposte opere legate a esperienze di viaggio e di esplorazione, dove la lontananza (nello spazio e nel tempo) diventa un fattore di arricchimento della realtà. info: Scandicci Cultura tel. 055751853 – 055757348 – www.scandiccicultura.it http://www.myspace.com/storytellers_exhibition
27 05 2007 Isola Art Center alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene d'Alba, dal 26.05 fino a settembre Progetto Residenza per Giovani Curatori Sabato 26 maggio 2007 "La legge è relativa per tutti" a cura di Anna Colin e Elena Sorokina Palazzo Re Rebaudengo, Guarene d’Alba (CN) Aperto tutte le domeniche dalle ore 14.00 alle 19.00 fino al 29 luglio 2007 mostra prolungata fino a settembre
02 05 2007 Dal 28 maggio al 6 luglio: Isola Art Center ospitato da AssabOne Mostra prorogata fino a venerdi 6 luglio! Isola Art Center ospitato da AssabOne www.isolartcenter.org / www.assab-one.org info@isolartcenter.org tel/ +39 6057111 / +39 3336753542 tel +39 02 2828546 via Assab, 1 20132 Milano “Made In” New Works, Plamen Dejanoff Body-Without-Organs, Daniela Kostova a cura di Katia Anguelova inaugurazione – 28 maggio 2007 a partire dalle ore 19 28 maggio – 28 giugno 2007 presso Assab One (piano terra) Via Assab, 1 20132 Milano (dal martedì a venerdì dalle 15 alle 19 e su appuntamento) Isola Art Center sta perdendo gli spazi dove lavora dal 2003, senza disporre di un proprio spazio adeguato dove continuare la propria attività. Isola Art Center è quindi temporaneamente ospitata da Assab One. Isola Art Center è un laboratorio che offre all'arte contemporanea una piattaforma di sperimentazione in una logica interdisciplinare ed internazionale, radicata nel territorio locale e sociale. Lo spazio di Isola Art Center ospitava opere di artisti internazionali come Marjetica Potrc, Tania Brughiera, Seamus Farrell e di artisti italiani come Michelangelo Pistoletto, Stefano Arienti, Luca Pancrazzi, Massimo Bartolini, Gabriele Di Matteo, Vedovamazzei, Loris Cecchini e Bernardo Giorni inserite nell'architettura dell’edificio della Stecca degli artigiani. Per questo appuntamento Katia Anguelova ha invitato a lavorare Daniela Kostova e Plamen Dejanoff, residenti rispettivamente a Troy, NY, USA e Vienna. I due artisti condividono la realizzazione di due progetti che seppur diversi, hanno un comune punto di partenza, la Bulgaria, il loro paese d’origine. Il progetto di Plamen Dejanoff (1970, Sofia, Bulgaria, vive fra Vienna e Berlino) nasce dalla relazione fra arte, cultura ed economia, temi che l’artista indaga da anni. Con Planets of Comparison Plamen Dejanoff continua ad esplorare le relazioni fra il sistema dell’arte e quello dell’economia, vestendo contemporaneamente i panni dell’artista, architetto, designer, manager e collezionista. Negli anni 90 Plamen Dejanoff acquista sette case in una città nel centro della Bulgaria (Veliko Tarnovo) affinché vengano ristrutturate in collaborazione con una seria di studi di architettura (Kühn/Malvezzi, Vienna, Berlin, Grüntuch & Ernst Berlin, Gruppo A12 Milano, Cocktail Lyon) ed in seguito utilizzati da istituzioni, gallerie, musei, accademie per attività culturali. Il progetto cominciato con MUMOK, Museum of Modern Art Ludwig Foundation di Vienna, dove è stata esposta nella primavera del 2006 una scultura in bronzo, modello di una delle case, realizzata da Dejanoff con gli architetti austriaci Wiederin/Konzett. Per il suo intervento milanese Plamen Dejanoff ha scelto di illustrare le prime fasi del progetto sulla seconda casa a Veliko Tarnovo in cui lavora insieme agli architetti viennesi Erich Hubmann & Andreas Vass, presentando una serie di disegni, maquette, così come una light glass installation con il marchio “dejanoff”, costruita dai artigiani bulgari e prodotta “made in Bulgaria”, parte del progetto New Works realizzati e pensati per il suo intervento all’Isola Art Center. Con questo progetto allo stesso tempo ludico ed economicamente rilevante, l’artista trasforma l'esperienza esistenziale in una sorta di joint venture tipica dell'economia reale, tra arte e impresa. Daniela Kostova (1972, Sofia, Bulgaria. Vive e lavora a Troy, NY, USA), invece, parte dal suo video-documentario Body-without-organs, utilizzandolo come materiale grezzo la sua istallazione pensata inizialmente per gli spazi di Isola Art Center e composta da una serie di attraversamenti di “ambienti sociali”. Il passaggio attraverso l’istallazione invita gli spettatori a riflettere su emigrazione e viaggio utilizzando la musica come punto di integrazione. Il nome del lavoro prende in prestito il concetto di “corpo senza organi” da Gilles Deleuze. Si tratta di pensare il corpo senza ridurlo ad una forma organica, non un corpo privato dagli organi, ma piuttosto un corpo in via di differenziazione. Il corpo senza organi è dunque la vita in-organica, dunque una potenza d’individualizzazione non ancora divenuta organismo. Il momento espositivo diventa una situazione di dialogo culturale e di confronto tra luoghi geografici diversi, ma affini. Ispirata alla musica ethno-mesh e alla gypsy-punk della scena musicale new- yorkese, l’istallazione racconta il Bar Bulgaro di New York attraverso gli occhi dei recenti emigranti. Il Bar Bulgaro non è un “centro culturale”, come è ironicamente definito all’entrata, ma piuttosto un immaginario culturale e una zona di convergenza di tendenze opposte: da una parte la rappresentazione istituzionale dell’idea di identità con il Centro Culturale Nazionale e dall’altra parte l’essenza del sentimento nomade espresso attraverso la musica gipsy-punk. Danzare nel Bulgarian Bar comporta un superamento della usuale funzionalità del corpo, la cui organicità è superata da nuovi possibili significati forniti dalla fusione orgasmica con la musica. L’esperienza nel Bulgarian Bar diventa così una metafora antropologica che mostra come la cultura sia plurale. Una ricerca di se stessi nella comunità umana dove i valori sono conseguenza dell’avventura collettiva (non a caso dj Boro dice a proposito della musica gipsy “l’idea gypsy lavora molto bene, perché loro non hanno uno stato, sono permanentemente nomadi”). In breve, il party e l’incontro dipendono dalla gente e dalle loro capacità di dimenticare se stessi. Si ringraziano per l’ospitalità Elena Quarestani e Assab One La mostra è realizzata grazie a: European Cultural Foundation con il patrocinio e il contributo di: Provincia di Milano ____________________________________________________________________________ Save Isola Art Center! - Non chiudete Isola Art Center! - Save Isola Art Center!
07 04 2007 Lunedi 16 aprile inaugura la mostra situazionIsola. A new Urbanism Isola Art Center Ingresso nuovo: via Confalonieri 10A (II piano), Milano situazionIsola. A New Urbanism a cura di Marco Biraghi, Maurizio Bortolotti, Bert Theis con il contributo di NABA e Forum Isola e il Patroncinio della Provincia di Milano Evento speciale Sabato 14 aprile 2007, 11.00-18.00, Giardini di via Confalonieri, Isola Tomas Saraceno: Think global, act local! (progetto a cura di Maurizio Bortolotti), per la creazione del primo museo volante: Museo Aerosolar. Costruzione di una Mongolfiera a energia solare con gli abitanti dell’Isola e test di volo. L’artista e architetto argentino Tomas Saraceno ha sviluppato il progetto durante una residenza prolungata nel quartiere in stretto contatto con gli abitanti e i giovani artisti di Isola Art Center. Centinaia di persone hanno raccolto migliaia di sacchetti di plastica nei punti di raccolta dei condomini e nella scuola per creare un’opera collettiva. Il progetto è stato attivato su scala globale con la collaborazione di altre istituzioni. La raccolta dei sacchetti è avvenuta anche a: Sharjah Biennial 8, United Arab Emirates, La Casa del Encuentro cerca a el Museo de Antioquia, Medellín, Colombia, Flugzeug Hanger, Flugplatz am Burghof 55 Bonamese/Kalbach- Germany. Collettivo 3.2.1.: Laboratorio di costruzione di mongolfiere di carta per i bambini dell’Isola e aeroazione. Si tratta della seconda puntata dopo il successo dell’evento del 24 marzo. Il progetto del collettivo 3.2.1. è legato al progetto di Tomas Saraceno e ha permesso anche il coinvolgimento dei bambini del quartiere, un aspetto fondamentale per la costruzione del Centro per l’Arte e il Quartiere nei giardini dell’Isola-Q’ART, il laboratorio attivato dal Forum Isola. Inaugurazione mostra Lunedi 16 aprile 2007, 18.00-21.00, Isola Art Center Orario mostra: dal 16 aprile – 15 maggio 2007 Giovedì e sabato dalle 16.00 alle 19.00 e su appuntamento Tomas Saraceno, Argentina, FlyingCity, Corea (progetto a cura di Marco Scotini), Paola Di Bello, King’s (Daniele Inamorato e Federica Perazzoli), Marco Colombaioni e Bert Theis, Steve Piccolo con Xabier Iriondo, Donata Clovis e Manuel Scano, Luciana Andreani, Christophe Bouvet, Brice Dellastrada e Giovanni Giaretta, Mara Ferreri, Alek O., Alice Pintus, Luca Pozzi, Anja Puntari, Collettivo 3.2.1, Love Difference, Osservatorio inOpera, ufficio out, Forum Isola, Corso di Design della Nuova Accademia di Belli Arti in collaborazione con l’Associazione Genitori F. Confalonieri (“Piedibus”) Il progetto espositivo nasce dall’interesse di capire il valore culturale e sociale di un’esperienza come quella di Isola Art Center alla Stecca degli Artigiani, situata nel quartiere Isola a Milano, ma anche dalla volontà degli abitanti e di alcuni artisti di produrre un centro di aggregazione all’interno di un quartiere costituito da un tessuto sociale abbastanza unitario. Per cercare di comprendere il tipo di esperienza si è ritenuto opportuno rileggerla come fenomeno di rilevanza culturale e sociale alla luce delle idee dell’Internazionale Situazionista degli anni Sessanta, che a Milano ha avuto una sezione particolarmente attiva. La domanda di partenza è quali idee situazioniste sopravvivono ancora oggi e quante di esse soddisfano ancora le esigenze della vita contemporanea. E di conseguenza, quanto un’esperienza come quella dell’ Isola Art Center costituisca oggi una forma di “nuova urbanizzazione” (da cui il sottotitolo della mostra: “A New Urbanism”), fondata su un modo diverso di pensare lo spazio urbano e i legami sociali che nascono al suo interno, alternativo a quello della pura progettazione urbanistica. Per sviluppare il progetto a Isola Art Center alla luce delle idee situazioniste, situazionIsola si articolerà in tre parti, tra loro strettamente intrecciate. - Una parte più storica con riferimento alle idee situazioniste e l’allestimento di loro materiali, in particolare scritte allestite in modo diverso che riassumono le idee situazioniste, che vorremmo indicare in questa mostra come concetti-azione, sviluppati dal gruppo d’avanguardia internazionale. - Una parte che verte sui progetti realizzati da Isola Art Center con le istituzioni e gli abitanti del quartiere e che in qualche modo raccolgono l’eredità situazionista nelle modalità di attuazione e di sperimentazione nelle quali sono stati attuati. - Una parte dedicata agli artisti contemporanei, con la partecipazione di Flying City (plastici del quartiere trasformato, realizzati dopo un’indagine tra gli abitanti dell’Isola) invitati da Marco Scotini e il progetto speciale “Think global, act local” dell’artista e architetto argentino Tomas Saraceno. L’organizzazione dei progetti à stata curata da Ana Huedo, Alberto Pesavento e Mariette Schiltz. Per sottolineare l’attualità del movimento situazionista, la mostra prova a verificare quanto le loro idee siano passate nei comportamenti e nelle modalità con le quali le persone vivono oggi la città. La possibilità di connettere tra loro parti di città trascurate dalle funzioni quotidiane che in essa si svolgono diventa un punto interessante per individuare forme di aggregazione spontanee tra gli abitanti offrendoci una diversa lettura dello spazio urbano. I progetti saranno realizzati sia all’interno dell’Isola Art Center, sia nei giardini antistanti, ovvero proprio in quegli spazi pubblici che oggi sono a rischio a causa dei piani urbanistici di trasformazione dell’area. E’ in corso la pubblicazione dell’intero progetto. I curatori: Marco Biraghi insegna storia dell’architettura contemporanea presso la Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano. Collabora con diverse riviste di architettura e fa parte del comitato di redazione di "Casabella". Ha scritto e curato numerosi libri riguardanti la cultura e la critica architettonica del XX secolo. Ha tenuto conferenze alla Columbia University e alla Cooper Union di New York, alla Faculty of Fine Arts di Toronto e al Berlage Institute di Rotterdam. Maurizio Bortolotti è critico d'arte e curatore. È collaboratore della rivista internazionale di arte e architettura Domus e redattore della rivista elettronica dell'Università di Leeds Seconds. Curatore di Art Experience per Domus Academy. Ha recentemente curato i seguenti progetti: "No Vitrines, No Artists, No Museums: Just a Lot of People", con Rirkrit Tiravanija, Pierre Huyghe, Philippe Parreno (2004); "Modelmania", con Olafur Eliasson (2005), Venice; Con Marco Scotini "The Utopian Display Platform" 2003-2006, Milan; "Yona Friedman. Un Progetto per il MART", 2006, Mart, Rovereto. Attualmente sta lavorando su progetti a Istanbul, Venezia, Lussemburgo e Birmingham. Bert Theis. Nato a Lussemburgo, si è trasferito a Milano nel 1992. L’artista è all’origine dei progetti di arte contemporanea all’Isola dove lavora dal 2001 come artista e subcurator. Nel 2002 ha creato l’ufficio out (Office for Urban Transformation) con sede a Milano e Mexico DF. Ha partecipato ad eventi d’arte internazionali come la Biennale di Venezia 1995, Sculpture. Projects in Münster 1997, Arte all’Arte 1998, Manifesta 1998, Biennale di Gwangju 2002, Biennale di Tirana 2003, Biennale di Busan 2006. __________________________________________________________________________ Save Isola Art Center! - Non chiudete Isola Art Center! - Save Isola Art Center!
02 05 2007 11,12 e 13 maggio: Incontemporanea/Numero Uno alla Triennale di Milano InCONTEMPORANEA/Numero Uno evento promosso dalla Provincia di Milano Triennale di Milano, viale Alemagna 6, Milano 11 – 12 – 13 maggio 2007 dalle 10.30 all’ultimo evento in programmazione, con ingresso libero Venerdì 11 maggio 2007 apre al pubblico, presso la Triennale di Milano, Numero Uno, una manifestazione promossa dalla Provincia di Milano che fa parte del progetto InCONTEMPORANEA la rete dell’arte. L’appuntamento, giunto alla seconda edizione (il precedente Numero Zero ha avuto luogo dal 22 marzo al 2 aprile 2006), si svolgerà durante i giorni 11, 12 e 13 maggio e verrà ospitato alla Triennale di Milano, viale Alemagna 6. La tre giorni è dedicata in particolare alle Associazioni no profit di Milano che si occupano di arte, di ricerca e di sperimentazione nel campo della cultura visiva contemporanea. Negli spazi destinati a Numero Uno le quindici associazioni presenti – aMAZElab, artandgallery, Assab One, Atelier Spazio Xpò, C/O careof, esterni (Aprile), FreeUndo, Isola Art Center, Museo Teo, Neon, O’Artoteca, Reporting System, Viafarini, Wurmkos, Xing – su progetto di Gabi Scardi, potranno illustrare il proprio lavoro, proponendo progetti, opere ed installazioni di artisti selezionati accanto ad un fitto calendario di eventi, come concerti, performances e convegni che ruoteranno attorno al tema della città sostenibile. In occasione di questi tre giorni la Triennale si trasformerà in uno spazio al plurale: il progetto intende, al contempo, far emergere l'energia da questi spazi culturali e metterne a confronto caratteri, metodi, obiettivi per evidenziarne la complementarietà. Milano e il suo hinterland sono sede di un’ampia rete di realtà associative indipendenti, presenti e attive da anni sul territorio con il ruolo di fucine di ricerca e di produzione di attività culturali. Estremamente attente ai contenuti, ai linguaggi, alle problematiche dell’arte del nostro tempo, queste realtà fungono spesso da bacino di raccolta di nuove idee, nuove tendenze, nuove modalità espressive dal quale istituzioni e gallerie stesse attingono ampiamente. Alcune di queste Associazioni sono dotate di un proprio spazio espositivo, altre prescindono dall’esistenza di una sede fisica. Animate secondo principi di totale autonomia e mosse da orientamenti, obiettivi e metodi di lavoro diversi, tutte si muovono nel segno di una stretta relazione con il territorio, con proposte di alto livello qualitativo e un orizzonte di ricerca internazionale, contribuendo a vivacizzare il panorama culturale del milanese. Le iniziative di questo tipo di Associazioni sono costitutive per lo sviluppo dell’ambiente dell’arte italiano: si va dalla creazione e gestione di archivi, banche dati e sportelli informativi, all’organizzazione di workshop e residenze, dai progetti speciali e territoriali, alle relazioni con istituzioni di altri paesi per momenti di aggiornamento e alle proposte culturali rivolte al pubblico. L’iniziativa vuole essere un segnale di responsabilità culturale e di continuità rispetto all’attenzione nei confronti delle Associazioni che la Provincia ha manifestato sinora, sottolineando attraverso questo progetto l’importanza di un rapporto sinergico con la vita culturale del territorio. Informazioni al pubblico: tel. 02 77406341 www.incontemporanea.it; www.provincia.milano.it/cultura
20 03 2007 24 marzo e 14 aprile nei giardini di via Confalonieri: Collettivo 3.2.1: AeroAzione “SituazionIsola” Sabato 24 marzo e 14 aprile dalle 11.00 alle 17.00 nei giardini di via Confalonieri Il Forum Isola presenta: Collettivo 3.2.1: AeroAzione “SituazionIsola” Prima puntata del laboratorio di costruzione di mongolfiere e AeroAzione per i bambini dell’Isola con Alice Rosa, Francesca Riva, Laura Piazzola. Il laboratorio è legato al progetto dell’architetto e artista argentino Tomas Saraceno, "Think global act local” , che consiste nella costruzione di una mongolfiera solare di grandi dimensioni con gli abitanti dell’Isola. Il progetto sarà presentato al pubblico -insieme a una videoproiezione di mongolfiere realizzate in Brasile- a metà aprile da Isola Art Center e Forum Isola.
20 03 2007 “Dieci anni di arte contemporanea in Albania - alcuni racconti” Nonostante una situazione difficile Isola Art Center continua serenamente la sua programmazione: La mostra “Absolute Beginners” con gli artisti albanesi Jakub Ferri, Armand Lulaj, Anri Sala, Fani Zguro prosegue fino al 5 aprile. Orario: giovedì e sabato dalle 16.00 alle 19.00 e su appuntamento Giovedì 22 marzo ore 18.30, incontro: “Dieci anni di arte contemporanea in Albania - alcuni racconti” con il contributo di Edi Muka, curatore e ideatore della Biennale di Tirana Roberto Pinto, co-curatore della terza Biennale di Tirana Stefano Romano, artista, ideatore del progetto “Insurgent Spaces” a Tirana e ex-insegnante dell’Accademia di Belle Arti di Tirana Bert Theis, artista, partecipante alla seconda Biennale di Tirana
17 03 2007 Una Stecca diversa e necessaria Una Stecca diversa e necessaria 1. Diciamo no allo sgombero di artigiani, associazioni e del centro per l’arte presenti all’interno della Stecca degli artigiani. Chiediamo l’allontanamento degli elementi criminosi con interventi delle Forze dell’Ordine che non mettano in pericolo gli abitanti dell’Isola. Chiediamo la chiusura temporanea degli spazi non utilizzati da associazioni qualificanti e di pubblica utilità o da artigiani. 2. Chiediamo che l’area dei due giardini e della Stecca, di proprietà del Comune di Milano, rimanga pubblica, e che i progetti edilizi degli operatori privati siano realizzati dove insistono i loro diritti di volumetria o verso il Garibaldi-Repubblica, senza effettuare lo scambio di aree tra proprietà pubblica e privata. 3. Ci proponiamo di realizzare un Laboratorio per l’Arte e per il Quartiere in una Stecca diversa, ristrutturata e sicura, e nei giardini di via Confalonieri bonificati: Q’ART sarà un luogo di quartiere e d’arte, un luogo da vivere e non solo da visitare, un progetto già in fase di realizzazione con le attività di Isola Art Center e del Forum Isola. Un innovativo uso dello spazio pubblico che prevede la compresenza di più attività, dalla ricerca artistica allo sport, e una inedita formula di aggregazione di tutte le componenti sociali del quartiere, dagli adolescenti fino agli anziani. 4. Il Comune non è il solo e unico proprietario della Stecca. Uno degli artigiani, che dal 1984 dispone come proprio di tutto il secondo piano in modo pacifico e mai contestato dal Comune, ha citato in giudizio quest’ultimo affinchè gli venga riconosciuto il diritto di proprietà da lui usucapito in ragione dei 23 anni passati da quando iniziò ad occupare quei locali. Forum Isola Comitato I Mille Associazione Genitori F. Confalonieri Associazione Isola dell’Arte
19 02 2007 Lettera aperta all'assessore Masseroli FORUM ISOLA Coordinamento di: Associazione “Isola dell’Arte”, Comitato “I Mille”, Associazione Genitori “F. Confalonieri” LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE MASSEROLI Abbiamo letto l’intervista pubblicata oggi su Repubblica. Abbiamo avuto più volte occasione di precisare, sia per iscritto sia verbalmente e a lei personalmente, che il progetto modificato Isola-De Castillia non è condiviso né dal Forum né dalla maggior parte dei cittadini che abitano all’Isola. VERDE. Come si può affermare che al progetto sono state fatte una serie di modifiche ascoltando i cittadini? Non è vero. Da anni chiediamo, supportati da migliaia di firme di residenti e di commercianti, che non sia sacrificata l’unica area verde di prossimità costituita dai giardini di via Confalonieri. E’ noto a tutti, da anni, che il quartiere Isola è carente di spazi verdi. Il discorso è semplice: se sull’unica area verde saranno realizzati 9 edifici tra cui un grattacielo di 28/30 piani ed arriveranno centinaia di nuovi residenti, se il verde è già insufficiente ora, come si può affermare che il nuovo progetto aumenterà il verde?. II Campus - non è un parco perché all’interno vi saranno alcuni edifici - è al di là di via De Castillia e non sarà nemmeno sufficiente a coprire lo standard, cioè aree verdi e servizi per il milione di metri cubi che saranno costruiti attorno (palazzo della regione, del Comune, Città della Moda, superfici per commercio e residenza.) Quindi non può certo essere definito verde di prossimità del quartiere Isola perché il Campus sarà destinato soprattutto ai nuovi insediamenti, all’utilizzo di chi li fruirà e a tutte quelle persone che vi transiteranno provenendo dai terminali delle linee di trasporto (passante, ferrovia, metropolitana). La carenza di standard è ampiamente descritta nei cinque ricorsi che i cittadini hanno presentato al TAR e che non sono ancora stati discussi. STECCA DEGLI ARTIGIANI: Lei afferma che è stato deciso di eliminarla perché non è più sotto controllo. Ricordiamo che da più di quarant’anni è di proprietà del Comune ed è stata abbandonata sempre più a sé stessa. Come recentemente scritto sui giornali, vi sono ben 134 luoghi a Milano non più sotto controllo. Cosa fa l’Amministrazione Comunale? Li elimina tutti?. Non ci pare proprio che possa essere questa la soluzione. Perché non metterla in sicurezza fino a che non sarà stabilita serenamente la sua riqualificazione? Il quartiere Isola non può venir definito luogo della paura. Non lo accettiamo. La droga a Milano è ovunque e non è certo abbattendo la Stecca che si elimina la droga, ma presidiando il territorio, come da mesi chiediamo. Lei sa, egregio Assessore, che abbiamo pronto un progetto dettagliato che potrà essere un “fiore all’occhiello” per l’intera città. Parliamone! Rinnoviamo quelle che sono le nostre richieste, dettate soprattutto dal buon senso: - mantenere il verde attuale con la Stecca riqualificata adibita a “Centro per l’Arte e per il Quartiere” e spazi per artigiani ed associazioni, in considerazione del fatto che nel quartiere mancano verde e spazi di aggregazione pubblici - trasferire le volumetrie e l’area commerciale contigua verso il Garibaldi-Repubblica, dove insistono i diritti di volumetria e dove mancano i negozi - non realizzare il prolungamento di via Volturno verso il centro città perché la nuova strada porterà aumento di traffico, inquinamento e rumore. Associazione Genitori “F.Confalonieri” cell. 3478702552 Comitato “I Mille” cell 3337365511 – 0266802432 Associazione “Isola dell’Arte” cell. 3396057111
11 02 2007 "Absolute Beginners" 15 marzo – 5 aprile 2007 Isola Art Center Via Confalonieri 10 (II piano), Milano Ingresso nuovo: Via Confalonieri 10A info: 339 60 57 111 Inaugurazione: giovedi 15 marzo, 18.00 15 marzo – 5 aprile 2007 giovedì e sabato dalle 16.00 alle 19.00 e su appuntamento “Absolute Beginners” Quattro artisti dell’Albania e del Kosovo a cura di Fani Zguro Realizzato negli spazi di ISOLA ART CENTER, Absolute Beginners è un progetto che cerca di ripercorrere i primi passi dell’attività di un gruppo di artisti che oggi stanno lavorando in un contesto internazionale. In mostra quattro video-proiezioni, rispettivamente di Jakup Ferri, Armando Lulaj, Anri Sala e Fani Zguro. Il titolo della mostra si riferisce alla condizione degli artisti al momento della realizzazione di questi primi lavori, chiamati, così, a testimoniare quel momento indefinibile e incerto che fa parte del proprio esordio. L’inizio di una ricerca, i dubbi, le trasformazioni e il percorso compiuto nel tempo, la sopravvivenza dell’artista nel panorama attuale e il rapporto ambiguo tra artisti emergenti e artisti affermati nel mondo dell’arte, sono quesiti che trovano nella mostra una propria configurazione. Jakup Ferri, 1981, Phrishtina, Kosovo. Vive e lavora tra Prishtina e Amsterdam. “Don’t tell anybody”, video (2003). Il video del giovane artista kosovaro Jakup Ferri, “Don’t tell anybody”, è uno dei primi lavori scelto dal ciclo di video realizzati tra il 2002 e il 2005. I suoi video esplorano la condizione dell’artista tra umorismo e autoironia, usando la propria immagine come se fosse una figurazione del primo stadio della ricerca artistica. In “Three virgins”, per esempio, l’artista partecipa con la sua voce a un duetto di Lennon & Ono; mentre nel video “An artist who speaks no English is no artist” Ferri parla un pessimo inglese, ironizzando sul proprio lavoro e utilizzando lo stesso titolo usato in precedenza dall’artista croato Mladen Stilinoviç. Il video scelto per Absolute Beginners appartiene proprio a questo primo periodo: “Don’t tell anybody” vede l’artista impegnato a contare uno per uno migliaia di chicchi di riso, separandoli di volta in volta in piccoli gruppi, cercando il numero esatto di chicchi contenuti in un chilo. Armando Lulaj, 1980, Tirana, Albania. Vive e lavora a Torino. “Walking free in harmony”, video-performance (1999). Il lavoro di Armando Lulaj è legato sin dagli esordi alla performance. “Walking free in harmony” documenta una delle sue prime azioni, realizzata nel periodo in cui era studente dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Con questo lavoro Lulaj ha creato una relazione con l’ambiente dell’Accademia fiorentina interpretando l’ultima posa del Cristo a braccia aperte sopra la cupola dell’ Accademia, all’interno della quale è esposto il David di Michelangelo. In seguito a questa azione l’artista è stato cacciato dall’Accademia e ha proseguito la sua ricerca autonomamente; non sono tardati i primi riconoscimenti e inviti a eventi internazionali come la Biennale di Praga (2003/2006) o la Biennale di Tirana (2005). Anri Sala, 1974, Tirana, Albania. Vive a Berlino. “Avec Marubi”, video-animation (1996). Anri Sala è tra i protagonisti indiscussi del panorama artistico internazionale, presente nelle manifestazioni più rappresentative, quali la Biennale di Venezia, Manifesta, Hugo Boss Prize ecc. Il lavoro che viene presentato è praticamente il suo primo video: “Avec Marubi”. Una video-animazione tratta da un’immagine ormai cult del fotografo albanese Marubi, realizzata nei primi anni del secolo scorso, in cui due donne del nord dell’Albania, vestite con abito tradizionale, stanno lavorando alla macchina da cucire su un’immagine del celeberrimo capolavoro di Manet “Le Déjeuner sur l'herbe”. Alla fine la donna nuda di Manet viene vestita con lo stesso abito tradizionale indossato dalle donne della fotografia di Marubi. Fani Zguro, 1977, Tirana, Albania. Vive e lavora tra Tirana e Milano. ”Fotogramma”, video-loop (2004). Il lavoro di Fani Zguro ha inizio nel 2004, proprio con il video “Fotogramma”. Realizzato a Tirana è il primo di una serie di video notturni, intitolata: “Night Project”. “Fotogramma” è una breve ripresa di un vicolo durante una notte di pioggia. La durata della ripresa è di pochi secondi, ma viene prolungata quasi a un minuto. L’audio viene sospeso. …………………………………………………………………………………………………………………………….. Isola Art Center prossimi appuntamenti: giovedì 22 marzo, ore 19, incontro: “Albania, 10 anni di arte contemporanea, alcuni racconti” 16 aprile – 16 maggio “SituazionIsola – a New Urbanism“ a cura di Maurizio Bortolotti, Marco Biraghi, Bert Theis
03 12 2006 Sabato 16 dicembre, ore 17.00: “Caosmos” Presentazione millepiani Sabato 16 dicembre, 17.00 Presentazione del nuovo numero della rivista Millepiani “Caosmos”. Filosofia e tecnica nelle società di controllo, di G. SIMONDON-D. LYON. Il sociologo David Lyon ne “La società dell’informazione” ci offre un’analisi critica dell’informazione nell’era del nuovo capitalismo, in proposito introduce un argomento che sarà al centro dei suoi successivi lavori: il potere della sorveglianza. Secondo Lyon “sapere è potere” è uno slogan fuorviante nel tempo dell’informazione : “La conoscenza può essere importante per il mantenimento del potere, ma questo non significa che chi possiede questa risorsa detenga necessariamente anche il potere […] l’informazione significa potere in un altro contesto, quello della sorveglianza e del controllo ”. Per discutere di queste tematiche ci incontriamo con UNINOMADE e OUT. Saranno, inoltre, presenti tutti i laboratori di queste realtà.
28 11 2006 "Collegare" e "New Museum" dal 8 al 18 dicembre ISOLA ART CENTER via Confalonieri 10 (II piano),Milano info: 349.8051697 - 3396057111 www.isolartcenter.org info@isolartcenter.org Inaugurazione: venerdi 8 dicembre ore 18.00 Apertura: dal 9 al 18 dicembre 2006 Orario: ogni giorno dalle 12.00 – 20.00 Ingresso nuovo: Via Confalonieri 10A New Museum di Daniele Innamorato e Federica Perazzoli a cura di Alessandra Poggianti Collegare mostra collettiva a cura di Gianni Romano René Arbeithuber, Daniel Lange/Malun, Benjamin Wittner, Sascha Thoma/CASTO, Julie Djohan, Nino Maljevic, Marco Villaseñor, Davide Farabegoli, Linda Hörnquist, Philippe Werhahn A chiusura dell’anno 2006 Isola Art Center presenta un doppio appuntamento: New Museum, il progetto speciale per la terrazza del centro di Daniele Innamorato e Federica Perazzoli, e Collegare, la mostra di 10 giovani creativi provenienti da diversi paesi e percorsi creativi. New Museum è una scritta al neon di dieci metri di larghezza collocata sulla terrazza di Isola Art Center, che aspira a diventarne l’insegna. Questo imponente segnale luminoso, leggibile da una distanza ragguardevole, segnala la presenza di un Centro per l’Arte, e rivendicando il suo diritto ad esistere. Daniele Innamorato e Federica Perazzoli utilizzano spesso il neon nei loro lavori, insieme al neon, utilizzano vinili, copertine di 45 giri, disegni, ed altri preziosi materiali di archivio. Hanno l’obiettivo di riproporre “un estetica anarcho-punk tipica dei dirty boys” (Marco Scotini testo della mostra “R’n’R”, galleria Artra, Milano, 2005). Nel nostro caso, la scritta posizionata sopra l’edificio della Stecca nega la precarietà della Stecca stessa, e ne afferma la sua presenza attiva. Negli spazi interni del “nuovo museo” è esposto un lavoro fotografico dei due artisti che, oltre a creare un link con l’intervento esterno, attiva un processo di musealizzazione, processo indirizzato verso un New Museum immaginato “come uno spazio fruibile da tutti...il luogo del movimento, degli scambi, del silenzio, della musica...“ (Daniele Innamorato e Federica Perazzoli). “Collegare” è invece il risultato di una collaborazione tra dieci giovani artisti internazionali che hanno dedicato il proprio lavoro al tema della “connessione”. Oggi questo termine raccoglie significati diversi che vanno oltre il semplice “collegarsi” o collegare degli oggetti tra loro. Questo progetto espositivo vuole indagarne i diversi significati, gli aspetti più nascosti, lasciando che ogni artista interpreti il tema individualmente. Tenendo in considerazione il vari background, il gruppo di “Collegare” costruisce un’interessante combinazione di lavori realizzati tramite l’illustrazione, la moda, il cinema, la fotografia, la grafica, i graffiti, l’interior design, l’animazione…I diversi modi di espressione corrispondono ai diversi contesti culturali di provenienza, ogni lavoro acquisisce ulteriori livelli di significati in rapporto agli altri, proponendo un’esperienza differente all’interno dell’ aspetto corale. Ad intervenire nello spazio sono: René Arbeithuber e Daniel Lange/Malun, due giovani artisti tedeschi che insieme hanno formato il gruppo DFM. Sempre dalla Germania il fotografo Benjamin Wittner, il writer Sascha Thoma/CASTO e l’artista/designer Julie Djohan. Arriva invece dalla Serbia con le sue videoanimazioni Nino Maljevic, da Città del Messico il filmaker Marco Villaseñor e dall’Italia il fotografo Davide Farabegoli. Chiudono il «collegamento » i due stilisti Linda Hörnquist (Svezia) e Philippe Werhahn (Germania). Programma 10 dicembre: “Fashion happen(-ing)” Linda Hörnquist & Philippe Werhahn offrono al pubblico la possibilità di farsi confezionare gratuitamente un vestito dalla coppia di artisti portando dei propri vestiti usati prima delle 15.00. 17 dicembre: asta di moda 18 dicembre: chiusura della mostra con asta finale delle opere in mostra Incontro dibattito Sabato 16 dicembre, 17.00 Presentazione del nuovo numero della rivista Millepiani “Caosmos”. Filosofia e tecnica nelle società di controllo, di G. SIMONDON-D. LYON. Il sociologo David Lyon ne “La società dell’informazione” ci offre un’analisi critica dell’informazione nell’era del nuovo capitalismo, e su questo argomento introduce un tema che sarà al centro dei suoi successivi lavori: il potere della sorveglianza. Secondo Lyon “sapere è potere” è uno slogan fuorviante nel tempo dell’informazione : “La conoscenza può essere importante per il mantenimento del potere, ma questo non significa che chi possiede questa risorsa detenga necessariamente anche il potere […] l’informazione significa potere in un altro contesto, quello della sorveglianza e del controllo ”. Per discutere di queste tematiche ci incontriamo con UNINOMADE e OUT. Saranno, inoltre, presenti tutti i laboratori di queste realtà.
12 10 2006 Women shi gaibian. La rivoluzione siamo noi. Artisti di Canton, Cina. In un’epoca in cui il colore di un gatto non è importante, ma conta solo il fatto che cattura i topi, restituire l’idea di un colore è cruciale. Chi potrebbe svolgere questo compito meglio degli artisti? La cultura e l’arte hanno la capacità di fornire questo genere di pensieri non essenzialmente motivati in modo pragmatico, come ad esempio le idee utopiche. Il valore aggiunto, di certo, riguarda il fatto che oggi l’arte in Cina, dove la creazione di un’industria culturale è incentivata dal governo, è considerata un indicatore e un importante fattore di produttività sociale ed economica. Adorno scrisse nei primi anni ’50: “La felicità è obsoleta: antieconomica”. Per l’arte di oggi in Cina si tratta proprio dell’opposto: “L’arte non è obsoleta di sicuro: economica”. Questo è ancor più vero nel momento in cui, nell’arte, c’è qualcosa di più di un valore economico misurabile. E’ questo valore aggiunto che rende l’arte attraente e le fornisce un grande potenziale, la potenzialità di generare e diffondere idee, una capacità di preservare valori, culturali e sociali. Un problema fondamentale è ancora quello del valore del singolo. La felicità è obsoleta, antieconomica? Nella mostra “Accumulation – Canton Express, the Next Stop” (Luglio – Settembre 2006, Pechino) in cui per accumulo si intendeva l’accumulo di “ capitale umano”, la maggior parte degli artisti invitati in rappresentanza di Canton, si sono presentati con un unico nome di “Canton Express”. Canton, una regione molto lontana dal centro politico – economico ma con una lunga tradizione di colonia, è stata la culla dei pensieri rivoluzionari ed utopici in Cina. Sun Yatsen e Kang Youwei sono entrambi di origini cantonesi. Oggi, nel campo dell’arte contemporanea, nuovi impulsi e orientamenti vengono da questa regione. Una singolare scena artistica è emersa manifestandosi per la prima volta alla Biennale di Gwanjju del 2002 come “Canton Express”, una scena artistica che è tuttora meno coinvolta nel mercato internazionale dell’arte rispetto a quelle di altre aree della Cina. “Women shi gaibian ( La rivoluzione siamo noi ) – Artists from Canton” propone lavori di alcuni membri di Canton Express. Si aggiungono al gruppo di Canton Express gli artisti di area milanese, santomatteo, che sono appena rientrati da un periodo trascorso a Canton in Cina, dove hanno partecipato al progetto “Accumulation” (Pechino, 2006) Martina Köppel-Yang è curatrice e storica dell’arte, lavora a Parigi. Ha curato due recenti mostre a Pechino, Cina: "Surplus Value" (2006) e "Accumulation: Canton Express - the Next Stop" (2006). E’ curatrice indipendente e storica dell’arte con un dottorato in Storia dell’arte dell’Asia orientale svolto all’ Università di Heidelberg. Ha studiato a Heidelberg, Pechino e Parigi. Ha scritto molto in materia di arte contemporanea cinese, e curato e co-curato mostre in questo ambito, come ad esempio “Leased Legacy. Hong Kong 1997” (Frankfurt, Germania, 1997) e “Odyssey(s) 2004”, (Shanghai, RP Cina 2004), “Black Extreme Vigorous Figurative” Shenzhen Fine Arts Institute, Shenzhen, RP Cina (2005), “Infiltration: Idylls and Visions”, Guangdong Museum of Art, Guanzhou, RP Cina, “Surplus Value” e “Accumulation – Canton Express, the Next Stop, Tang Contemporary Art Centre, Pechino (2006), “Life – Taste – Ink”, 5th Shenzhen International Ink Painting Biennial, Shenzhen (Dicembre 2006). Tra le pubblicazioni: - Semiotic Warfare – The Chinese Avant-garde 1979 – 1989, a Semiotic Analysis, Hong Kong: timezone 8, 2003.
12 10 2006 Conferenza con Paola Nicolin. Martedi 10 ottobre 2006 Isola Art Center > Ingresso nuovo: Via Confalonieri 10A via Confalonieri 10 (II piano), Milano info: 349.8051697 - 3396057111 www.isolartcenter.org info@isolartcenter.org Martedi 10 ottobre, 18.30 Isola Art Center e Forum Isola invitano alla presentazione del libro Palais de Tokyo, sito di creazione contemporanea di Paola Nicolin segue l’incontro-dibattito The discourse of others: Parigi, Francoforte, Città del Messico…Milano Relatori: Paola Nicolin, Bert Theis, Katia Anguelova, Alessandra Poggianti, Marco Scotini Interventi di: Stefano Boeri (architetto) Pippo Ciorra (architetto), Francesco Garutti (curatore/architetto) Cloe Piccoli (critica d’arte), Gianni Romano (curatore/editore), Gabi Scardi (critica d’arte, curatrice), Francesca di Nardo, (critica d’arte, curatrice) L’esempio del Palais di Tokyo, inaugurato nel 2002 nell’ala sinistra di un edificio del 1937, si inserisce in un contesto sperimentale per l’arte contemporanea di Parigi. L’analisi di questo contesto e la lettura di alcune opere d’arte, prodotte ed esposte nel primo triennio di attività del nuovo “sito di creazione contemporanea”, sono il soggetto del libro di Paola Nicolin, che tuttavia non vuole essere una storia sistematica del Palais, ma uno strumento di lettura di una scelta parziale di eventi accaduti all’interno del cantiere parigino. Attraverso l’analisi del progetto curatoriale e la lettura del lungo cantiere architettonico, si traccia un racconto del centro come caso piuttosto esemplare di commistione tra “arte e vita”. A partire da queste considerazioni si apre il dibattito: “The discourse of others” introdotto da Bert Theis con alcune riflessioni di attualità sulla costruzione di Isola Art & Community Center a Milano e le lezioni da tirare della storia del Portikus a Francoforte. Segue poi un’analisi di alcuni centri internazionali per l’arte introdotti da Katia Anguelova (Le plateau, Parigi), Alessandra Poggianti (El Faro d’Oriente, Città del Messcio) e Marco Scotini (Beaubourg, Parigi). Tutte storie che condividono l’aver affrontato e risolto in modi diversi una stessa problematica, quella dell’Art and Community. A questo punto la discussione è aperta e sarà animata dagli interventi degli architetti Stefano Boeri e Pippo Ciorra, dall’architetto curatore Francesco Garutti, dalla critica Cloe Piccoli, Gabi Scardi, Francesca di Nardo, dall’editore e curatore Gianni Romano …e ovviamente dal pubblico presente. Durante e dopo l’incontro, alla nuova caffetteria “Ginoteca” di ’Isola Art Center sarà in vendita Isola Art Beer, birra biologica prodotta per finanziare la lotta e i progetti del quartiere Isola. In zona Isola inaugura lo stesso giorno anche “Fragmented Show”, Mostra di Fine Corso del Visiting Professor Marjetica Potrč alla Fondazione Ratti Viafarini, via Farini 35 / Careof, via Luigi IX, 7 / neon>fdv / Fabbrica del Vapore, via Procaccini, 4. Prossima mostra a Isola Art Center: Women shi gaibian (La rivoluzione siamo noi) Artisti di Canton, Cina: Xu Tan, Zheng Guogu, Jiang Zhi, Zhou Tao, Liang Juhui, Yang Yong, Cao Fei, Duan Jianyu, Lin Yilin, Yang Jiechang, Chen Tong e santomatteo / a cura di Martina Köppel-Yang / inaugurazione 19 ottobre 2006 18.00
24 06 2006 12 Proposte per un'Isola migliore Il Forum Isola è stato voluto e creato dall’Associazione Genitori F. Confalonieri, dal Comitato I Mille e dall’Associazione Isola dell’Arte al fine di far emergere i bisogni del quartiere, proporre delle soluzioni progettuali condivise e portarle a realizzazione. Questo documento rivolto agli operatori pubblici e privati, e a tutta la città, ha lo scopo di soddisfare le principali esigenze sociali e culturali degli abitanti del quartiere per l’area dei giardini di Via Confalonieri e della “Stecca”. Il Forum si fa portavoce dei problemi fondamentali dello spazio pubblico del quartiere con proposte concrete, mentre non intende occuparsi di un progetto di urbanistica partecipata ritenendo l’architettura un compito dei progettisti. La caratteristica principale dell’ Isola è il suo isolamento dalle grandi arterie di traffico che attraversano la città di Milano. Questa calma relativa insieme alla presenza di una popolazione variegata e molto vitale dal punto di vista sociale hanno fatto finora dell’Isola un quartiere a misura d’uomo. L’Isola è un modello urbanistico che il Forum Isola s’impegna a mantenere, difendere e a promuovere. Preservare la qualità dello spazio pubblico dell’Isola significa in primo luogo evitare una viabilità che tagli il quartiere in due, e riservare l’accesso ai giardini a pedoni e ciclisti. Un’altra qualità importante dello spazio pubblico dell’Isola è la conformazione abbastanza aperta del panorama urbano in Via Confalonieri e in Via De Castillia che permette di non sentirsi soffocati dalla densità delle costruzioni. L’ ”area di respiro” attuale dovrebbe essere preservata trovando delle alternative per la localizzazione delle costruzioni previste sui giardini. Riteniamo che i due giardini pubblici attualmente esistenti siano lo spazio appena necessario e appena sufficiente per rispondere alle esigenze del quartiere. L’edificio della Stecca degli Artigiani ha la volumetria necessaria per rispondere alle esigenze aggregative e culturali della comunità. Riteniamo inoltre fondamentale che nella risistemazione dell’edificio sia mantenuta la sua funzione pubblica. Proponiamo una “Stecca” che diventi parte integrante del verde pubblico di quartiere e perciò passaggio naturale da un giardino all’altro, ponte tra passato del quartiere e suo futuro, luogo denso di significato, che dovrebbe essere vissuto pienamente in tutta sicurezza in ogni momento della giornata. I giardini una volta bonificati e ripensati in modo da aumentare la loro qualità e fruibilità per il quartiere e i cittadini in generale, dovranno essere direttamente collegati ai giardini previsti nell’area Garibaldi-Repubblica. Forum Isola Milano, Guigno 2006 Indice delle proposte: A. Verde di prossimità 1. Integrazione reciproca tra verde e struttura 2. Area gioco per i bambini in zona ombreggiata 3. Campo sportivo multifunzionale recintato 4. Area ricreativa con tavoli per anziani in zona ombreggiata e area ludica per adulti 5. Fontanelle d’acqua 6. Area cani con ingresso autonomo 7. Messa a dimora di alberi ad alto fusto 8. Interventi artistici sullo spazio verde B. Centro per l’arte e per il quartiere (La “Stecca” futura): 9. Attività di quartiere 10. Centro per l’Arte contemporanea 11. Artigianato: spazio per botteghe artigiane di qualità 12. Associazioni: spazi per associazioni di utilità pubblica Isola Art & Community Center A. Verde di prossimità 1. Integrazione reciproca tra verde e struttura. È importante prevedere l’integrazione reciproca tra verde e struttura che unisca tutta la superficie verde attualmente divisa. 2. Area gioco per i bambini in zona ombreggiata con ingresso separato. La piccola area gioco esistente al centro del giardino ovest è esposta al sole per tutta la giornata. Nella bella stagione la possibilità di uso è molto ridotta per questo motivo. L’area è aperta a tutti e i bambini non sono protetti neanche dai cani che entrano nell’area a loro adibita. Gli attrezzi dell’area gioco sono dei prefabbricati industriali per niente originali. Stiamo elaborando delle soluzioni creative per quest’area con famiglie e professionisti. 3. Campo sportivo multifunzionale sport recintato. Così come i bambini hanno bisogno di uno spazio ludico all’aperto, anche gli adolescenti necessitano di soddisfare i loro bisogni di movimento e sport all’aperto. Nel quartiere sono presenti poche associazioni sportive. La scuola stessa non possiede un’associazione sportiva in particolare. Sino ad oggi alcune aule e la palestra sono state concesse per attività che andranno ad annullarsi nel momento in cui la scuola media di zona si trasferirà nei locali attualmente occupati dalla scuola elementare. Non esiste nessun’alternativa all’Isola. Non c’e’ la necessita di strutture altamente e lussuosamente attrezzate, sarebbero sufficienti spazi multifunzionali chiusi dove poter trasferire queste attività sportive già avviate da anni affinché non vengano interrotte; inoltre, potendo disporre di spazi esterni, si potrebbe pensare di dedicarli ad altri sport quali calcio, basket, pallavolo. 4. Area ricreativa con tavoli per anziani in zona ombreggiata, e area ludica per adulti. Molti anziani dell’Isola si ritrovano ogni giorno nei giardini perché è l’unico verde di prossimità a disposizione, dove si respira un po’. Per la loro qualità di vita questo è essenziale perché non possono spostarsi molto per stare all’aperto. Fare una piccola passeggiata e fermarsi nei giardini è per molti di loro l’unica possibilità di uscire delle abitazioni ed avere una vita sociale. Per loro serve un posto all’ombra dove fermarsi, incontrare altre persone, fare due chiacchiere, giocare a carte… Finora il Comune di Milano non ha attrezzato i giardini considerandoli “verde provvisorio”. Un minimo di attrezzature servirebbe anche per gli adulti, senza riempire tutto il verde di infrastrutture. Si tratta di trovare un equilibrio che non distrugga il respiro di uno spazio aperto e che permetta anche in futuro delle iniziative aggregative per gli abitanti del quartiere. 5. Fontanelle d’acqua. Nella situazione attuale ogni anno un certo numero di piante muoiono nei giardini per mancanza d’acqua. Per un giardino è fondamentale la presenza di una fonte d’acqua, non soltanto per irrigare le piante. Bisogna potersi lavare le mani e rinfrescarsi nei mesi caldi. 6. Area cani con ingresso autonomo. Uno dei problemi igienici attuali è la presenza di escrementi animali dovunque nei giardini. Questo fatto riduce molto la loro fruibilità, soprattutto per i bambini. L’ accesso dell’area cani dovrebbe essere autonomo e diretto da Via Confalonieri e da Via De Castillia. 7. Messa a dimora di alberi ad alto fusto. Vista la tipologia del terreno una volta bonificato viene suggerita la messa a dimora di alberi ad alto fusto. 8. Interventi di artisti sullo spazio verde. 8.a. Puntiamo soprattutto su interventi ed eventi artistici nel parco, tenendo conto della discussione e della ricerca internazionale in questo campo. Ci offriamo di dare un contributo innovativo di alto livello anche nel campo della Public Art, coinvolgendo artisti ed altri creativi nella progettazione delle attrezzature e degli oggetti da creare per il parco. Il modello del “Giardino di sculture“, che consiste nel posizionare in modo permanente delle sculture o delle installazioni in un parco o nello spazio pubblico è ormai superato. Oggi mostre e progetti artistici a lungo termine stanno sperimentando nuove forme di arte pubblica anche in altre città italiane. B. Il Centro per l’Arte e per il Quartiere, la “Stecca” Il progetto di Isola Art & Community Center si basa su un concetto inedito che combina gli spazi di aggregazione per il quartiere con le attività di un Centro per l’Arte sperimentale. Il titolo in inglese sottolinea l’intenzione del Forum Isola di creare un modello a scala internazionale, che abbia anche un ruolo identitario collegandosi e creando scambi con altri Centri esistenti nel mondo, contribuendo così alla rinascita culturale della Città di Milano. L'importanza di un Centro d'Arte non è innanzitutto una questione di volumetrie, ma di intelligenza e originalità della programmazione e delle proposte (cfr. l’esempio del “Portikus” a Francoforte). Il progetto del Centro si basa sull’esperienza fatta in cinque anni di progetti d’arte contemporanea all’Isola, e per tre anni da Isola Art Center, su anni di iniziative per bambini e famiglie dell’Associazione Genitori F. Confalonieri, sul lavoro di aggregazione degli abitanti svolto dal Comitato I Mille. Stiamo sviluppando i punti di forza di quest’esperienza seguendo una logica “glocal”, globale e locale, lavorando con curatori ed artisti internazionali, e allo stesso tempo legandoci fortemente al quartiere e alla città. Questo lavoro e questo concetto inedito permetteranno a Isola Art & Community Center di diventare lo spazio innovativo d’arte contemporanea e di ricerca che manca oggi nella città di Milano. A questo scopo si sta creando un comitato scientifico/advisory board composto da direttori d’istituzioni d’arte internazionali. Siamo in contatto con Charles Esche, Eindhoven, Hu Hanru, Parigi e San Francisco, Daniel Birnbaum, Francoforte, Victor Misiano, Mosca, Michelangelo Pistoletto, Biella, ed altri.) L’obiettivo così definito del Centro richiede la creazione di una struttura di direzione e di gestione professionale di alto livello, integrando come consulenti esponenti del quartiere e il gruppo di professionisti (curatori, critici, artisti…) che attualmente sta lavorando direttamente sul territorio e per la definizione del Centro per l’arte. Questo gruppo di lavoro si propone strutturato con un dipartimento curatoriale e di ricerca interno al Centro e come punto di riferimento del quartiere. Abbiamo cominciato ad elaborare un piano di finanziamento insieme a partner pubblici e privati. 9. Attività di quartiere. 9.a. Nel quartiere Isola scarseggiano gli spazi di aggregazione e attività per i bisogni delle famiglie, adolescenti, bambini, anziani e adulti. Per le attività sociali le associazioni e i cittadini devono rivolgersi alla scuola e alla parrocchia, chiedendo l’utilizzo di spazi che non sono sempre adatti alle necessità. 9.b. Per un’economia e un utilizzo razionale degli spazi, la loro maggiore qualità deve essere quella di essere funzionali ad attività diverse fra di loro. Così una sala cinema può anche essere una sala teatro, una sala di conferenze e di riunioni. Una sala per attività sportive deve essere concepita in modo da permettere la pratica di diversi sport durante l’inverno, ma anche lezioni di ballo o giochi per bambini. Per facilitare l’accesso a bambini e anziani, e permettere un uso dello spazio dei giardini nella bella stagione, questi spazi sono da prevedere al pianterreno. 9.c. La programmazione di questi spazi sarà ricca e variegata: nello spazio cinema si vedranno video d’artista nel contesto delle mostre, cineforum per i giovani, rassegne di film d’autore, rassegne di film popolari per anziani e bambini… 9.d. Pensiamo come minimo a una tipologia di tre spazi diversi: - uno spazio aggregativo polifunzionale, grande, per feste, assemblee, conferenze e altro - uno spazio di medie dimensioni multiuso legato ad attività ricreative con cucina adiacente - una sala riunioni piccola per le associazioni del quartiere - una palestra 10. Arte contemporanea. 10.a. Per l’arte contemporanea servono spazi autonomi ma intimamente collegati agli spazi per il quartiere, con un ruolo espositivo, progettuale, sperimentale e didattico. Parte del concetto è la “contaminazione” tra arte e vita quotidiana. 10.b. I progetti d’arte contemporanea iniziano all’Isola nel 2001 con Isola Art Project. Le prime mostre nell’edificio della Stecca si svolgono nel 2003 con la nascita di Isola dell’Arte. Nel 2005 Isola Art Center viene inaugurato dall’assessore alla cultura della Provincia di Milano, Daniela Benelli. Dopo una fase di preparazione dal 2003 al 2006 entriamo ora in un nuovo periodo di transizione. La fase di costituzione vera e propria di Isola Art & Community Center seguirà in tempi ancora da definire. Questo momento di passaggio sarà già caratterizzata da un approfondimento delle collaborazioni avvenute (con “millepiani”, Milano, “Città dell’Arte – Fondazione Pistoletto”, Biella, “American Center Foundation”, New York, Istituto Culturale Svizzero, Milano, Provincia di Milano, Musée d’art moderne et contemporain Mamco di Ginevra…), da una maggiore professionalità nell’organizzazione e nella comunicazione degli eventi artistici e da un radicamento ancora più forte del progetto nel quartiere. Continuerà il lavoro della rete dei laboratori e gruppi presenti nel Centro: out, Love Difference, Osservatorio in Opera, Stazione Isola, Sugoe e Undo.net 10.c. Il campo di intervento del Centro non si limita allo spazio interno dell’edificio, ma si estende nello spazio pubblico e nel tessuto del quartiere. Il Centro non vuol essere un museo con una collezione consistente, ma uno spazio espositivo e di ricerca per l’arte e la cultura contemporanea. Questo non esclude la presenza di opere permanenti e semi-permanenti. Il progetto del Centro non prevede studi permanenti per artisti, ma la possibilità di realizzare lavori in situ per gli artisti invitati. Eventuali studi di artisti presenti nella Stecca sono da trattare in un modo simile alle botteghe artigiane. L’immagine del Centro non deve essere quella di un “museo di quartiere”, ma quella di un luogo dove si stratificano le esperienze, dove resta traccia delle sperimentazioni e della collaborazione con artisti e curatori stranieri e italiani di livello. 10.d. Isola Art Center ha finora collaborato nel campo dell’educazione artistica con l’Accademia di Brera di Milano, con L’Accademia Carrara di Bergamo, con la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, NABA e con il Politecnico di Milano. È in corso una presa di contatto con altre accademie e università italiane ed europee. Uno dei nostri concetti di base è quello di legare lo spazio espositivo alla ricerca garantendone l’indipendenza. La collaborazione più fruttuosa è finora avvenuta tra Isola Art Center e la NABA. Si è deciso insieme di approfondire strutturalmente questa partnership, senza che il centro diventi “la galleria dell’accademia”, e senza che questo escluda la collaborazione con altre istituzioni. I primi progetti in jointventure tra Isola Art Center, Forum Isola e la NABA partono in autunno 2006. 10.e. Il ruolo didattico del Centro non si limita al livello accademico ma mira ad una diffusione più ampia dell’arte e della cultura contemporanea nel quartiere Isola e nella Città di Milano organizzando incontri, conferenze, workshop e laboratori aperti al quartiere. Oltre ai progetti artistici già avviati insieme all’associazione genitori si intende creare una collaborazione con le scuole elementari e medie del quartiere. 10.f. I 1.500 metri quadri del secondo piano della Stecca, caratterizzati da grandi spazi aperti, sono il minimo che serve ad una programmazione espositiva credibile. Dovrebbero ospitare spazi espositivi, ma anche un’officina tecnica, un deposito, una caffetteria e una libreria. Spazi per l’amministrazione, spazi per laboratori didattici e workshop e spazi per conferenze e incontri possono essere previsti ad un altro piano. Questa soluzione potrebbe facilitare la concezione del Centro non come un luogo pre-definito, ma come spazio elastico e in continua trasformazione che consenta una totale libertà di progettazione. Lo spazio espositivo attuale ha molte qualità, ma ha almeno due difetti: Il soffitto troppo basso delle stanze e la presenza di colonne ogni quattro metri in tutti gli spazi. Per poter installare alcune opere d’arte, si dovrebbe alzare almeno una parte dello spazio e togliere una serie di colonne. Questo può essere risolto senza troppi problemi tecnici al secondo piano. 10.g. Il Centro non si pensa come un edificio isolato ma integrato in una struttura con altre funzioni, come adesso nella Stecca, o come nel progetto del Centro della Triennale di Canton in Cina disegnato da Rem Koolhaas e Alain Foureaux. 11. Artigianato: spazio per botteghe artigiane di qualità. Il Forum Isola ritiene indispensabile la presenza degli artigiani nella “Stecca” favorendo quegli artigiani che possono svolgere anche il ruolo di “scuola di mestieri”. Con il coinvolgendo delle associazioni artigianali e dell’amministrazione è possibile realizzare un programma di rientro in città dell’artigianato. Questo programma dovrebbe distribuire agli artigiani gli spazi demaniali esistenti nei pressi della “Stecca” e nel quartiere. Così il quartiere riprenderebbe ad essere polo economico attrattivo per l’artigianato, manterrebbe la sua caratteristica destinazione “mista” e vedrebbe ancor più presidiato il suo territorio in termini di sicurezza. Le botteghe artigiane essendo delle attività commerciali, continueranno ad avere una loro forma di gestione autonoma. Il Centro per l’Arte e il Quartiere, per le sue caratteristiche, sarà in grado di coinvolgere gli artigiani di eccellenza in progetti comuni. 12. Associazioni: spazi per associazioni di utilità pubblica. Il nostro obiettivo è che la “Stecca” diventi uno spazio di utilità pubblica al cui interno operino anche delle associazioni sociali e culturali che hanno a cuore le esigenze del quartiere. Dovrebbero avere esperienza e qualità tali da rispondere ai bisogni degli abitanti, soprattutto focalizzando l’attenzione sugli adolescenti e gli anziani. Le associazioni sociali e culturali di dimostrata utilità pubblica dovranno avere garantita una loro forma di gestione autonoma. Il Forum stabilirà delle collaborazioni con le associazioni che condividono i suoi obiettivi e che corrispondono alle sue esigenze di qualità. Forum Isola Milano, Giugno 2006 www.isolartcenter.org forumisola@isolartcenter.org download.pdf >
08 06 2006 Sabato 10 giugno: Festa del Forum Isola L’obiettivo della festa è di vivere e difendere questi giardini che rischiano di essere inghiottiti dai progetti edilizi voluti dal Comune di Milano. La festa costituisce anche il primo passo verso la creazione di un Centro per l’arte e per il quartiere: “Isola Art & Community Center” promosso dal Forum Isola, un progetto collettivo per l’insieme dei due giardini e della Stecca degli Artigiani. Il Forum Isola è stato creato di recente dall’ Associazione Genitori F. Confalonieri, dall’ Associazione Isola dell’Arte e dal comitato “I Mille”. Gli interventi artistici si inseriscono nel contesto di giochi per bambini, iniziative per gli anziani, balli caraibici , Tai Chi Chuan e anguria per tutti: -Alek O.: “Karaokè per l’estate” (video animazione). -Gruppo Ma!? (Anja Puntari, Mara Maglione): “Figurati!” performance interattivo per i bambini. -Jakattak (Steve Piccolo, Xabier Iriondo e ospiti) 19.30 performance musicale: Il gruppo Jakattak introduce suoni discreti nell'ambiente, alla ricerca di un dialogo tra intervento e contesto. Per l'occasione alcuni giovani artisti della NABA presentano le guide audio che hanno creato per la mostra La Scelta della Gente, registrando suoni e testimonianze nel quartiere Isola. -Love Difference: “Un bosco di persone, un bosco di idee”, un laboratorio del corpo, giocare a fare gli alberi, il tempo che si arresta, i nostri tempi in movimento, i tempi dell’Isola. Partendo dal corpo riflettere sul tempo, quello individuale e quello collettivo dell’Isola. Gruppo Lovedifference di Milano: Arianna Panarella, Chiara Piraccini, Alberto Mazza, Pippa Bacca, Noemi Satta. -Osservatorio inOpera: “Questi se la sognano!” raccolta differenziata di pensieri, sogni e desideri. Un laboratorio che vi invita a venire a raccontare di quello che vorreste, di cosa manca e di ciò che non deve più mancare nello spazio collettivo dell’Isola. Osservatorioinopera: Piero Almeoni, Paola Sabatti Bassini, Roberta Sisti. Isola Art Center organizza per l’occasione un’apertura straordinaria della mostra Wolfgang Träger „The Art Community/La Comunità dell’arte“. Isola Art Center è la seconda tappa di questa mostra enciclopedica, che per la prima volta è stata presentata al “Tranzit Art Center” di Bratislava, in Repubblica slovacca. Negli ultimi quindici anni il fotografo tedesco Wolfgang Träger ha documentato per la più importante rivista d’arte tedesca “Kunstforum”, tutte le Biennali di Venezia, Documenta, Manifesta e altre biennali. Artisti italiani e internazionali, e alcuni curatori sono stati ripresi nella fase di montaggio delle mostre. Un ciclo di una cinquantina di foto in bianco e nero riunisce ritratti di artisti del movimento Fluxus, che Wolfgang Träger ha seguito non solo come fotografo, ma anche in qualità di amico.
17 05 2006 Mercoledi' 17 maggio: Wolfgang Träger: The Art Community "The Art Community/La Comunita' dell'arte" I ritratti di 500 artisti internazionali a Isola Art Center. Isola Art Center e' la seconda tappa di questa mostra enciclopedica, che per la prima volta e' stata presentata al "Tranzit Art Center" di Bratislava, in Repubblica slovacca. Negli ultimi quindici anni il fotografo tedesco Wofgang Trager ha documentato per la piu' importante rivista d'arte tedesca "Kunstforum", tutte le Biennali di Venezia, Documenta, Manifesta e altre biennali. Artisti italiani e internazionali, e alcuni curatori sono stati ripresi nella fase di montaggio delle mostre. Per una volta Isola Art Center non espone delle opere d'arte ma i creatori stessi di queste opere, da Mario Merz a Patrick Tuttofuoco e Monica Bonvincini, da Chen Zen a John Armleder, Tobias Rehberger, Jorge Pardo, e Olafur Eliasson. Un ciclo di una cinquantina di foto in bianco e nero riunisce ritratti di artisti del movimento Fluxus, che Wofgang Trager ha seguito non solo come fotografo, ma anche in qualita' di amico. Progetti speciali: La mostra viene completata da tre progetti speciali realizzati da giovani artisti della NABA (Nuova Accademia di Belle Arti), coordinati da Stefano Boccalini, Steve Piccolo e Bert Theis. Inaugurazione:Mercoledi 17 maggio 2006, ore 18 Isola Art Center via Confalonieri, 10 - Milano mercoledi' e domenica:16 - 19
28 04 2006 Mercoledì 3 maggio: Isola Forum Giardini e Stecca, le scelte del quartiere Isola forum ospitato nella sala parrocchiale, Via Sebenico 31 mercoledì 3 maggio, ore 21.00 promosso da Associazione Genitori “F. Confalonieri”, Associazione “Isola dell’arte”, Comitato “I Mille” È stato approvato, con un emendamento, il progetto del Comune “Isola-De Castillia”, che prevede l’edificazione di 90.000 metri cubi nell’area dei due giardini di Via Confalonieri e della Stecca degli Artigiani. Perciò ci stiamo preparando per un eventuale ricorso, che come per gli altri ricorsi già presentati, vuole impedire interventi "ingiusti". Ma soprattutto vuole portare l'amministrazione e gli operatori ad un tavolo di confronto reale con il quartiere e fare recepire le esigenze di chi abita l'Isola. Il progetto approvato non è definitivo. Allora noi dobbiamo essere molto precisi e decisi su quello che vogliamo: per questo motivo è stato pensato ed organizzato questo forum in modo che gli abitanti del quartiere possano esprimere i propri desideri, bisogni, sogni... Che cosa vorremmo realizzare in uno spazio come quello della Stecca, ripulita e riqualificata? Come rendere ancora più belli e utili i nostri giardini? Mercoledì 3 maggio venite al forum, perché sarà la più importante occasione per: - informarsi sulle ultime decisioni amministrative e sulle nostre possibilità di azione; - far sentire la propria voce e partecipare alla preparazione di un documento che esprima le reali richieste del quartiere; - ascoltare e discutere le proposte di coloro che si stanno già impegnando nella salvaguardia e nel miglioramento del quartiere Isola (abitanti, giovani, anziani, genitori, artisti ...) - costruire insieme i prossimi eventi ed iniziative per realizzare le nostre idee.
06 04 2006 Domenica 9 aprile: presentazione del libro di Tiziana Villani Tre incontri In occasione della mostra “La Scelta della Gente/The Peoples’ Choice” curata da Marco Scotini, (27 marzo – 7 maggio 2006 martedì, giovedì, domenica, 17.00 – 20.00) Isola Art Center invita a tre incontri: Domenica 9 aprile, ore 18.00 ufficio out: Presentazione del libro di Tiziana Villani “Il tempo della trasformazione” Corpi territori e tecnologie (Edizioni Manifestolibri) Il tempo della trasformazione è il tempo della città totale. I corpi, al pari degli ambienti in cui viviamo, sono potenziati e modificati da protesi tecnologiche sempre più sofisticate. Il mondo odierno appare come una cartografia variegata che attraversa un momento di profondo cambiamento: quello dell’accelerazione tecnologica. La nostra epoca conosce in questo modo il dispiegarsi di una serie incredibile di rivoluzioni che spesso si trovano in conflitto tra loro. Le biotecnologie, la rivoluzione cibernetica, l’impatto sempre più forte dei nuovi sistemi di comunicazione incidono sulle nostre vite aprendo grandi possibilità e nuove emarginazioni. Corpi levigati, videomostrati nell’immaginario odierno si alternano ai corpi clandestini e ignorati delle nuove patologie di massa. In questo volume si prendono in considerazione i corpi, le esistenze e i territori urbani analizzando scenari materiali e virtuali, prossimi alla Science fiction divenuta ormai il nostro orizzonte quotidiano. Prosegue il laboratorio filosofico interdisciplinare divenire urbano presentato da Tiziana Villani (Millepiani), Bert Theis (out) e Marco Scotini (info: Tiziana Villani: 349 074 53 20): Martedì 11 aprile, ore 18, uffico out La trasformazione delle identità Dalla biopolitica alle società di controllo introduzione Silvano Cacciari e Ubaldo Fadini Martedì 18 aprile, ore 18, ufficio out Territori a venire Dalla catastrofe all’immaginario introduzione Stefano Righetti e Andrea Sartin
28 03 2006 Giovedi 30 marzo: Arte per l’Isola! Arte per l’Isola! ASTA per la raccolta fondi GIOVEDI' 30 MARZO ORE 21.00 NABA NUOVA ACCADEMIA DI BELLE ARTI VIA DARWIN 20, MILANO Isola Art Center in collaborazione con NABA Futurarium presenta il secondo appuntamento di “Arte per l’Isola!”, la mostra vendita di opere d’arte. Dopo quella svoltasi nel 2004, curata da Giacinto di Pietrantonio e Lino Baldini negli spazi del Centro per l’Arte, la seconda edizione cambia forma. In concomitanza al MiART, “Arte per l’Isola!” questo anno sarà realizzata negli spazi della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano sottoforma di asta. Il progetto espositivo sarà curato dall’associazione Isola dell’Arte con il contributo di critici e curatori. Tutti i lavori esposti saranno messi all’asta per contribuire alla raccolta fondi per l’azione legale in difesa della Stecca e dei Giardini organizzata dalle Associazioni del quartiere Isola. Tra gli artisti coinvolti: Olaf Nicolai, Francesco Vezzoli, Stefano Arienti, Loris Cecchini, Alberto Garutti, gruppo A12, Marcello Maloberti, Massimo Bartolini, vedovamazzei, Maurizio Nannucci, Bert Theis, Stefano Boccalini, Enzo Umbaca, A Constructed World, Adrian Paci, Paola Di Bello, Alessandro Di Giampietro, Gabriele Di Matteo, Alessandro Ceresoli, Luca Pancrazzi, Italo Zuffi, Mario Airò, Andrea Sala, Marco Vaglieri, Luca Vitone, Michelangelo Consani, Piero Gatto, Eva Marisaldi EVENTI COLLEGATI: 30 marzo ore 17.30 The Utopian Display Platform, Tavola rotonda Independent Spaces and Models of Curatorship? a cura di Maurizio Bortolotti e Marco Scotini. Partecipano Peter Lewis, Raimundas Malasauskas, Maria Lind. MiART, fieramilanocity, Milano Fino al 15 maggio: La scelta della gente/The people’s choice a cura d Marco Scotini, ISOLA ART CENTER, La Stecca degli Artigiani, via Confalonieri 10, Milano. Aperta martedi, giovedi, domenica dalle 17.00 alle 20.00 o su appuntamento.
26 03 2006
Lunedi 27 marzo: The people's choice La scelta della gente/The People's Choice Attrezzi per un Art and Community Center a cura di Marco Scotini Isola Art Center partecipa a numero zero di "inContemporanea, la rete dell'arte", un progetto della Provincia di Milano per dare visibilita' al ricco panorama artistico contemporaneo milanese e promuoverne la conoscenza presso tutti i cittadini. Per l'occasione Isola Art Center presenta "La scelta della gente/The People's Choice". Concepita piuttosto come un kit da utilizzare che come un percorso da guardare, la mostra The People's Choice raccoglie proposte, progetti, esperienze concrete che tentano di definire un possibile modello di spazio per l'arte contemporanea come parte integrata di un quartiere. La sfida del progetto e' quella di pensare ad un centro d'arte sotto permanente costruzione all'interno di una comunita' che negozia, di giorno in giorno, i propri parametri di rappresentazione e di relazione con e nello spazio urbano. Piu' di quaranta artisti internazionali si confronteranno con le proposte di altrettanti curatori, economisti, politici e con le associazioni di quartiere. Non potendo piu' pensare ad un spazio separato e a funzione specifica - ad una "eterotopia" cioe', in senso foucaultiano - The People'Choice vuole immaginare non solo uno spazio aperto e flessibile ma, letteralmente, attraversato dalla vita ordinaria della gente. Una serie di sezioni (finanziaria, architettonica, curatoriale, etc.) articoleranno la mostra in piu' zone a differente regime espositivo e funzionale, in ciascuna delle quali troveranno sede processi e materiali tra i piu' eterogenei. Il progetto nasce come fase avanzata e matura del processo di opposizione del quartiere Isola di Milano al Piano di Intervento Garibaldi-Repubblica. Attraverso anni di lotta la risposta collettiva del quartiere rivendica il mantenimento dello spazio pubblico verde tra via Confalonieri e via De Castilla, assieme all'ex edificio industriale che lo attraversa. Dopo l'insediamento dello scorso anno di Isola Art Center all'interno di questo edificio, si cerca ora, con The People's Choice, di definire una possibile formalizzazione di uno spazio per l'arte contemporanea - tra l'altro assente a Milano - attraverso un processo democratico di progettazione e di trasformazione. Il titolo stesso The People's Choice e' tratto dalla famosa mostra di Group Material del 1980 presso la sede del gruppo nell' East End a New York in cui si chiedeva alla gente del quartiere di portare in galleria gli oggetti che avevano un senso per loro stessi, per la loro famiglia o per i loro amici. Una pubblicazione raccogliera' oltre ad un'ampia cartografia delle ricerche in mostra, interventi di Marco Scotini, Viktor Misiano e Charles Esche. Gruppo A12, Doug Ashford (Group Material), Stefano Boccalini, Cai Guo-Qiang, Gea Casolaro, Chto Delat? (What is to be done?), Josef Dabernig, Jose Davila, Pablo Leon de la Barra, Paola Di Bello, Etcetera..., Marcelo Exposito, Alberto Garutti, Bernardo Giorgi, Durriya Kazi, Isabella Inti, Isola Space Sharing: Alterazioni Video/Katia Anguelova/Alessandra Poggianti, Rem Koolhaas e Alain Fouraux, Armando Lulaj, Marcello Maloberti, Alessandro Nassiri Tabibzadeh, Network Nomadic Architecture, Oda Projesi, OUT, Adrian Paci, Maria Papadimitriou, Steve Piccolo, Cesare Pietroiusti, Post-Programmed City-Territory, Marietjca Potrc, Radek Community, Renshi.org, Oliver Ressler, Mariette Schiltz, Bert Theis, Tercerunquinto, Ian Tweedy, Enzo Umbaca, Luca Vitone, Love Difference, Sugoe, Osservatorio in Opera, Stazione Isola. Appuntamenti: Martedi' 7 marzo, 14 marzo, 11 aprile, 18 aprile, ore 18 "Divenire urbano" laboratorio filosofico interdisciplinare ufficio out, via Confalonieri 10, secondo piano, Milano presentato da Tiziana Villani (millepiani), Bert Theis (out), e Marco Scotini info: Tiziana Villani 349 0745320 Giovedi 30 marzo 2006, ore 20.00 Asta: "Arte per l'Isola" Nuova Accademia di Belle Arti NABA, via Darwin 20, Milano Domenica 9 aprile, ore 18.00 "Il tempo della trasformazione" presentazione del libro di Tiziana Villani (manifestolibri) ufficio out, via Confalonieri 10, secondo piano, Milano Mercoledi' 3 maggio 2006, ore 21.00 Forum "La scelta della gente" parrocchia del "Sacro Volto", via Sebenico, Milano Promosso da "Isola dell'Arte", comitato"I Mille", Associazione Genitori Istituto Comprensivo F. Confalonieri Progetto realizzato in collaborazione con Provincia di Milano per info http://www.incontemporanea.it Inaugurazione: Lunedi' 27 marzo 2006, ore 18.00 Isola Art Center via Confalonieri 10 (II piano), Milano Orari: martedi', giovedi', domenica, ore 17.00 - 20.00 Info: Rafaela Trevisan tel 338 3030569 |
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